<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386</id><updated>2011-08-28T04:03:11.763-07:00</updated><category term='contadini'/><category term='romolo e remo'/><category term='denuncia medici'/><category term='Medu'/><category term='tende'/><category term='enea'/><category term='elezioni'/><category term='fao'/><category term='accordi'/><category term='oxfam'/><category term='scrittura'/><category term='rom'/><category term='senegal'/><category term='Ariete'/><category term='Frattini'/><category term='Kuhu Das'/><category term='clandestina'/><category term='centro Astalli'/><category term='Africa'/><category term='pasqua ortodossa'/><category term='alessandra mussolini'/><category term='Esperino Montino'/><category term='ambulatori clandestini'/><category term='stazione tiburtina'/><category term='reato clandestinità'/><category term='umbria'/><category term='Aldo Morrone'/><category term='poesia'/><category term='correre'/><category term='G8'/><category term='Mazara del Vallo'/><category term='solidarietà'/><category term='razzismo'/><category term='Kfor'/><category term='sindaco'/><category term='Pangea onlus'/><category term='Roppa'/><category term='mostra fotografica'/><category term='adozioni a distanza'/><category term='crisi dimenticate'/><category term='racconto notturno'/><category term='città dei sogni'/><category term='indipendenza'/><category term='terremoto'/><category term='rifugiati politici'/><category term='paesi'/><category term='obama'/><category term='21 marzo'/><category term='vittime'/><category term='ambulanti'/><category term='vertice fao'/><category term='calcio'/><category term='Navtej Sidho; stazione di Nettuno; Balraj Singh; Natale'/><category term='casa dei diritti sociali'/><category term='discriminazione'/><category term='Unmik'/><category term='mondo'/><category term='desaparecidos'/><category term='kosovo'/><category term='mamadou cissoko'/><category term='sviluppo'/><category term='stazione ostiense roma'/><category term='pietralata'/><category term='nadine gordimer'/><category term='comunicazione'/><category term='parto'/><category term='Etiopia'/><category term='liberi nantes'/><category term='Peru'/><category term='tullia zevi'/><category term='Pollica'/><category term='immigrati'/><category term='donna ivoriana'/><category term='alda merini'/><category term='controllo'/><category term='democrazia'/><category term='lettera'/><category term='medici senza frontiere'/><category term='enrico calamai'/><category term='mitrovica'/><category term='passeggiata'/><category term='Awwd'/><category term='viaggi'/><category term='roma'/><category term='kossovo'/><category term='sera'/><category term='sudan'/><category term='vaccinazioni'/><category term='denuncia clandestini'/><category term='alemanno'/><category term='medici per i diritti umani'/><category term='asilo'/><category term='respingimenti'/><category term='Foad Aodi'/><category term='fermata autobus'/><category term='disabilità'/><category term='spagna'/><category term='simm'/><category term='pigneto'/><category term='mondiali antirazzisti'/><category term='sinti'/><category term='afgani'/><category term='India'/><category term='uck'/><category term='routine'/><category term='dhuumcatu'/><category term='alex zanotelli'/><category term='pensieri'/><category term='italia'/><category term='funerale'/><category term='noi non segnaliamo day'/><category term='esquilino'/><category term='lampedusa'/><category term='migranti'/><category term='sgombero ex cartiera'/><category term='salvataggi'/><category term='ribellioni'/><category term='decani'/><category term='Maroni'/><category term='violenza caffarella'/><category term='argentina'/><category term='rumeni'/><category term='primavera'/><category term='pescatori'/><category term='mario mori'/><category term='Unhcr'/><category term='Iran'/><category term='pristina'/><category term='natale'/><category term='parco'/><category term='aiuti'/><category term='presidio'/><category term='via salaria'/><category term='fame'/><category term='minoranze'/><category term='pacchetto sicurezza'/><category term='napoli'/><category term='Libia'/><category term='impegno'/><category term='Angelo Vassallo'/><category term='protezione umanitaria'/><category term='rifugiati'/><category term='multicultura'/><title type='text'>clandestinaMENTE</title><subtitle type='html'>Se attraversare liberamente frontiere, barriere e confini della geografia e del pensiero, oggi appare un sogno, lo si prova a fare in queste pagine. Felicemente migranti</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>43</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-6232696349667630984</id><published>2010-11-28T15:20:00.001-08:00</published><updated>2010-11-28T15:57:29.228-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='esquilino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa dei diritti sociali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='routine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='controllo'/><title type='text'>Una normale operazione di routine al quartiere Esquilino</title><content type='html'>Due giorni fa (era un po' di tempo che non mi capitava) sono scesa alla fermata della metro di piazza Vittorio. Dovevo comprare fave secche e erba cipollina per provare a cucinare i falafel, dopo aver carpito la ricetta da un ragazzo egiziano ad una di questi simpatici incontri di cucina etnica dell'associazione Cucimondo. Ma il motivo non è importante, lo dico solo per comunicarvi un po' dello spirito, rilassato e spensierato, con cui mi sono diretta in nel quartiere multietnico della Capitale. Mi sono avviata verso la botteguccia indiana che conosco, sempre affollata da ragazzi dell'Africa occidentale che qui, dove è possibile trovare gli ingredienti della cucina di casa, sempre si ritrovano. Non è stato l'assembramento a richiamare la mia attenzione dalle fantasie culinarie, ma il tono della voce: "Documenti prego.." Naturalmente non si rivolgeva a me, ma al gruppetto di neri che avevo accanto. L'uomo era in borghese e allora istintivamente gli ho chiesto chi era. A quel punto è spuntato anche uno in divisa e sono stata identificata anche io e anche - chissà perchè - mi è stato chiesto che lavoro facevo. Un controllo di routine, hanno detto. Certo, una normale operazione delle forze dell'ordine, giustificata dalla legge. Però. Che senso di frustrazione, di meschinità&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;. Ma è possibile che i fuori legge si vadano a cercare così, fermandoli in base al colore della pelle, cercandoli nel posto dove cercano un po' di sapore, di calore di casa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi oggi leggo questa testimonianza dell'associazione "Casa dei diritti Sociali". Una organizzazione importante per gli immigrati, a Roma. Ecco proprio qui, bloccando le entrate e le uscite di questa Casa, hanno fatto un altro di questi controlli di routine. Ditemi voi, cosa ne pensate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Scriviamo per raccontare quanto è accaduto, il 23 novembre 2010 nel rione Esquilino davanti alla sede della nostra associazione, Focus-Casa dei Diritti Sociali Via G. Giolitti, 225-241. Da anni, grazie agli interventi dello sportello di orientamento e ai corsi di italiano per migranti, molti italiani e stranieri che vivono una condizione di vulnerabilità si rivolgono alla nostra sede per costruirsi un percorso di integrazione. Sanno di poter contare su professionisti (medici, avvocati, insegnanti, assistenti sociali) e attivisti dei diritti umani e volontari dedicati ai "poveri di diritti". Alle ore 17,00 abbiamo visto comparire sul ballatoio cinque poliziotti che si sono posizionati di fronte alla porta del nostro sportello di orientamento, da dove se ne sono andati 45 minuti più tardi, dopo che avevano "conversato" con un nostro Avvocato. Hanno subito iniziato ad identificare tutte le persone evidentemente straniere che uscivano dalla nostra sede. Siamo immediatamente usciti anche noi per chiedere alla polizia cosa stesse accadendo e ci siamo resi conto che c'era un grande dispiegamento di forze dell'ordine,  quattordici-quindici volanti presidiavano la strada sulla quale si affaccia la nostra sede;  inoltre l'accesso al ballatoio era chiuso dai poliziotti che bloccavano le scale e la rampa, identificando tutte le persone che transitavano evidentemente straniere. La risposta della polizia alle nostre richieste di informazioni è stata : è una "normale" operazione di controllo. Normale controllo:  con unità cinofile, pullman e come dicevano una quindicina volanti e poliziotti ovunque in divisa e in borghese. Uno dei poliziotti a quel punto ci ha chiesto se all'interno del nostro ufficio ci fossero altri stranieri, e ci ha intimato di farli uscire per essere identificati. Per tutta risposta abbiamo chiesto se avessero un mandato, una volta appurato che ne erano sprovvisti, abbiamo richiuso la porta cercando di prendere tempo e contattare i nostri legali. Contemporaneamente anche di fronte alla nostra scuola, strutturata su due piani, si sono posizionati altri poliziotti, in attesa dell'uscita degli studenti dalla lezione in corso. Tra le persone fermate dagli agenti c'era anche un ragazzo che non aveva con se il permesso di soggiorno, ma soltanto la carta d'identità; dopo circa mezz'ora che veniva trattenuto ci siamo avvicinati per chiedergli se la situazione si fosse risolta e per sapere se avesse bisogno di aiuto; gli agenti ci hanno immediatamente scacciato e intimato di allontanarci, anche se la persona in questione non era in stato di fermo. La polizia è rimasta per circa due ore fuori dalla nostra sede, anche se dopo l'arrivo dei nostri avvocati la situazione è cambiata, gli agenti si sono allontanati, pur continuando a presidiare la strada e soprattutto hanno smesso di intimarci di far uscire tutti dalle nostre sedi. A noi sembra che queste operazioni (quella del 23 novembre e quella di settembre) non possono essere definite normali operazioni antidroga, come le presentava un agente. Ma un intervento contro l'immigrazione e non solo perché sono state fermate solo persone marcatamente straniere; soprattutto perché tesa ad annullare una zona franca, una sede del dialogo interculturale, quale è Focus-Casa dei Diritti Sociali,  una struttura che guarda caso proprio il 23 novembre mattina ha promosso, in rete con le altre "scuolemigranti" e con i CTP e l'Ufficio Scolastico Regionale il convegno &lt;/span&gt;&lt;strong style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quale insegnamento dell'italiano nella nuova società interculturale" al Galilei con la partecipazione del Ministero dell'Interno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dalla Newsletter di www.dirittisociali.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-6232696349667630984?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/6232696349667630984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/11/una-normale-operazione-di-routine-al.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6232696349667630984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6232696349667630984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/11/una-normale-operazione-di-routine-al.html' title='Una normale operazione di routine al quartiere Esquilino'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-7937777435075849133</id><published>2010-09-15T05:09:00.000-07:00</published><updated>2011-08-25T05:57:52.547-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aiuti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paesi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oxfam'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fao'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fame'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sviluppo'/><title type='text'>Quale rapporto tra aiuti e progressi contro la fame nel mondo?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TJC4i3qJctI/AAAAAAAAANo/T-JwH2jXOvI/s1600/Ghana+2+014.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 267px; cursor: pointer;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517112452724650706" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TJC4i3qJctI/AAAAAAAAANo/T-JwH2jXOvI/s400/Ghana+2+014.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se molte Ong, in particolare Oxfam International, hanno sottolineato come la diminuzione del numero di persone che soffrono la fame nel mondo, non è stata determinata dalle donazioni dei paesi ricchi, ma da altri elementi (come due anni di buoni raccolti e la conseguente diminuzione del costo del cibo), la domanda, su qual'è il rapporto tra soldi donati e progressi nella lotta alla malnutrizione, sorge spontanea. Ha provato a rispondervi il giornalista del Guardian Jonathan Glennie , nella nuova sezione del sito del quotidiano britannico, dedicata allo sviluppo globale (www.guardian.co.uk/global-development).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Glennie divide i paesi in via di sviluppo in due gruppi principali, che rappreseno due tendenze contrastanti. Da un lato ci sono Cina, India, Brasile e gran parte dei paesi dell'America Latina, per i quali la diminuzione delle persone malnutrite è stata determinata dall'aumento generale della ricchezza e da alcune politiche statali, con poca incidenza degli aiuti allo sviluppo che rappresentano una percentuale minima del prodotto interno lordo. Dall'altro lato abbiamo un gruppo di paesi più poveri (concentrati prevalentemente in Africa, qualcuno in Asia e pochi in America Latina), dove invece l'aiuto allo sviluppo, che rappresenta una parte notevole del prodotto interno lordo (in Burundi la percentuale arriva al 50%), è necessariamente rilevante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in che modo l'aiuto incide? A questa domanda il giornalista ammette di non avere risposte certe: "Dovremmo conoscere gli aspetti specifici delle politiche del paese beneficiario e i particolari delle forme di aiuto". Spiega che in alcuni casi il denaro donato può aver minato gli equilibri economici e politici locali con effetti distruttivi, ma che quando è stato ben gestito ha portato buoni risultati e cambiamenti nella vita della gente, con piccoli effetti negativi. Tutto dipende dai singoli casi.&lt;br /&gt;Il giornalista, infine, ammette che la divisione dei due gruppi è piuttosto arbitraria e che vi sono diversi paesi nel mezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi possiamo notare che, i paesi dove tuttora vive la maggior parte delle persone che soffrono la fame e la povertà nel mondo, non si trovano nei paesi che seguendo gli stereotipi più comuni immagineremmo ma, in ordine: nei giganti economici India e Cina, in Nigeria (ricchissima di petrolio e secondo paese africano con il più alto pil del continente, dopo il Sudafrica), in Bangladesh e in indonesia. Seguono, a pari merito, Tanzania e Etiopia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per vedere la rappresentazione grafica: http://www.guardian.co.uk/global-development/datablog/2010/sep/14/bottom-billion-poverty&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foto: una venditrice di riso al mercato in Ghana - di L. J.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-7937777435075849133?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/7937777435075849133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/09/se-molte-ong-in-particolare-oxfam.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7937777435075849133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7937777435075849133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/09/se-molte-ong-in-particolare-oxfam.html' title='Quale rapporto tra aiuti e progressi contro la fame nel mondo?'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TJC4i3qJctI/AAAAAAAAANo/T-JwH2jXOvI/s72-c/Ghana+2+014.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-7643205329909059488</id><published>2010-09-14T02:23:00.000-07:00</published><updated>2011-08-27T16:21:18.354-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mazara del Vallo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Unhcr'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pescatori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salvataggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><title type='text'>Pescatori di uomini: i pericolosi salvataggi di migranti raccontati dai loro protagonisti</title><content type='html'>Salgono all'onore delle cronache soprattutto quando vi sono scontri, con le motovedette libiche per i controllo dei confini marittimi. Ma molti tra i pescatori siciliani di Mazara del Vallo - tra cui l'equipaggio del peschereccio Ariete guidato da Gaspare Marrone, su cui ieri si sono abbattuti i colpi di una motovedetta libica - hanno ricevuto il premio "Per Mare" dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), per aver salvato centinaia di migranti in pericolo, nella traversata del Mediterraneo. Nelle pericolose operazioni di recupero dei naufraghi, questi pescatori hanno spesso sostituiscono la guardia costiera italiana. Senza alcun rimborso pubblico, ma solo per rispettare la legge del mare, che impone l'aiuto a chi è in difficoltà. Ecco i loro racconti in prima persona, che ho raccolto per la rivista Carta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI9AC5OsEQI/AAAAAAAAANQ/qyxc2DDisW4/s1600/FOTO+PORTO.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI9AC5OsEQI/AAAAAAAAANQ/qyxc2DDisW4/s400/FOTO+PORTO.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516698487018492162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I PESCATORI- EROI DI MAZARA DEL VALLO&lt;br /&gt;“Dopo averli presi a bordo tutti, ho prestato il cellulare ad alcune ragazze perché avvertissero le famiglie che stavano bene. Erano persone educate, istruite, si vedeva che non fuggivano per fame, ma per cercare la libertà. Solo un po' di libertà!” A parlare è Salvatore Cancemi, capitano del motopeschereccio Twenty Two della flotta di Mazara del Vallo, premiato dall'Alto commissariato Onu per i Rifugiati (Unchr) per aver compiuto la più eroica operazione di salvataggio di migranti nel canale di Sicilia nel 2008. Il premio “per mare” dell’agenzia dell’Onu, prevede una somma in denaro (10.000 euro per l’intero equipaggio) per ripagare l’impegno umano, ma anche economico, che offrono i pescatori che si prestano ai salvataggi. Oltre ai pescherecci che incontrano carrette in mare, numerosissimi sono infatti i casi in cui le motovedette della guardia costiera chiedono ai pescherecci di intervenire nei salvataggi di migranti, date le loro imbarcazioni più spaziose e adatte ai trasbordi. Senza rimborsarli dei rischi corsi, ne delle perdite economiche. “Interveniamo nei salvataggi semplicemente perché questa è la legge del mare”, dicono tutti gli intervistati. Ma il rischio di perdere entrate vitali, in un periodo di forte crisi della pesca, può spingere altri a guardare dall’altra parte. Soprattutto nell’era dei respingimenti forzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI9B01ukjDI/AAAAAAAAANg/vizAgmQtUiM/s1600/Nuova+immagine.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI9B01ukjDI/AAAAAAAAANg/vizAgmQtUiM/s400/Nuova+immagine.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516700444583562290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salvarne 300 in una notte buia e tempestosa&lt;br /&gt;Cancemi e il suo equipaggio hanno cambiato il destino di 299 persone il 27 novembre scorso, quando in piena notte sono stati chiamati dalla capitaneria di porto di Lampedusa: un barcone con centinaia di migranti era in difficoltà. Con il buio, il mare forza 8 e gli scafisti che, temendo di essere arrestati, imponevano le luci spente, c’erano tutte le caratteristiche di un'enorme tragedia in mare. C'è voluta qualche ora e l'esperienza del capitano Cancemi, per individuare nel mare in tempesta l'imbarcazione, raggiungerla e avvicinarla alla costa. “Quando le onde portavano la nostra barca giù e la loro su, saltavano a 20-30 insieme, come pirati! E i nostri ad acchiapparli come tonni. Sempre pescatori siamo..”, racconta Cancemi animandosi al ricordo e mimando le azioni. “Alla fine, quando ho visto che nessuno si era perduto o fatto male, l'emozione è stata enorme e la tensione è scoppiata in un grande pianto liberatorio”. Nell'equipaggio si scherzava anche, per tenere alto il morale, come racconta Francesco Cancemi, il capo macchine del peschereccio: “Cercavo di distrarli, soprattutto le ragazze, che erano ancora spaventatissime! Gli abbiamo dato da bere, da mangiare, vestiti e biancheria arrivati al porto di Lampedusa, c'era una folla ad aspettarci: ci hanno accolto con un lunghissimo applauso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI9BhTNxKQI/AAAAAAAAANY/6iaIjLXffTc/s1600/foto+pescatore.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI9BhTNxKQI/AAAAAAAAANY/6iaIjLXffTc/s400/foto+pescatore.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516700108901656834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obbligo di rimandarli indietro&lt;br /&gt;Non sempre i salvataggi in mare si concludono con gioia: “Una storia che non abbiamo mai raccontato – dice Cancemi – è quella di un'imbarcazione di tunisini, incontrata al confine tra le acque territoriali della Libia e quelle della Tunisia. Erano una ventina e imbarcavano acqua. Prima di soccorrerli – ricorda il capitano - abbiamo avvertito le autorità marittime”. L’autorizzazione è infatti essenziale per effettuare un salvataggio il mare, altrimenti i pescatori possono essere accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, rischiando fino a 24 anni di carcere, oltre alla perdita di un'attività economica vitale per l’intero equipaggio. “Ci è stato detto di prenderli a bordo ma di riconsegnarli ad una motovedetta tunisina che sarebbe venuta a prenderli: quando hanno saputo di dover tornare in Tunisia, quei ragazzi si sono rattristati molto. E anche noi – spiega Cancemi - perché sapevamo che li avrebbero picchiati e messi in carcere per mesi. Ma al momento di salutarci ci hanno ringraziato molto: per avergli salvato la vita”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un fagottino dal mare in tempesta&lt;br /&gt;Ci sono due immagini che resteranno sempre impresse nella mente di Pietro Russo, capitano del motopesca “Ghibli”. La prima è quella di un fagottino che gli venne dato mentre fuori dalla barca infuriava una tempesta: “L'ho aperto e mi sono trovato di fronte bambino, piccolissimo – racconta, mentre il viso gli si illumina – mi ha sorriso e ho dimenticato tutto il resto. Aveva tanta voglia di giocare, dopo tutto quel buio e quello stare fermo, in quella barchetta tutti ammassati”. Quella sera, il Ghibli con i pescherecci Monastir e Ariete erano stati chiamati dalla capitaneria di porto di Lampedusa per soccorrere un barcone in balia delle acque agitate al largo dell’isola. “Ci siamo trovati davanti ad una scena agghiacciante: ragazzi di 15 - 16 anni erano in una barchetta piena in modo incredibile di persone, ad occhio 300-350, che piangevano e urlavano – racconta Russo - bisognava agire in fretta perché imbarcavano acqua. Con l'aiuto del Monastir e dell’Ariete, li abbiamo protetti dal vento per caricarli. Un'operazione rischiosissima. E' in tutta quella confusione, il primo ad arrivare a bordo, è stato quel fagotto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedere la morte tra le onde&lt;br /&gt;L'altra immagine che Russo non scorderà mai risale al 2006. Tornando da una battuta di pesca aveva incontrato un'imbarcazione di migranti che chiedeva aiuto. La barca di Russo si era avvicinata, ma nella foga di salire a bordo, o forse spaventati da alcuni delfini che saltellavano dietro al peschereccio, i naufraghi si erano spostati tutti su un lato e la barchetta si era capovolta. “Ci siamo trovati a dover salvare una ventina di persone che non sapevano nuotare: era questione di attimi. I primi ad avvicinarsi sono stati una coppia: abbiamo acchiappato il marito ma lei non ce l'abbiamo fatta e si è abbandonata. Poi, abbiamo saputo che aveva con sé un bambino di pochi mesi che le era sfuggito nel rovesciarsi della nave. L'ho vista affondare con i lunghi capelli neri che si allargavano nell'acqua. Non abbiamo potuto buttarci per salvarla perché c'erano altre 20 persone in mare. Alla fine ne abbiamo portati a riva 21, su 23 – dice il capitano, ancora addolorato – ma per lei e il bambino non c'è stato niente da fare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo solo su un pezzo di legno&lt;br /&gt;Vito Cittadino, capitano dell'Ofelia I, stava sul ponte del suo peschereccio all'alba di un giorno d'inverno del 2007, quando vide all'orizzonte qualcosa che, all'inizio, gli parve una boa: “Ho preso il binocolo e ho visto un braccio che si alzava – dice Cittadino mimando la sorpresa del momento - sono avanzato quei 400 metri cercando di non perderlo di vista. Era un uomo solo su un pezzo di legno, il pavimento di un gommone. Gli ho lanciato un salvagente e poi mi sono proteso per afferrarlo. Cittadino ricorda la paura che gli morisse tra le braccia: “L'ho portato a bordo e gli ho fatto una doccia calda poiché tremava. Dopo 18 ore in mare, aggrappato al pavimento di un gommone, la sua pelle nera era diventata bianca. Aveva perso i sensi, non mangiava, non beveva quasi. Si è ripreso dopo aver dormito 24 ore. Ci ha raccontato che erano partiti da Tripoli in 47: mauritani e molti iracheni, tutti giovanissimi, più lui che già aveva solo 24 anni. Erano morti tutti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foto: L. J.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-7643205329909059488?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/7643205329909059488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/09/le-storie-dei-pescatori-di-mazara-che.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7643205329909059488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7643205329909059488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/09/le-storie-dei-pescatori-di-mazara-che.html' title='Pescatori di uomini: i pericolosi salvataggi di migranti raccontati dai loro protagonisti'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI9AC5OsEQI/AAAAAAAAANQ/qyxc2DDisW4/s72-c/FOTO+PORTO.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-5923464850767117919</id><published>2010-09-14T01:08:00.000-07:00</published><updated>2010-09-14T02:20:19.515-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mazara del Vallo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ariete'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pescatori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><title type='text'>Motovedette  donate dall'italia alla Libia. Oggi sparano sui pescatori siciliani e l'anno scorso li  sequestravano. Reportage da Mazara del Vallo</title><content type='html'>Sta facendo scalpore la notizia di una motovedetta libica con a bordo esponenti della guardia di finanza italiana che ieri ha sparato su un peschereccio di Mazara del Vallo colpevole di non essersi fermato immediatamente all'alt intimatogli dall'imbarcazione militare. Ma l'atteggiamento aggressivo delle forze dell'ordine libiche nei confronti dei pescatori italiani, indirettamente sostenuto dai rapporti sempre più stretti tra i due paesi, non è affatto cosa nuova. Di seguito un mio articolo pubblicato sul settimanale Carta esattamente un anno fa. Che ci indica anche, come il motivo del contendere sia una differente interpretazione del diritto del mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI88gmg_tOI/AAAAAAAAAM4/jCTpp-pc-2M/s1600/Mazara+del+Vallo+2.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI88gmg_tOI/AAAAAAAAAM4/jCTpp-pc-2M/s400/Mazara+del+Vallo+2.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516694599344567522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SEQUESTRATI DAI LIBICI CON LE MOTOVEDETTE DONATE DALL'ITALIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non è stata una provocazione del presidente della Libia, Muhammar Gheddafi, certo un curioso scherzo del destino. Proprio le motovedette recentemente donate dall'Italia alla marina libica per pattugliare le sue coste ai fini di contrastare l'immigrazione irregolare nel nostro paese, sono state usate per sequestrare, dal 22 luglio al 4 agosto 2009, il motopeschereccio Monastir della flotta di Mazara del Vallo guidato da Nicola Asaro, già premiato dall'Alto commissariato Onu per i Rifugiati per aver salvato più volte barche di migranti in pericolo nello stretto di Sicilia. Un'operazione, conclusa con la minaccia della confisca dei pescherecci che in futuro si avventurassero nella striscia di mare di 74 miglia che circonda la Libia e giunta proprio alla vigilia del 30 agosto, giornata dell'”amicizia Italia-Libia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quel confine va contro la normativa internazionale che stabilisce a 12 miglia il limite delle acque territoriali di ogni paese – dicono i pescatori mazaresi - Gheddafi, con un decreto del 2005 si è arrogato il diritto di definire libiche altre 60 miglia di acque internazionali ricchissime di pescato. Ma il peggio è che il governo italiano e la nostra guardia costiera si adoperano per fare rispettare le regole fissate dal dittatore libico, unilateralmente”. Effettivamente, sul sito della marina militare italiana si legge: Con decreto 37/2005 del 24 febbraio 2005 la Libia ha proclamato una zona di protezione dalla pesca che si estende per 62 miglia a partire dal limite esterno delle acque territoriali (12 miglia dalla costa) e in cui viene esercitata giurisdizione volta a vietare, a meno di autorizzazione delle competenti autorità, qualsiasi attività di pesca. Annessa al decreto è la «Declaration of a Libyan Fisheries Protection Zone in the Mediterranean» con cui si indicano, come base legale dell’iniziativa, il Protocollo di Barcellona del 1995 concernente le aree del Mediterraneo specialmente protette, oltre a diversi accordi della Fao a protezione dell’ambiente marino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI883YsoAgI/AAAAAAAAANA/6y7ezuUnpvw/s1600/Mazara+del+Vallo+4.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI883YsoAgI/AAAAAAAAANA/6y7ezuUnpvw/s400/Mazara+del+Vallo+4.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516694990772240898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le aggressioni e i sequestri a danno dei pescherecci italiani risalgono a molto prima del 2005. Vincenzo Pellegrino, capitano del motopeschereccio “Regina”, (premiato dall’Unhcr per un salvataggio nel 2008), ricorda con orrore i tre mesi di detenzione in un carcere di Tripoli, nel 1979: “Ero in una stanza di 5mq con 22 persone e con un pasto scarso al giorno”. Successivamente ci sono stati casi in cui i pescherecci stessi non sono mai stati riconsegnati, provocando una perdita enorme per gli armatori. Nel 2000 i militari libici hanno addirittura provocato la morte un marinaio del motopesca Orchidea, entrando e provocando un incendio nella barca che pescava a 30 miglia dalla costa nordafricana. Nel recente caso del sequestro di cui sono stati vittima i motopesca Monastir e Tulipano, gli equipaggi sono rimasti 18 giorni in porto, evitando il carcere, ma Asaro - capitano del Monastir - ricorda con dolore, l'aria di beffa del militare libico che un mese fa è salito sulla sua barca ricordando l'episodio del 2000. Inoltre, il sequestro di un mese di pescato e delle reti è un danno imponente per i pescherecci: sommando i 30.000 euro di gasolio speso, i 60-70.000 euro del valore della pesca e i 20.000 delle 4 reti, si superano abbondantemente i 100.000 euro. Ma i pescatori mazaresi non intendono mollare: “Pescare in quel mare ci è necessario – dice il capitano Pietro Russo - una flotta di circa 200 pescherecci come la quella di Ma zara del Vallo non può fermarsi nelle acque poco a sud di Lampedusa. 74 miglia di acque territoriali, invece delle 12 di tutti gli altri paesi sono troppe”. Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo si è pronunciato sulla vicenda auspicando un interesse europeo ma considerando necessario almeno quello del governo italiano, affinché sul tratto di mare conteso, si possano stabilire regole precise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI89zM-eIMI/AAAAAAAAANI/cSg_K6oFLpk/s1600/foto+capitano.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI89zM-eIMI/AAAAAAAAANI/cSg_K6oFLpk/s400/foto+capitano.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516696018418016450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-5923464850767117919?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/5923464850767117919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/09/motovedette-donate-dallitalia-alla.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/5923464850767117919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/5923464850767117919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/09/motovedette-donate-dallitalia-alla.html' title='Motovedette  donate dall&apos;italia alla Libia. Oggi sparano sui pescatori siciliani e l&apos;anno scorso li  sequestravano. Reportage da Mazara del Vallo'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TI88gmg_tOI/AAAAAAAAAM4/jCTpp-pc-2M/s72-c/Mazara+del+Vallo+2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-4359865389270299388</id><published>2010-09-10T13:32:00.000-07:00</published><updated>2011-08-27T16:23:13.501-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Angelo Vassallo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pollica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sindaco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='funerale'/><title type='text'>Reportage dal funerale di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqjoJBJzuI/AAAAAAAAAMI/sRJ2mJDDyK4/s1600/Pollica+087.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515400603679444706" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqjoJBJzuI/AAAAAAAAAMI/sRJ2mJDDyK4/s400/Pollica+087.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il funerale di Angelo Vassallo inizia, dal cielo già cupo cominciano a cadere grosse goccie di pioggia sulle centinaia di persone in attesa. Il piccolo porto di Acciaroli è incastonato tra il borgo di pietra chiara e il bel mare, oggi scuro e increspato. Le parole del Vescovo sembrano voler dare sollievo ad un'atmosfera cupa e gelida, nonostante le 11 di mattina. Indica nel materialismo "la causa di quell'arroganza e infelicità che si trasformano in violenza di alcuni poveri uomini". Riceve applausi quando dice "la violenza rende impossibile la nostra convivenza, la rende invivibile e infelice". Ma il clamore dei battiti di mani esplode, incontrollabile, quando esclama, riferendosi agli assassini di Vassallo: "Mi auguro solo che queste bestie non stiano fra a noi. O sul divano a guardarci alla televisione!" Poi riafferma la fiducia "nella popolazione di queste terre e nel loro impegno per il territorio". E' in quel momento che ascolto un gruppo di donne, il vento gli scompiglia i capelli e l'amaro commento: "Parole, parole, parole. Per venti anni, solo parole!". Indossano, come molti ragazzi e bambini qui, una maglietta bianca con scritto in azzurro "Sarai sempre il nostro Angelo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqhXI0g62I/AAAAAAAAALw/P2bg_jX0aQ4/s1600/Pollica+099.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515398112545401698" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqhXI0g62I/AAAAAAAAALw/P2bg_jX0aQ4/s400/Pollica+099.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una giovane maestra di San Giovanni a Piro, un paese vicino Pollica, si illumina un momento, raccontando che nella sua scuola oggi si lavora molto sull'educazione ambientale e alla legalità. Insegnamenti per cui si era battuto per 15 anni il sindaco ucciso. Quando le chiedo se ha timore oggi, per il futuro di queste idee, mi guarda con le lacrime agli occhi: "Ora si, a questo punto ho paura".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqjBcfLFOI/AAAAAAAAAL4/xso3IIfzlgQ/s1600/Pollica+118.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515399938890732770" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqjBcfLFOI/AAAAAAAAAL4/xso3IIfzlgQ/s400/Pollica+118.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uomini in divisa a reggere gli stendardi dei comuni di Caserta e Subiaco, ma anche di Gubbio e di Greve in Chianti, sono ordinatamente schierati attorno al palco da cui si celebra la messa. Guardano al mare cupo, minaccioso anche dentro il porto. Più in là, accanto al profilo della cattedrale si staglia una gigantografia di Angelo Vassallo: si trova probabimente proprio in questo porto in una luminosa giornata di sole che rende il mare di un azzurro brillante. Celebrava le acque cristalline di Acciaroli, che oggi fremono e mugghiano. Mentre la cerimonia va avanti la pioggia si intensifica, si aprono centinaia di ombrelli e parla il vicesindaco: la voce sempre più rotta, man mano che ricorda l'ucciso, nella concretezza di episodi quotidiani. Dice: "Tutti quelli che sono qui devono sapere che oggi hanno fatto una cosa che non potranno mai più dimenticare. Oggi hanno promesso a Angelo di impegnarsi. Oggi voi avete promesso al Sindaco di tutti di non dimenticare. Io a tutti quelli che sono qui chiedo un impegno: affinché quello che Angelo ha fatto per il nostro comune voi lo facciate per tutti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqjTyf0H_I/AAAAAAAAAMA/WDoC58b3U_0/s1600/Pollica+111.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515400254036647922" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqjTyf0H_I/AAAAAAAAAMA/WDoC58b3U_0/s400/Pollica+111.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i balconi che danno sulla piazza sono affollati. Così come ogni spazio coperto sul porto. Alcune eleganti signore di Pollica, sono strette a proteggersi sotto la tenda di uno dei bar. "C'è tanta gente che viene da fuori – dicono – i cittadini come noi, siamo tutta gente che ha voluto esserci. Quelli delle istituzioni no, quelli sono qui per l'immagine". Chiedo loro che succederà adesso: "Ora non lo sappiamo. Lui aveva uno staff straordinario, ma senza una figura carismatica come la sua, chissà. Ci vorrebbe qualcuno come lui, capace di mettere insieme e coalizzare le energie".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqgRaHBcHI/AAAAAAAAALo/F-at9suZlGQ/s1600/Pollica+098.jpg"&gt;&lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 400px; display: block; height: 300px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515396914595590258" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqgRaHBcHI/AAAAAAAAALo/F-at9suZlGQ/s400/Pollica+098.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attaccato su un albero, accanto a una fontanella pubblica la cui manovella si apre e si chiude come appartenesse a una casa privata, c'è un cartello: "Bevi l'acqua del rubinetto: buona, sicura, economica – Comune di Pollica". Poco più in là un'enorme cassa di bottigliette di plastica con acqua minerale. Portate dalla protezione civile per la sua cerimonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foto: L. J.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-4359865389270299388?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/4359865389270299388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/09/reportage-dal-funerale-di-angelo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4359865389270299388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4359865389270299388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/09/reportage-dal-funerale-di-angelo.html' title='Reportage dal funerale di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIqjoJBJzuI/AAAAAAAAAMI/sRJ2mJDDyK4/s72-c/Pollica+087.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-5340081335915142756</id><published>2010-05-14T08:25:00.000-07:00</published><updated>2010-05-14T08:27:56.101-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lampedusa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alda merini'/><title type='text'>Dedicata a Lampedusa</title><content type='html'>Posto una poesia di Alda Merini, dedicata a Lampedusa. Bellissima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;em&gt;Una volta sognai&lt;br /&gt;di essere una tartaruga  gigante&lt;br /&gt;con scheletro d’avorio&lt;br /&gt;che trascinava bimbi e piccini e  alghe&lt;br /&gt;e rifiuti e fiori&lt;br /&gt;e tutti si aggrappavano a me,&lt;br /&gt;sulla mia  scorza dura.&lt;br /&gt;Ero una tartaruga che barcollava&lt;br /&gt;sotto il peso  dell’amore&lt;br /&gt;molto lenta a capire&lt;br /&gt;e svelta a benedire.&lt;br /&gt;Così,  figli miei,&lt;br /&gt;una volta vi hanno buttato nell’acqua&lt;br /&gt;e voi vi siete  aggrappati al mio guscio&lt;br /&gt;e io vi ho portati in salvo&lt;br /&gt;perché questa  testuggine marina&lt;br /&gt;è la terra&lt;br /&gt;che vi salva&lt;br /&gt;dalla morte  dell’acqua.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-5340081335915142756?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/5340081335915142756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/05/dedicata-lampedusa.html#comment-form' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/5340081335915142756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/5340081335915142756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/05/dedicata-lampedusa.html' title='Dedicata a Lampedusa'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-4885391859134535060</id><published>2010-04-24T15:23:00.000-07:00</published><updated>2010-04-24T16:55:05.152-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrittura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='impegno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nadine gordimer'/><title type='text'>Nadine Gordimer: scrittura e impegno</title><content type='html'>Conciliare lo splendore della parola e l'asprezza della realtà. Raccontare: spinti dall'intimo, ardente desiderio di cambiamento, ma senza esserne mai travolti. Questo che è per me è il modello, l'ideale di scrittura, lo ritrovo nei romanzi, racconti e saggi del premio Nobel per la letteratura nel 1991, Nadine Gordimer. Sarà il tema dell'incontro e scontro tra bianchi e neri durante l'apartheid, magistralmente raccontato dalla sua penna, che non è mai scontata e mai banale perchè narra lasciando che a parlare siano i più profondi impeti, le più nascoste pieghe dell'anima umana. Per questo la sua lettura più di quella di chiunque altro, oggi mi appassiona e consola. Proprio perchè il suo "impegno", non è mai cieco, idealizzante o demonizzante. Ecco alcune sue riflessioni sul tema, che copio dalla raccolta di suoi saggi "Vivere nella speranza e nella storia. Note dal nostro secolo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"La moralità della narrativa consiste nel prendersi la libertà di esplorare ed esaminare con impavida onestà la morale contemporanea, compresi sistemi morali quali le religioni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quando mai gli scrittori hanno potuto eludere la politica, apertamente o implicitamente?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Forse il periodo in cui schiavi e contadini vivevano in miseria, mentre gli scultori erano alla ricerca delle proporzioni perfette del corpo umano? Il periodo in cui i rivoluzionari erano rinchiusi nelle prigioni dello zar Alessantro mentre i granduchi si costruivano palazzi a Nizza? Il periodo in cui ad affamati e disoccupati veniva offerta la salvezza di un fascismo sempre più forte mentre i playboy e le ragazze danzavano tenendo in bilico bicchieri di champagne rosé?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sembra che non vi sia modo di sfuggire a tale rapporto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non tutti gli scrittori che intessono un rapporto con la politica, barattano l'immaginazione con il cilicio dello scribacchino di partito. Esiste anche il caso dello scrittore le cui facoltà immaginative vengono autenticamente risvegliate e chiamate in causa dallo spirito della politica così come egli la vive in prima persona&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;.&lt;/span&gt; E può non trattarsi della libera scelta di un Byron. Può essere qualcosa cui è praticamente impossibile sfuggire in tempi e luoghi di terremoti sociali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il ruolo rivestito dalla letteratura è nell'illuminare il nostro popolo, nel dischiudere la vita alla potenza e alla bellezza dell'immaginazione, nel rivelargli se stesso attraverso lo scrittore in quanto depositario del suo ethos.&lt;br /&gt;E' di questa rivelazione che hanno paura i  regimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.. ma gli scrittori, gli artisti  di qualsiasi genere, esistono proprio per spaccare le incrostazioni prodotte dall'abitudine e aprire un varco tra le inferriate che tengono prigioniera la sensibilità: esistono per permettere alla libera immaginazione di spuntare rigogliosa come l'erba nei prati."&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-4885391859134535060?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/4885391859134535060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/04/nadine-gordimer-scrittura-e-impegno.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4885391859134535060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4885391859134535060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/04/nadine-gordimer-scrittura-e-impegno.html' title='Nadine Gordimer: scrittura e impegno'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-3204815406085500240</id><published>2010-03-04T00:14:00.000-08:00</published><updated>2010-03-04T00:32:09.814-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='India'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pangea onlus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disabilità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Awwd'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kuhu Das'/><title type='text'>LA PASIONARIA CON IL SARI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/S49vgDUKGrI/AAAAAAAAALQ/jdqS_lzwEVo/s1600-h/Kuhu+Das+001.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/S49vgDUKGrI/AAAAAAAAALQ/jdqS_lzwEVo/s400/Kuhu+Das+001.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444693070950570674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una gamba bloccata dalla poliomelite non ha fermato la sua volontà di giustizia. E Kuhu Das, ha lasciato lavoro e famiglia per fondare l'Association of Women With Disabilities che di occupa delle ragazze disabili degli slum indiani. Sostenendole nella battaglia per i diritti, contro le barriere fisiche ma soprattutto mentali. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Posso cominciare l'intervista con una canzone?" Prima di ricevere risposta, Kuhu Das dà vita a un dolcissimo e malinconico canto orientale sfoggiando una splendida voce femminile. Poi si interrompe e torna al consueto tono risoluto: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Vuoi sapere cosa vogliono dire le parole? Ecco: «Io non ricevo cure, non ricevo rispetto, non ho dignità, io ho una vita davvero terribile».&lt;/span&gt; Questo, è quello che dice la canzone". E questa è la situazione delle donne disabili in India, come ci racconta la giovane direttrice dell'Awwd (Association of Women With Disabilities).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Abusi ed emarginazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Le donne disabili in India subiscono in silenzio una violenza che va dalla mancanza di cura e dalla privazione del diritto all'istruzione, fino a abusi fisici e psicologici veri e propri. Ciò accade a partire dalla famiglia, fino ai centri di accoglienza", dice, sottolineando come il problema tenda a essere ignorato anche dalle organizzazioni che si occupano di diritti umani. "Nè nelle conferenze sui diritti delle donne, nè negli incontri per la tutela dei disabili se ne vuole parlare. Per questo devo sempre alzare la voce!" Con grandi occhi vispi e un senso dell'umorismo sempre pronto, Kuhu ha percorso, a dispetto della gamba bloccata dalla poliomelite, più strada di quanta il suo giovane volto farebbe credere. A cominciare dalla creazione di una delle prime associazioni a tutela delle donne disabili in India, la prima in cui parte dei soci e il 60 -70 per cento dello staff, è costituito da ragazze con disabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Senza stampelle io non posso camminare, a causa della poliomelite che ho avuto a tre anni. Crescendo con questa disabilità, ho dovuto affrontare molti ostacoli nella mia vita", dice Kuhu spiegando il percorso che l'ha condotta a fondare e dirigere l'Awwd. "Le prime sfide sono venute proprio da parenti e amici di famiglia. Molti di loro dicevano a mia madre che doveva aver sbagliato qualcosa nella sua vita passata, per essere stata punita con una figlia disabile". Kuhu racconta che, nonostante le critiche, la madre è stata molto forte, sostenendola nell'andare a scuola e nel completare la sua istruzione. Così Kuhu si è laureata, ha fatto un master in comunicazione di massa e ha cominciato a lavorare nel campo dell'empowerment delle donne in India. "Ma le organizzazioni di donne, non lavoravano mai per i diritti delle disabili e quando chiedevo loro di occuparsene mi rispondevano di farlo io stessa", racconta. "Era una sfida per me, ma ho deciso. Ho lasciato il mio lavoro, la mia famiglia e ho fondato questa associazione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Donne a metà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 2002 è così nata l'Awwd, la prima associazione indiana che si occupa di donne disabili coinvolgendo alcune delle beneficiarie, nel lavoro di sostegno e inserimento sociale e lavorativo di altre ragazze. Una sfida enorme, in un paese dove, come denuncia Kuhu, "le circa 40 milioni di donne disabili, sono vittime di un numero doppio di aggressioni e violenze, rispetto a quelle normali, ma sono anche le meno protette e assistite". E dove "la sterilizzazione forzata è uno dei rischi di tutte le donne diversamente abili, soprattutto mentali". "In generale nell'Asia Centrale – spiega Kuhu - &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il ruolo della donna è quello di sposarsi e avere bambini, ma se sei disabile non potrai essere una brava madre, una brava donna di casa. Se hai una deformità, non sei bella. Così nessuno ti sposerà. E nessuno ti considera una donna completa&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La direttrice di Awwd descrive poi la situazione che quotidianamente la sua associazione combatte: "Le ragazze disabili sono molto oppresse già nelle loro famiglie: nessuno pensa che debbano avere l'opportunità di studiare, ogni investimento su di loro è considerato una perdita di soldi. Vengono lasciate a casa e basta. Viene detto loro continuamente che sono persone inutili, così che cominciano ad esserne convinte esse stesse". Aspetto fondamentale del lavoro dell'Awwd, che attualmente opera in 15 aree del paese, beneficiando circa 5.000 ragazze, è quindi innanzitutto: "Fare capire loro, che nessuna persona è inutile, che ognuno è un essere umano e ha del potenziale da utilizzare al massimo, che non si deve avere vergogna delle proprie disabilità. Ciò porterà le ragazze ad avere una dialogo con il resto della società, a pretendere il rispetto e la considerazione cui hanno diritto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ricreare fiducia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Quando cominciamo a lavorare in una nuova zona, ci sediamo con le donne e discutiamo a lungo cercando di tirare fuori la loro rabbia, gli abusi subiti, ma soprattutto i desideri che non hanno mai potuto esprimere". Poi l'associazione cerca di sostenere i progetti individuali, con mezzi materiali, come sedie a rotelle e computer, e con corsi di formazione professionale. "Ma il percorso di consapevolezza non è facile nè veloce - dice Kuhu - è un lavoro sulle ragazze ma anche sulla loro famiglia che dura 2-3 anni. E' difficile soprattutto negli slum a maggioranza musulmana, dove la collettività ha idee più tradizionali". Per questo vengono creati dei gruppi: "Così le ragazze possono sostenersi tra di loro, esprimere le loro sofferenze e comprendere i loro diritti, per poter rispondere agli abusi, fisici e psicologici di cui sono vittime". Le attività lavorative in cui le ragazze, vengono inserite sono soprattutto lavori di cucito e piccole attività commerciali. "Quando iniziano a guadagnare dei soldi, nelle famiglie cominciano a rispettarle di più".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Abbiamo molte storie di successo!&lt;/span&gt;" Esclama Kuhu, mostrando le foto di alcune delle sue ragazze, raccolte in un calendario nella sede di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pangea Onlus&lt;/span&gt;, la ong italiana che sostiene alcuni progetti di Awwd. "Presto ho capito che nell'associazione non potevo fare tutto da sola, avevamo bisogno di varie altre leader come me. Così abbiamo formato alcune delle ragazze che erano state beneficiarie dei gruppi di empowerment, nella leadership di nuovi gruppi". Un ruolo che non ha trovato ostacoli nella mancanza di mobilità o di vista di alcune donne dello staff di Awwd. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Tabassum è cieca ma è diventata una leader molto coraggiosa", "Soni, che ha una disabilità motoria, ha motivato Ayesha che è cieca", "Lei è stata gravemente abusata, ma, è riuscita a reagire" "Banya ha creato una piccola attività di produzione di bastoncini di incenso".. &lt;/span&gt;E poi ci sono quelle come Nisha, che non era mai andata a scuola a causa della sua disabilità motoria, ma che dopo aver ottenuto una formazione per l'apertura di un'attività commerciale è diventata sia una piccola imprenditrice che una formatrice e promotrice di gruppi di empowerment. Ora si considera "una donna d'affari e una datrice di lavoro". L'indipendenza economica è fondamentale, dice Kuhu: "Adesso tutta la comunità sta attenta a come parla a queste ragazze".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pubblicato anche sulla rivista Vps (Volontari per lo Sviluppo): www.volontariperlosviluppo.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-3204815406085500240?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/3204815406085500240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/03/la-pasionaria-con-il-sari.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/3204815406085500240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/3204815406085500240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2010/03/la-pasionaria-con-il-sari.html' title='LA PASIONARIA CON IL SARI'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/S49vgDUKGrI/AAAAAAAAALQ/jdqS_lzwEVo/s72-c/Kuhu+Das+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-8264503932131448877</id><published>2009-12-23T15:23:00.000-08:00</published><updated>2010-03-04T00:14:51.512-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tende'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='natale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='afgani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='medici per i diritti umani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stazione ostiense roma'/><title type='text'>NATALE IN TENDA (dei profughi afgani alla stazione Ostiense)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SzKsIgk39LI/AAAAAAAAALI/vFgFp38uEJw/s1600-h/rifugiati+afgani+003.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 268px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SzKsIgk39LI/AAAAAAAAALI/vFgFp38uEJw/s400/rifugiati+afgani+003.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418582563863655602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(foto di Valeria Galletti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è un articolo che avevo scritto per un giornale free press tra i più diffusi, con l'intento(comunque un po' troppo ambizioso) di "fare almeno un po' di pressione" perchè le autorità competenti, volgessero il pensiero alla faccenda. Non è nuova, lo so. Di afgani accampati all'Ostiense si parla da mesi, anni. E loro continuano ad arrivare e, dopo viaggi inimmaginabili, a resistere al freddo e al disagio. La notizia non è andata su quel giornale, troppo intasato in questo periodo di pubblicità natalizie. La pubblico ora qui, dedicandola agli attiviti dell'associazione che continua a occuparsi di questo flusso di giovani orientali - nostro unico riscontro di una guerra combattuta lontano da qui - durante i lunghi periodi che intercorrono tra i picchi di attenzione mediatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Vengono con febbre, dermatiti, malattie respiratorie e noi gli diamo gli antibiotici che ci fornisce la Caritas, ma come possono guarire se continuano a dormire all'aperto, con questo freddo?"&lt;/strong&gt; Alberto e Chiara sono volontari dell'Associazione Medu (Medici per i diritti umani), che da anni assiste i rifugiati dell'Afghanistan che giungono alla stazione Ostiense, snodo fondamentale per i giovani in fuga da quel paese martoriato dal conflitto. Punto di riferimento della migrazione, ma anche e sempre di più, luogo di accampamento, a causa della carenza di strutture pubbliche dedicate all'accoglienza di richiedenti asilo a Roma. Un dramma, quando arriva il gelo di questi giorni. E di queste notti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una soluzione per alcuni di loro, è stata trovata dal Comune di Roma, nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto &lt;/strong&gt;dove, in seguito alla pressione del Medu e di altre organizzazioni impegnate a fianco dei profughi afgani, lo scorso 12 novembre sono stati trasferiti un centinaio degli "abitanti" dell'Ostiense. &lt;strong&gt;Ma molti sono rimasti fuori e continuano a dormire nelle tende da campeggio di nylon, circa una ventina, i cui colori estivi stonano nel paesaggio di cantieri e pozzanghere ghiacciate che circonda il terminal ferroviario.&lt;/strong&gt; "Mercoledì mattina, quando abbiamo aperto il nostro ambulatorio mobile, sono venute 80 persone", dice Alberto Barbieri, coordinatore generale del Medu, indicando come questo, il numero di afgani ancora accampati nei pressi della stazione Ostiense. "Chiediamo che possano essere accolti in un posto chiuso anche loro", fa appello. La richiesta del Medu e delle altre associazioni che hanno seguito gli afgani, come Laboratorio53 e Yo Migro, è che vengano offerti ai giovani profughi i posti ancora disponibili al centro di Castelnuovo di Porto, attualmente gestito dalla Croce Rossa. "Almeno durante il periodo dell'emergenza freddo, fino a gennaio-febbraio". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"Per il futuro chiediamo che si possa creare un centro di assistenza e accoglienza, proprio qui, a Ostiense", dice Barbieri, sottolineando come il flusso di ragazzi in fuga dalla guerra non accenni ad arrestarsi. &lt;/strong&gt;"Lo chiediamo anche per gli abitanti del quartiere" dice Barbieri, affermando come l'obbiettivo dell'attività di accoglienza sia anche evitare degrado e favorire la convivenza. Attualmente il quartiere non ha negato solidarietà: "Povere anime, vengon da me a prendere i cartoni", dice un giornalaio dei dintorni. Mentre il circolo bocciofilo, ha offerto la propria sede per il presidio socio-sanitario del Medu. "Ma - dice Alberto - questa situazione non potrà durare a lungo".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-8264503932131448877?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/8264503932131448877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/12/natale-in-tenda-dei-profughi-afgani.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/8264503932131448877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/8264503932131448877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/12/natale-in-tenda-dei-profughi-afgani.html' title='NATALE IN TENDA (dei profughi afgani alla stazione Ostiense)'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SzKsIgk39LI/AAAAAAAAALI/vFgFp38uEJw/s72-c/rifugiati+afgani+003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-4547564409254575443</id><published>2009-12-14T00:06:00.000-08:00</published><updated>2009-12-14T00:22:11.170-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Navtej Sidho; stazione di Nettuno; Balraj Singh; Natale'/><title type='text'>Il Natale di Navtej (1 anno dopo l'aggressione di Nettuno)</title><content type='html'>Era giunto da un paese lontano e quando ha perso l'occupazione precaria si era trovato da solo, un senzatetto. Un giorno di pieno inverno tre ragazzi gli hanno tirato della benzina e hanno acceso il fuoco. In molti ricorderanno la storia di Navtej Singh Sidho, l'"indiano bruciato" nella stazione di Nettuno, il 31 gennaio scorso. Non si credeva che sarebbe sopravvissuto, ma i medici hanno lottato con lui e poi lo hanno assistito, per mesi. Ora è tornato l'inverno e Navtej può dire che ce l'ha fatta. Solo a sopravvivere però, perchè le sue gambe non possono più dirsi tali e almeno per alcuni mesi deve rimanere sulla sedia a rotelle. Ma ora deve abbandonare la struttura di riabilitazione di Telese Terme che lo ospitato per questi mesi. Il 24 o il 25 dicembre sono i giorni in cui si prevede la sua dimissione. Una data che fa riflettere e che forse salverà questo ragazzo di 35 anni. Forse nessuno avrà il coraggio di riportarlo in strada, proprio quel giorno. Forse. Perchè la generosità espressa dalle istituzioni nei giorni dell'attenzione mediatica è, finora, rimasta parole. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta, gli avevano assicurato un alloggio, mentre il presidente del Senato Renato Schifani, gli aveva promesso un lavoro. "Ma non è arrivato niente, e noi non sappiamo cosa fare quando lui uscirà dall'ospedale", denuncia Balray Singh, rappresentante della comunita' Sikh di Roma e membro della consulta religiosa della Capitale, che ha avuto dall'ambasciata indiana l'incarico di seguire le vicende sanitarie e legali di Navtej, per conto della sua famiglia. "Abbiamo continuato a chiedere quanto era stato promesso, ma senza avere risposte – aggiunge – soprattutto all'assessore ai Servizi sociali di Nettuno, Domenico Cianfriglia, che continua a rassicurarci, ma finora ci ha dato solo parole". Per quanto riguarda il lavoro, Singh afferma che "ora può fare solo un lavoro tranquillo, che gli permetta di restare seduto", e si appella di nuovo alla solidarietà delle istituzioni, o delle persone. Ma la cosa più urgente, resta l'alloggio. Singh racconta poi del processo ai tre ragazzi, che ha seguito: è stata data la prima condanna, di 5 anni, al più giovane, che ha confessato, mentre per i due maggiorenni ci sarà un'udienza nei prossimi giorni. Ma resta alta la preoccupazione per gli episodi di razzismo di cui sono continuamente oggetto i suoi connazionali, lavoratori agricoli nelle zone di Anzio, Aprilia e Lavinio: "Ciò che accade più spesso - dice – è che quando la sera tornano a casa in bicicletta, alcuni ragazzi in automobile, si fermano aprono gli sportelli e li spingono a terra. "I ragazzi a volte si fanno male in seguito a questo tipo di aggressioni, che accadono almeno due volte al mese, anche se di solito non denunciano perchè hanno paura di andare alla polizia, se non hanno i documenti". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscito anche su Epolis Roma di oggi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-4547564409254575443?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/4547564409254575443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/12/il-natale-di-navtej-1-anno-dopo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4547564409254575443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4547564409254575443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/12/il-natale-di-navtej-1-anno-dopo.html' title='Il Natale di Navtej (1 anno dopo l&apos;aggressione di Nettuno)'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-4811576509022624778</id><published>2009-11-20T00:42:00.000-08:00</published><updated>2009-12-23T16:25:55.918-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vertice fao'/><title type='text'>Vertice Fao 2 (per fortuna che c'è Zaia)</title><content type='html'>A vertice finito, uno dei miei pentimenti è non essermi portata via una copia del discorso del nostro ministro dell'Agricoltura. Perchè tra la mancanza di qualsiasi impegno concreto, il sostanziale vuoto di contentuti etc. etc... L'unico che ha portato un po' di allegria (e ilarità) al vertice, è stato proprio lui, Zaia, con il suo discorso sull' "agricoltura identitaria". Si perchè (anche senza discorso scritto certi passaggi sono indimenticabili) "gli africani" ha detto, devono mangiare genuino "cibo africano frutto della loro terra, non snack, importati dall'estero". Della serie, così come noi dobbiamo mangiare genuino cibo italiano o meglio padano... Ma la cosa bella è che il nostro rappresentante, per avvalorare la sua tesi leghista, nonchè dargli un tono elevato, visionario, ha scomodato personalità della filosofia e della letteratura, citando Simone Weil (rigorosamente pronunciando Simone all'italiana, tipo Simone il compagno di classe), Jhon Donne (si, lo giuro), e il "famoso contadino russo Leone Tolstoj". Famoso contadino russo, già. Certo, caro ministro, proprio braccia tolte all'agricoltura. Come lei&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-4811576509022624778?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/4811576509022624778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/11/vertice-fao-2-per-fortuna-che-ce-zaia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4811576509022624778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4811576509022624778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/11/vertice-fao-2-per-fortuna-che-ce-zaia.html' title='Vertice Fao 2 (per fortuna che c&apos;è Zaia)'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-2627095006153527224</id><published>2009-11-16T16:19:00.000-08:00</published><updated>2009-11-16T16:23:44.403-08:00</updated><title type='text'>Vertice Fao</title><content type='html'>Surreale il circo massimo deserto, solo una navetta dell'organizzazione in cui sto con alcuni eleganti stranieri (un paio di nordafricani e un tedesco, credo) attraversa l'assolato campo da corse costruito dai romani. Foto, dati, welcome kit, la registrazione è fatta. La navetta ci riprende, riattraversa l'antico campo di competizioni e siamo lì: davanti all'edificio fascista. Attraversato l'ingresso dopo un nuovo controllo bagagli, siamo catapultati nella press room. Fervente lavoro di shermi, fotocopiatrici, telecamere e tastiere, giacche–cravatte, tacchi e trucco. Cerco una postazione, alcune colleghe, mi fermo. Cerco su internet il programma degli eventi. Riprendo le cose, mi alzo. Chiedo dove si svolge, mi dicono è a portechiuse. Torno alla postazione. Mi rialzo, chiedo le cuffie per vedere l'incontro sul megaschermo davanti a me. La bella dirigente del Pam, vari presidenti africani, la capo del governo del Bangladesh in abiti tradizionali... Ma non distinguo gran che tra i concetti ascoltati milioni di volte. Solo il capo di un governo africano mi colpisce. Orgoglio del suo paese e richiesta di conoscenze, non soldi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-2627095006153527224?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/2627095006153527224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/11/vertice-fao.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/2627095006153527224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/2627095006153527224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/11/vertice-fao.html' title='Vertice Fao'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-7749560969836591978</id><published>2009-11-14T10:57:00.000-08:00</published><updated>2009-11-14T12:46:46.651-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='kossovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pristina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Unmik'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Kfor'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='indipendenza'/><title type='text'>REPORTAGE DAL KOSOVO: PRISTINA, GIOVANE MODERNA E DISOCCUPATA</title><content type='html'>&lt;strong&gt; Testo di Ludovica Jona.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Fotografie di Alessia Leonello. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sv8WKYP5A7I/AAAAAAAAALA/myUc8oxnDwg/s1600-h/caffÃ¨+a+Pristina.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404062445431489458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sv8WKYP5A7I/AAAAAAAAALA/myUc8oxnDwg/s400/caff%C3%A8+a+Pristina.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sv8Lch_WpzI/AAAAAAAAAK4/liid93F-SAQ/s1600-h/monumento+NEW+BORN.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404050662656223026" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sv8Lch_WpzI/AAAAAAAAAK4/liid93F-SAQ/s400/monumento+NEW+BORN.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404049224874314530" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sv8KI11byyI/AAAAAAAAAKo/qB269f2N46M/s400/studentesse+a+Pristina.JPG" border="0" /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sv8J1nAKQyI/AAAAAAAAAKg/yZJC0y1Mgcs/s1600-h/Pristina.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404048894475256610" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sv8J1nAKQyI/AAAAAAAAAKg/yZJC0y1Mgcs/s400/Pristina.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;A poco più di un anno dall'indipendenza, la capitale del Kossovo ha l'aria di capitale europea alla moda. Nonostante il tasso di disoccupazione ufficiale sfiori l'80 per cento. Viaggio tra la massiccia presenza internazionale e la criminalità al potere&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“L'Espresso all'italiana” è scritto sui tendoni che riparano le schiere di tavolini&lt;/strong&gt; all'aperto nel viale alberato. Ragazzi in jeans e giacca di velluto attraversano i cortili affollati. C'è chi chiacchiera davanti a una birra e chi lavora al computer portatile. Un po' oltre, ci sono locali più ricercati: in stile moderno, con arredi in vetro e metallo, o etnico, in legno e paglia intrecciata. Vi siedono giovani in completo scuro e ragazze con tacchi alti e abiti vistosi. I camerieri servono composizioni di pesce o di formaggi assortiti, come nelle riviste di cucina più glamour. Non siamo nel centro di Milano allo scattare dell'aperitivo, ma a Pristina, capitale del Kossovo, in un ordinario mercoledì pomeriggio. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;A pochi mesi dal primo compleanno dell'indipendenza&lt;/strong&gt; (il 17 febbraio scorso), la capitale del paese più giovane d'Europa, con un'età media di 24 anni, ti accoglie come una ragazza che vuole stupire. Su boulevard Clinton, che dall'aeroporto conduce al centro, sfilano solide case progettate con gusto, mentre suv fiammanti sfrecciano sullo sfondo di cartelloni pubblicitari dei più noti marchi occidentali. E attorno alla piazza del “New Born”, il monumento dell'indipendenza costituito da grandi lettere di cemento colorato che compongono la scritta “nuovo nato” in inglese, un'esuberante vitalità mondana meraviglia il visitatore che abbia letto i rapporti sull'economia drammaticamente improduttiva del Kossovo e sul suo tasso di disoccupazione che sfiora l'80 per cento della popolazione attiva. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Le sigle di organizzazioni internazionali&lt;/strong&gt; quali &lt;strong&gt;Osce&lt;/strong&gt; (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), &lt;strong&gt;Onu &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Unchr&lt;/strong&gt; (Alto commissariato Onu per i rifugiati) frequenti su palazzi e automobili nel centro di Pristina, sono la prima possibile spiegazione a segni di un benessere inaspettati, in un paese che è stato recente teatro di un feroce conflitto etnico. La presenza internazionale, seguita ai bombardamenti Nato del 1999 che sconfissero il regime di Milosevich, viene da molti considerata la più fiorente industria del paese: all'inizio del 2008, la sola missione Onu in Kosovo (&lt;strong&gt;Unmik&lt;/strong&gt;) aveva speso circa tre miliardi di euro, in personale, beni e servizi. “Anche se solo una piccola parte di questa somma è stata investita nell'economia kosovara – sottolinea il sito d'informazione Osservatorio Balcani- il denaro speso ha certamente avuto un ruolo nella creazione di attività produttive”. Soprattutto a Pristina dove è concentrato oltre il 60 per cento del personale internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nonostante ciò, quasi tutti i kossovari invocano l'allontanamento della missione&lt;/strong&gt; inviata dall'Onu per sostenere (e monitorare) le istituzioni locali.&lt;br /&gt;“I funzionari dell'Unmik hanno salari altissimi, ma ancora non ne abbiam visto i benefici sulla popolazione”, dice un giovane incontrato in uno dei più rinomati caffè del centro, il Papillon. Giacca gessata, voce impostata e sorriso smagliante, Artan si occupa di casting per la televisione nazionale. E' albanese, ma vanta diverse esperienze professionali in Italia e negli Usa: a convincerlo a venire a Pristina, sono state buone opportunità d'affari.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Tuttavia, la classe dirigente locale, costituita in prevalenza da ex leader dell'Uck&lt;/strong&gt; (Esercito di Liberazione del Kossovo) non appare particolarmente impegnata nel potenziare l'economia locale. “Non vi sono investimenti significativi in alcun settore dell'economia e il tasso di suicidi giovanili è drammaticamente aumentato a causa della mancanza di prospettive e di lavoro”, dice &lt;strong&gt;Ilire Zajmi&lt;/strong&gt;, cronista della &lt;strong&gt;Radio Kossova&lt;/strong&gt; e corrispondente dell'Ansa a Pristina. “Neanche nel settore dello spettacolo vi è alcuna politica che favorisca investimenti stranieri”, le fa eco &lt;strong&gt;Skumbin I., noto attore comico kossovaro&lt;/strong&gt;. Sono critiche che non stupiscono se si guarda al curriculum dei principali dirigenti politici del Kossovo: sia l'attuale capo del governo &lt;strong&gt;Hashim Thaci&lt;/strong&gt;, che il leader del partito d’opposizione &lt;strong&gt;Ramush Haradinaj&lt;/strong&gt;, oltre ad essere molto giovani, (hanno entrambi una quarantina d'anni), hanno avuto una formazione militare più che politica, essendo stati i principali leader dell'Uck. Inoltre, un dossier commissionato dalle forze armate tedesche all'Istituto di Berlino per la politica Europea, li descrive come “i &lt;strong&gt;capoclan dei cartelli mafiosi più potenti del Kosovo&lt;/strong&gt;”, confermando informazioni fornite da precedenti inchieste giornalistiche e giudiziarie. In particolare, secondo il Washington Times, durante il periodo in cui Thaci fu a capo dell'Uck, l'organizzazione si finanziava prevalentemente attraverso il controllo di gran parte del traffico di eroina e cocaina verso l'Europa occidentale. Successivamente Thaci è stato additato dalla Bbc come “l'elemento centrale delle attività criminali condotte dal Kosovo Protection Force” (nato dopo lo scioglimento dell'Uck, assorbendone i miliziani), che estorceva denaro agli uomini d'affari sotto forma di tasse per il suo governo, una sorta di pizzo. Ramush Haradinaj è stato accusato di crimini di guerra e contro l'umanità dalla Corte Penale Internazionale per la ex Jugoslavia. Diversi testimoni a suo sfavore sono morti in circostanze misteriose durante il processo e nell'aprile 2008 è stato assolto da tutti i capi d'imputazione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Il Kossovo è considerato il porto franco dell'Europa per l'80 per cento della droga prodotta in Afganistan e lavorata in Turchia&lt;/strong&gt;. Lo spaccio internazionale è spesso additato come giustificazione della quantità di denaro che gira a Pristina, ma non è chiaro come traffici di tale portata possano avvenire indisturbati &lt;strong&gt;sotto gli occhi dei 16.000 militari della missione Kfor&lt;/strong&gt; (Kosovo Force) guidata dalla Nato, tuttora presenti in questo fazzoletto di terra grande come il Molise. “Non sono i militari della Kfor che devono fare inchieste giudiziarie sul traffico di stupefacenti, ma la magistratura”, risponde Alberto Perduca, il magistrato italiano che dirige il settore giustizia di &lt;strong&gt;Eulex&lt;/strong&gt;, la missione decisa dall'Unione Europea dopo la proclamazione dell'indipendenza del Kossovo (riconosciuta da quasi tutti gli stati membri), per sostenere le istituzioni locali, sostituendo gradualmente l'Unmik. Impegnata nei settori di giustizia, polizia e dogane con circa 2000 funzionari, l'Eulex è la più importante missione estera dell'Unione e, oltre al ruolo consultivo, può esercitare il potere giudiziario assieme agli amministratori locali. “Ad esempio – spiega Perduca- vi è una Procura speciale anticrimine, creata sull'esempio della Direzione speciale antimafia, costituita da 16 procuratori, dei quali 6 sono Eulex”. Tuttavia, dal dicembre scorso, data in cui è entrata in azione l'amministrazione della giustizia sostenuta dall'Eulex, è passato in giudicato solo un caso di rapina. “Stiamo ancora prendendo in consegna dall'Unmik gli oltre a 1200 fascicoli aperti per crimini di guerra”, dice il funzionario. E aggiunge che affrontare la criminalità organizzata sarà molto difficile: “L'attrezzatura tecnica, come quella per fare intercettazioni, non è adeguata”. Ma soprattutto: “I legami familiari e tra clan qui sono potentissimi e, in un paese così piccolo, è un grande problema anche difendere i testimoni!”&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;La scritta “Eulex made in Serbia”, che campeggia sulle mura di tutto il Kossovo&lt;/strong&gt;, mostra che anche la missione inviata dall'Unione Europea non è amata dai locali. Accusandola di essere prodotto della Serbia, la si associa alla nazione contro cui è stata combattuta la cosiddetta “guerra di liberazione” della maggioranza dei kossovari, che sono di etnia albanese. A ricoprire le mura con quella scritta, sono le centinaia di attivisti di un movimento extra parlamentare chiamato “&lt;strong&gt;Vetevendosje!” (Autodeterminazione&lt;/strong&gt;). Il suo fondatore è &lt;strong&gt;Albin Kurtis&lt;/strong&gt;, 33 anni, già leader delle proteste studentesche contro il regime di Milosevich, nonchè vicino al leader kossovaro pacifista, Ibrahim Rugova. “Kfor e Eulex non dovrebbero avere poteri esecutivi né immunità legale”, ci dice. Ma non risparmia critiche pesanti ai membri del governo: “Thaci e i suoi uomini sono diventati burocrati e non si occupano delle persone. Il Governo afferma che non ha soldi ma non è vero: abbiamo calcolato che ha ancora nelle casse oltre 5 milioni di euro dagli aiuti e dalle privatizzazioni. Che cosa ci sta facendo?” &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Intanto, sotto al Parlamento di Pristina, è spuntata una tenda&lt;/strong&gt;: vi sventola la bandiera dell'&lt;strong&gt;Uck&lt;/strong&gt; e da alcuni giorni vi dormono una trentina di uomini dai volti scavati e spesso solcati da vistose cicatrici. Sono ex militanti dell'esercito di liberazione del Kossovo e stanno facendo uno sciopero della fame. “Chiediamo al governo il riconoscimento da veterani e un sussidio per chi deve curare ferite di guerra”, dice il portavoce Naser, ex tecnico geometra in Svizzera. Come altri ex militanti dell'Uck, che erano immigrati negli Usa e in Italia, racconta di essere tornato in Kossovo nel 1999 per combattere l'esercito serbo. Ma dopo la guerra, l'Uck non è stato neanche menzionato nella costituzione del Kossovo. Con la conseguenza che coloro che vi hanno militato, non hanno neanche un sussidio per acquistare medicinali. Che in Kosovo non vengono offerti dal servizio sanitario pubblico, ma hanno prezzi europei: impossibili per stipendi medi che non raggiungono i 200 euro. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Così, dall'Uck, c'è chi è uscito capo del governo e chi si ritrova a fare lo sciopero della fame per un riconoscimento economico che gli permetta di curarsi. Perché sorti così diverse? Mi risponde Arkan, il giovane imprenditore incontrato al caffè Papillon: “Quegli uomini sono in sciopero della fame perché hanno smesso di lottare!” Poi mi racconta di un ragazzo che ha studiato teatro con lui e che ha ucciso molte persone. E che cosa fa ora? “Il manager!” &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-7749560969836591978?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/7749560969836591978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/11/reportage-dal-kosovo-pristina-giovane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7749560969836591978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7749560969836591978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/11/reportage-dal-kosovo-pristina-giovane.html' title='REPORTAGE DAL KOSOVO: PRISTINA, GIOVANE MODERNA E DISOCCUPATA'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sv8WKYP5A7I/AAAAAAAAALA/myUc8oxnDwg/s72-c/caff%C3%A8+a+Pristina.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-5776149073733456622</id><published>2009-10-28T16:41:00.000-07:00</published><updated>2009-10-30T08:23:23.725-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sgombero ex cartiera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dhuumcatu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='via salaria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='protezione umanitaria'/><title type='text'>CRONACA DI UNO SGOMBERO Ex cartiera di Via Salaria 9 settembre 2009</title><content type='html'>ho messo insieme le foto scattate e i lanci mandati al redattore sociale durante il 9 novembre scorso. Lo sgombero non era stato avvisato e così stanze da letto e da pranzo sono rimaste bloccate nei gesti di quotidianità mattiniera che venivano compiuti durante l'irruzione.&lt;br /&gt;Alla fermata del bus, bagagli in buste della spesa, biciclette per bambini portate a mano e antenne paraboliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398407274504072802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur-0G2zLmI/AAAAAAAAAKA/FyYxbXvGqWk/s400/Sgombero+Salaria+029.jpg" border="0" /&gt;Tra i 200 e i 300 immigrati, tra cui 80 membri di nuclei familiari con bambini, sono stati sgomberati questa mattina (9 settembre) dall'edificio dell'ex ente Cellulosa in via Salaria 971 a Roma. Sono circa 200 i membri delle forze dell’ordine tra polizia e carabinieri attualmente sul posto. La via Salaria è bloccata da stamattina alle 9. Ancora arredate con tutti gli effetti personali molte stanze all’interno del complesso poiché lo sgombero non era stato avvisato. "I nuclei familiari - dice il rappresentante alla Sicurezza del sindaco Giorgio Ciardi – saranno trasferiti presso un centro di accoglienza dell’arci confraternita situato in via della Primavera”. Al momento molti inquilini dello stabile, per la maggior parte provenienti da Bangladesh, Pakistan, India e Afghanistan, si stanno allontanando con i bagagli senza sapere dove andare.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur-Iv8Ai_I/AAAAAAAAAJ4/4rULJL-Lgv0/s1600-h/Sgombero+Salaria+051.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398406529617529842" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur-Iv8Ai_I/AAAAAAAAAJ4/4rULJL-Lgv0/s400/Sgombero+Salaria+051.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398406144532490658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur9yVYlKaI/AAAAAAAAAJw/PGgGZwaQx-s/s400/Sgombero+Salaria+049.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur9X21JqgI/AAAAAAAAAJo/y_liLmvLz0Y/s1600-h/Sgombero+Salaria+020.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398405689654225410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur9X21JqgI/AAAAAAAAAJo/y_liLmvLz0Y/s400/Sgombero+Salaria+020.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Molti afgani e pakistani, circa un centinaio, titolari di protezione umanitaria del governo italiano, sono tra gli sgomberati dell'ex ente Cellulosa (vedi lancio precedente). "La domanda per accedere ai centri di accoglienza convenzionati è stata presentata": così è scritto sul cedolino datato 8 giugno 2008 del comune di Roma che Abdul, afgano di Kabul, mostra. E’ fuggito dalla guerra 2 anni fa e dall’Italia ha ricevuto l’asilo politico ma non un luogo dove stare. E’ stato 6 mesi a dormire alla stazione Ostiense, prima di venire in questo edificio un anno fa e oggi è di nuovo sulla strada. Alla fermata dell’autobus davanti all’ex ente aumentano le persone in attesa con i bagagli: sono peruviani, romeni, bengalesi, indiani, quelli che non hanno avuto amici che hanno potuto ospitarli. Victor, peruviano, è in regola con il permesso di soggiorno, è qui da 8 anni e fa il badante. Ma da quando non ha una famiglia fissa presso la quale lavorare, non può pagarsi l’affitto. Ashma, indiana, è venuta ad aiutare un amico e dice: “Se ci avvertivano, ci saremmo organizzati. Invece saremo costretti a dormire qui davanti stanotte”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398405339199492018" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur9DdSOz7I/AAAAAAAAAJg/ieBGeWvMPeE/s400/Sgombero+Salaria+026.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur8USK8z1I/AAAAAAAAAJY/VCAX4mWIKbk/s1600-h/Sgombero+Salaria+011.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398404528762310482" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur8USK8z1I/AAAAAAAAAJY/VCAX4mWIKbk/s400/Sgombero+Salaria+011.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur8ALM4-lI/AAAAAAAAAJQ/pXufKUpkiBQ/s1600-h/Sgombero+Salaria+042.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398404183294016082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur8ALM4-lI/AAAAAAAAAJQ/pXufKUpkiBQ/s400/Sgombero+Salaria+042.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si è concluso pacificamente nella tarda mattinata lo sgombero dell'ex Museo della Carta, struttura di proprietà della Fintecna occupato 18 mesi fa da alcune centinaia di immigrati di diverse nazionalità e da qualche famiglia italiana. La nota del comune parla di "120 persone”, ma Bachchu, il portavoce dell'Associazione "Duumchatu" che insieme al comitato "Aree ingovernabili" gestiva da un anno e mezzo l'occupazione, afferma: "Erano oltre 400: noi abbiamo tutti i nomi nei nostri registri. Tra di loro c'è anche Babul Begun, il marito di Meri Begun, la donna bengalese che nel gennaio 2007 si gettò dal balcone insieme al suo figlioletto per fuggire all'incendio divampato nel suo appartamento”. Il rappresentante della comunità bengalese aggiunge che “molti degli immigrati che sono stati sgomberati sono richiedenti asilo politico e in quanto tali non hanno un permesso di soggiorno che gli permette di lavorare. Ora, senza neanche un alloggio, che faranno? Saranno costretti a rubare?".&lt;br /&gt;Nell'edificio di proprietà del ministero dell'Economia e delle finanze, oltre ai mobili e ai beni personali che le persone non sono riuscite a portare via, sono rimaste le statue e oggetti religiosi indù dei molti immigrati dell'Asia meridionale che vi alloggiavano, nonché le attrezzature di stampa di proprietà dell'associazione Duumchatu. Non vi sono state comunque resistenze allo sgombero che è avvenuto nella mattinata alla presenza di circa 200 membri delle forze dell'ordine. Alcuni autobus sono stati utilizzati per portare 81 immigrati, 20 nuclei familiari con minori, donne sole, ragazze madri e minori soli, in strutture del comune adibite all'emergenza alloggiativa. Gli uomini soli, ovvero la maggioranza, si sono assiepati con i bagagli attorno alla fermata sulla Salaria in attesa di un autobus che li portasse in una stazione o in un altro luogo per passare la notte. Perché “i centri di accoglienza sono ormai stracolmi”, dicono in coro gruppetti di afgani mostrando certificati di iscrizione ai centri del Comune, risalenti a diversi mesi fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur7cs02RoI/AAAAAAAAAJI/yuwKqJ96SKE/s1600-h/Sgombero+Salaria+032.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398403573844690562" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur7cs02RoI/AAAAAAAAAJI/yuwKqJ96SKE/s400/Sgombero+Salaria+032.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-5776149073733456622?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/5776149073733456622/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/10/pensiero.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/5776149073733456622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/5776149073733456622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/10/pensiero.html' title='CRONACA DI UNO SGOMBERO Ex cartiera di Via Salaria 9 settembre 2009'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sur-0G2zLmI/AAAAAAAAAKA/FyYxbXvGqWk/s72-c/Sgombero+Salaria+029.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-7674009494400031228</id><published>2009-08-21T03:25:00.000-07:00</published><updated>2009-08-21T03:54:04.690-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='italia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='argentina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='enrico calamai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='desaparecidos'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='accordi'/><title type='text'>LO SCHINDLER DI BUENOS AIRES</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/So54A4uOrsI/AAAAAAAAAIw/kUOy45pjQUc/s1600-h/foto+processo%282%29.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 266px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/So54A4uOrsI/AAAAAAAAAIw/kUOy45pjQUc/s400/foto+processo%282%29.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372363362121199298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giovane console nell'Argentina dei militari, salvò oltre 300 perseguitati politici del regime. Nonostante l'opposizione del governo italiano di allora, che non voleva compromettere gli interessi economici nel paese. Oggi, Enrico Calamai denuncia il ripetersi di una situazione simile nei recenti accordi tra Italia e Libia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;pubblicato anche sulla rivista VPS (Volontari Per lo Sviluppo): www.volontariperlosviluppo.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un dramma troppo grande. Violenze troppo estreme per portarle con sé nella vita, a trent'anni. Quindi rimosse, fino a quando, dopo tre decenni, un processo chiama a testimoniare. E allora le memorie conservate in un angolo della coscienza tornano reali, vengono riprese, analizzate e infine magistralmente raccontate in un libro. Per denunciare il male, ma soprattutto l’omertà di chi preferì non opporvisi. E’ la storia di Enrico Calamai, detto lo Schindler o il Giorgio Perlasca argentino, perché come console a Buenos Aires tra il 1976 e il 1978 aiutò a fuggire oltre 300 perseguitati politici del regime militare argentino. Nonostante l’opposizione dell’amministrazione italiana da cui dipendeva, impegnata a non incrinare i rapporti con il governo del generale Videla. Le vicende di Calamai sono riemerse nel 2000, quando divenne testimone nei procedimenti penali aperti a Roma contro i militari responsabili della morte degli italo-argentini durante il regime. “Tutti allora ricordavano avvenimenti che io avevo cominciato a considerare pazzie personali”, dice di quel periodo."Avevo vissuto da vicino, anche se non sulla mia pelle, fatti di una tale violenza da essere insostenibili”, spiega l'ex diplomatico che nel romanzo autobiografico “Niente asilo politico-diplomazia, diritti umani e desaparecidos” edito da Feltrinelli, ricorda come "ancora più delle atrocità commesse dai militari argentini", lo torturasse "l'indifferenza e la complicità dell'amministrazione dello Stato democratico italiano che mi trovavo a dover rappresentare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Con i perseguitati politici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ai tempi del regime argentino, Calamai lavorava a Buenos Aires nel consolato italiano, che non gode di extra-territorialità al contrario dell'ambasciata. Questa però rifiutava ogni aiuto ai perseguitati politici, in accordo con le volontà della Farnesina volte a evitare ogni scontro con le autorità locali. Tuttavia dall'ambasciata stessa, cominciò a trapelare la voce che al consolato c’era un giovane disposto ad aiutare i perseguitati del regime. Così, in molti cominciarono a rivolgersi a lui. Calamai li aiutava preparando loro i documenti per l'espatrio e organizzando la fuoriuscita dal paese in condizioni di sicurezza. Spesso accompagnandoli all'aeroporto. In alcuni casi ospitandoli nella propria abitazione e rischiando personalmente la vita. “Se lo avessero trovato insieme a noi avrebbe fatto la nostra stessa fine”, ha raccontato alla Rai Claudio Camarda, aiutato dal diplomatico quando era un giovane vivaista di Buenos Aires. Mentre l'avvocato Vanda Fragale ha affermato: “A me è stata data la vita due volte: la prima, me l’ha donata mia madre, la seconda, Enrico Calamai”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il valore della testimonianza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Oggi, quei procedimenti giuridici hanno portato alla condanna di diversi torturatori e assassini del regime di Videla. Nel febbraio scorso, la Corte di Cassazione italiana ha confermato la condanna all’ergastolo dell’ufficiale Alfredo Astiz, come colpevole dell’uccisione di tre italo-argentini durante la dittatura. Probabilmente l’Argentina non concederà l’estradizione di Astiz, oggi indagato anche in patria, tuttavia Calamai sottolinea il valore dei processi agli ex militari argentini, tenuti in Italia, ma anche in Spagna, Francia e Germania: “Mostrano che la magistratura argentina non è sola a giudicare e condannare persone che si sono rese colpevoli di crimini contro l'umanità. Fino al 2003, quando il presidente Nestor Kirchener ha abolito le cosiddette "leggi della vergogna" che garantivano l'amnistia agli ex militari del regime, i processi in Europa erano l’unico modo con cui i parenti delle vittime potevano ottenere giustizia. Successivamente, i processi europei sono diventati sussidiari. Ma ancora fondamentali nel sostenere la giustizia di un paese che, dopo trent’anni, affronta con enormi difficoltà le ferite del passato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Le “madres” e i nuovi desaparecidos&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Attraverso le “madres de plaza de Mayo” e le associazioni argentine con cui continua ad essere in contatto, Calamai conosce le difficoltà che ancora si incontrano in Argentina, nei processi ai crimini della dittatura: “La situazione è difficile e pericolosa perché vi sono molti magistrati che furono nominati proprio dai militari che oggi si trovano a dover processare. Di qui complicità, omissioni e lungaggini burocratiche. Ma anche minacce all’incolumità fisica dei testimoni, dei loro avvocati e degli stessi giudici intenzionati a far andare avanti i procedimenti”. Minacce che si sono concretizzate, come nel caso del testimone–desaparecido Julio Lopez, scomparso nel 2006, il giorno della condanna di un militare al cui processo aveva testimoniato. Non fu mai ritrovato. Poi vi sono stati altri sequestri del genere, anche se poi sono stati rilasciati. “Una delle storie più inquietanti – racconta Calamai - è quella di un testimone, che subito dopo aver incontrato il proprio avvocato ha ricevuto una telefonata anonima in cui gli è stata fatta riascoltare la registrazione dell'intera conversazione avuta poco prima con il legale”. Una minaccia chiara. “Nonostante ciò –dice l’ex diplomatico- sono tutti decisi ad andare avanti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Prevenire i crimini di Stato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Il principale limite di questi processi è che puntano il dito contro i militari argentini, ma non contro le complicità italiane che hanno reso possibili i crimini, lasciando in ombra il ruolo svolto dalla classe politica e dal sistema industriale dell’Italia”, dice l’ex diplomatico. “Il fatto ci sia l’avvocatura dello Stato come parte in causa, nega qualunque possibilità di autocritica da parte delle istituzioni italiane – insiste Camai – mentre solo arrivando a fare chiarezza sulle proprie responsabilità, si possono prevenire futuri comportamenti di collaborazione con autorità che si macchiano di crimini di lesa umanità”. Quindi parla del presente: “Così come trent’anni fa si chiudevano gli occhi di fronte alle atrocità commesse dai militari in Argentina perché si dava la priorità a mantenere i buoni rapporti diplomatici al fine di tutelare gli interessi economici delle nostre imprese, così oggi si chiudono gli occhi di fronte alle sistematiche crudeltà compiute nei confronti degli immigrati. In particolare di fronte a ciò che accade nei luoghi di detenzione per migranti in Libia, perché, per motivi politici, si preferisce che queste persone non arrivino in Italia”. E denuncia: “Oggi si va anche oltre: si arriva a finanziare, strutture in cui si compiono documentate violazioni dei diritti umani. Si fa in modo che non si veda, mentre nel silenzio si porta avanti una politica che, con cinismo e spregiudicatezza, viola sistematicamente i diritti dell'uomo”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-7674009494400031228?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/7674009494400031228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/08/lo-schindler-di-buenos-aires.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7674009494400031228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7674009494400031228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/08/lo-schindler-di-buenos-aires.html' title='LO SCHINDLER DI BUENOS AIRES'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/So54A4uOrsI/AAAAAAAAAIw/kUOy45pjQUc/s72-c/foto+processo%282%29.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-4399690497469052504</id><published>2009-08-07T03:16:00.000-07:00</published><updated>2009-08-07T03:29:42.869-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alex zanotelli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pacchetto sicurezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lettera'/><title type='text'>PACCHETTO SICUREZZA, LA LETTERA DI ZANOTELLI</title><content type='html'>Tra poche ore entra in vigore il pacchetto sicurezza, molte le norme ridicole e agghiaccianti, stupide e disumane, di cui ancora non è chiara l'applicazione. Quella che mi sconvolge di più è la norma sul divieto di registrazione dei neonati da parte di genitori irregolari. La fortuna è che a quel punto i bambini come "figli di ignoti" diventerebbero automaticamente italiani, ma il rischio è che sarebbero anche pronti per l'adozione. A quanto pare. Ma staremo a vedere e, naturalmente, a denunciare. Intanto riporto il commento più completo che secondo me è stato scritto su questo decreto del governo italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;PACCHETTO SICUREZZA:ABBIAMO SOLO DA VERGOGNARCI&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il Senato ha approvato oggi il cosiddetto Pacchetto Sicurezza del ministro degli interni Maroni.Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora ripetiamo sugli immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo che noi italiani abbiamo subito un po' ovunque nel mondo.Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e una xenofobia crescente di cui la Lega è la migliore espressione.Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni 23° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto.Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (i nostri immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all'anagrafe.Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell'esclusione e dell'emarginazione."Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani - contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali". Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo. Per ben due volte la costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge.E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa Italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana.Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza civile. È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva negli USA una legge analoga dove si affermava che il clandestino è un criminale. Nell'omelia del Mercoledì delle ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles ha detto che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d'Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d'ingiustizia e d'impoverimento. Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20).&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-4399690497469052504?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/4399690497469052504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/08/pacchetto-sicurezza-la-lettera-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4399690497469052504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4399690497469052504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/08/pacchetto-sicurezza-la-lettera-di.html' title='PACCHETTO SICUREZZA, LA LETTERA DI ZANOTELLI'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-7898612528121231798</id><published>2009-07-13T04:31:00.000-07:00</published><updated>2009-07-13T05:53:06.225-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='liberi nantes'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mondiali antirazzisti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rifugiati politici'/><title type='text'>COPPA ANTIRAZZISTA AI "LIBERI NANTES"</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' andata alla prima (e unica) squadra di rifugiati politici e richiedenti asilo italiana, il principale riconoscimento dei Mondiali Antirazzisti annualmente organizzati dalla Uisp (Unione Italiana Sport per Tutti).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;La "coppa mondiali" ha premiato una squadra, un progetto che ha cercato di dare un'immagine diversa del termine "rifugiato", proliferante nei nostri media con valenza negativa, accostandolo all'immagine di "calciatore", notoriamente figura apprezzata in Italia. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non si può dire che la visibilità sia mancata  ai Liberi Nantes, che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;nell'ultimo anno &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;sono apparsi su diverse Tv oltre che sui principali quotidiani e riviste italiani. Quello che non è cambiato è la condizione di precarietà di praticamente tutti i calciatori della squadra, e in generale la difficoltà a essere riconosciuti come persone con titoli di studio e professionalità, oltre alle difficoltà di vita e alle abilità calcistiche. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questo i giocatori non sono stati aiutati molto neanche dai numerosi media che gli hanno dato attenzione, tranne alcune eccezioni. Per questo oggi vorrei segnalare l'articolo uscito qualche settimana fa sulla rivista Carta, della giornalista Lucia Alessi, che ha parlato in maniera equilibrata, dei diversi aspetti della complessa realtà, riassunta nella squadra "Liberi Nantes".&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlshrFbsSJI/AAAAAAAAAIo/wChqjY3Mv4s/s1600-h/liberi+nantes.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 349px; height: 234px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlshrFbsSJI/AAAAAAAAAIo/wChqjY3Mv4s/s400/liberi+nantes.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357913205763754130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;di Lucia Alessi (Carta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"ADPARENT RARI NANTES in gurgite vasto"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;. [Pochi nuotatori appaiono nel vasto mare].&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Primo libro dell’Eneide: costretto a fuggire dalla guerra e dalla violenza, l’eroe troiano abbandona&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; la sua terra; troverà rifugio sulle coste laziali, dove, narra la leggenda, fonderà la città di Roma.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Un profugo, dunque, darà origine alla «romana stirpe».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora oggi Enea fugge ogni giorno dai paesi in cui è nato e cresciuto: che si tratti dell’Afghanistan, dell’Eritrea, o della Somalia, non cambia molto. Solo che il mare oggi sembra essere ben più affollato, e quei «rari nantes» sono diventati migliaia, molti dei quali approdano, anche loro, sulle coste della penisola italiana; 38 mila di questi, come Enea, sono rimasti qui.&lt;br /&gt;Come Maws, un informatico togolese, 30 anni, in Italia da 20 mesi. Parla un italiano stentato&lt;br /&gt;ma corretto, elegante; merito del suo francese. «In Togo ero un attivista politico, lottavo contro la&lt;br /&gt;dittatura di Faure Gnassingbé, figlio dell’ex dittatore Gnassingbé Eyadema, con l’Unione delle forze per il cambiamento [Ufc] - racconta Maws - Il governo è riuscito a mettermi in&lt;br /&gt;carcere una prima volta, ma quando è arrivata la seconda convocazione sapevo a cosa&lt;br /&gt;sarei andato incontro, e sono stato costretto a fuggire». Con l’aiuto dell’Ufc, Maws riesce a&lt;br /&gt;raggiungere il Ghana, e lì, con un passaporto falso, a prendere un aereo per Roma. Oltre alla libertà, un’altra grande passione batte nel cuore di Maws: il calcio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era professionista nella serie A del suo paese, «il primo stipendio è arrivato allenando la squadra del mio liceo. In cambio non pagavo la retta scolastica, ma mio padre non lo sapeva, così tenevo i soldi per me - dice divertito - Poi, però, ho preferito continuare gli studi, lasciando che il calcio restasse una passione». Arrivato in Italia, la sua nuova casa si chiama Centro Astalli, dove conosce un amico, anche lui con la passione per il pallone. È lui a portare Maws agli allentamenti della «Liberi Nantes Ads», dove Maws non crede ai suoi occhi: una squadra composta interamente da rifugiati e richiedenti asilo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nata nel 2007, Liberi nantes è il risultato della passione sportiva di un gruppo di ragazzi romani che, di ritorno dai Mondiali antirazzisti di Casalecchio di Reno, decidono di dare il loro contributo per sostituire la cultura dell’antirazzismo all’odio fazioso che troppo spesso aleggia sulle tifoserie. «Abbiamo voluto unire due temi molto forti: il calcio e i rifugiati politici - racconta il presidente, Gianluca Di Girolamo – avevamo letto di un’esperienza simile negli Stati uniti e ci piaceva l’idea di mettere insieme la passione di tanti ragazzi, con storie tanto particolari.&lt;br /&gt;«Non sapevamo come sarebbe stato unire esperienze tanto difficili; lo spirito di squadra è stata la cosa più difficile da costruire - continua Di Girolamo. - La maggior maggior parte di loro è cresciuto in un ambiente ostile, abituato a cavarsela da solo. Non è facile, di punto in&lt;br /&gt;bianco, cominciare a fidarsi di qualcun altro». Ma poco a poco, i ragazzi ce l’hanno fatta, grazie soprattutto alla passione che li lega e a una grande forza di volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Abbiamo iniziato ad allenarci in inverno, con le magliette regalate dai pescatori di Ostia e faceva un freddo terribile» ricorda Alì, afgano. La voglia però era tanta: «Per allenarci rinunciavamo anche alla cena», dice orgoglioso, ricordando i rigidi orari dei centri di accoglienza. «All’inizio ciascuno giocava solo con i propri connazionali– ricorda ancora Maws - Poi abbiamo&lt;br /&gt;parlato: dovevamo giocare tutti insieme per essere una squadra, e il giorno che in campo siamo stati davvero uniti, abbiamo vinto. Lì abbiamo capito», racconta commosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un anno di rinunce, nel settembre 2008 la squadra riesce a iscriversi al&lt;br /&gt;Campionato ufficiale della Federazione italiana giuoco calcio - Lega nazionale dilettanti,&lt;br /&gt;terza categoria. «Non era facile conciliare gli allenamenti con la ricerca di un lavoro,&lt;br /&gt;gli inseguimenti dei permessi - racconta Maws – subito dopo l’iscrizione alla Lega ci&lt;br /&gt;siamo ritrovati senza più una squadra». È questo il momento in cui Maws capisce cosa&lt;br /&gt;significa essere un capitano; è stato lui a ricostruire il gruppo, grazie&lt;br /&gt;a un deciso lavoro di mediazione: «Uno di noi era andato in Francia a cercare&lt;br /&gt;condizioni migliori: sono riuscito a convincerlo a tornare», e c’è anche chi&lt;br /&gt;ha perfino lasciato un ingaggio in prima categoria per tornare dai suoi compagni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dei 200 ragazzi che si sono alternati nel Liberi nantes, oggi i tesserati sono 26,&lt;br /&gt;per lo più vengono dall’Afghanistan e dai tanti paesi dell’Africa dilaniati da guerre&lt;br /&gt;civili o dittature. «Negli altri paesi europei non è così – racconta amaro Alì – se ti&lt;br /&gt;riconoscono lo status ti consentono di vivere degnamente, ti danno una casa e un&lt;br /&gt;lavoro. Qui in Italia, invece, i nostri diritti sono solo sulla carta, ma in realtà non&lt;br /&gt;ci danno nulla», conclude. «Ognuno di noi ricorda qualche morto durante il&lt;br /&gt;viaggio per l’Europa: siamo molto spaventati da quello che sta accadendo in&lt;br /&gt;Italia», aggiunge Maws. E dopo un campionato concluso in&lt;br /&gt;decima posizione, su 14 squadre in gara, i Liberi nantes guardano ai Mondiali&lt;br /&gt;antirazzisti di luglio, organizzati dall’Unione italiana sport per tutti [Uisp], che ha&lt;br /&gt;subito sostenuto l’iniziativa mettendo a disposizione il campo del «Fulvio Bernardini» per gli&lt;br /&gt;allenamenti, condividendo l’idea dello sport come strumento di integrazione e socializzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il coraggio della squadra più multietnica d’Italia non ha lasciato indifferente&lt;br /&gt;neanche l’Alto commissariato Onu per i rifugiati: «Al mondo siamo i soli ad avere&lt;br /&gt;il simbolo Acnur sulle maglie», spiega De Girolamo. L’altro undici patrocinato&lt;br /&gt;dall’Onu è proprio il Barcellona che scala la vetta della Champion’s league proprio mentre, tra e secondo tempo, Maws ci racconta della sua squadra.&lt;br /&gt;&lt;a href="file:///C:/Documents%20and%20Settings/ludovica.LUDOVICA-C207E4/Desktop/Pages%20from%2042-51.pdf"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-7898612528121231798?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/7898612528121231798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/07/coppa-antirazzista-ai-liberi-nantes.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7898612528121231798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7898612528121231798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/07/coppa-antirazzista-ai-liberi-nantes.html' title='COPPA ANTIRAZZISTA AI &quot;LIBERI NANTES&quot;'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlshrFbsSJI/AAAAAAAAAIo/wChqjY3Mv4s/s72-c/liberi+nantes.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-6814132726043017516</id><published>2009-07-12T06:45:00.000-07:00</published><updated>2009-07-15T10:27:09.693-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Roppa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='contadini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='G8'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='senegal'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frattini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mamadou cissoko'/><title type='text'>INTERVISTA A MAMADOU CISSOKO, PRESIDENTE DELLA RETE DEI CONTADINI AFRICANI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlnqymaU5WI/AAAAAAAAAIY/piMB-Rn32Ek/s1600-h/Cissoko2.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlnqymaU5WI/AAAAAAAAAIY/piMB-Rn32Ek/s320/Cissoko2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357571386759243106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;pubblicato anche sulla rivista di VPS (Volontari Per lo Sviluppo: www.volontariperlosviluppo.it)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Occhi magnetici e ironici, un fisico imponente reso ancora più autorevole dall’abito tradizionale del Senegal. E’ una presenza carismatica, Mamadou Cissoko, il presidente onorario della Roppa, rete di migliaia di associazioni di contadini africani. E' a Roma invitato da ITALIAFRICA, rete di ONG e associazioni del nostro paese, che da anni lavora al fianco dei contadini africani  nelle lotte politiche e di lobbying, per la costruzione di politiche agricole sostenibili tanto nel Nord come nel Sud del mondo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Sorride quando gli chiedo di commentare la proposta del ministro Franco Frattini sullo stanziamento di 30 milioni di euro per un grande programma di cooperazione e prevenzione dell’immigrazione in Senegal: “Frattini non dovrebbe parlare con il governo, ma con i migranti stessi che sono i soggetti interessati!” I senegalesi che vivono in Italia sono 6000, più circa 12.000 irregolari: con il loro lavoro producono il 10 -13 per cento del Pil del Senegal. Citando questi dati Cissoko ironizza ancora: "Questa percentuale supera la proposta di Frattini, che quindi non ci conviene!” Ma poi riprende serio: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;“Non ci servono soldi dei paesi dell'Unione Europea, ma politiche che rendano possibile il nostro sviluppo: io non sono venuto in Italia per&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ché penso l'Europa possa sviluppare l'Africa, ma per prevenire che la distrugga!”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Oggi il Senegal è invaso da prodotti europei che, grazie alle sovvenzioni di cui beneficiano, risultano più economici di quelli africani”, spiega Cissoko. “Nei paesi africani invece i sussidi all'agricoltura sono inesistenti poiché per 20 anni Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale hanno posto l'eliminazione di qualsiasi aiuto pubblico all'agricoltura, come condizione per l'erogazione di aiuti e prestiti” continua il rappresentante di Roppa. In Africa, su una media di 247 dollari investiti per ettaro coltivato, solo un dollaro è assicurato dall'aiuto pubblico, mentre il resto deve essere fornito dai contadini stessi. Così, di fronte all'arrivo di prodotti sussidiati dalla Pac (Politica Agricola Comune) dell'Unione Europea, gli agricoltori africani non hanno altra scelta che abbandonare le campagne, riversarsi in massa nelle città in cerca di lavoro e, a volte, imbarcarsi alla ricerca di un futuro migliore in Europa. “Questa situazione – dice ancora Cissoko – è diventata ancora più complessa quest'anno con l'aumento della concorrenza di Brasile e India, che producono banane e altri beni alimentari a prezzi più bassi dei paesi africani”. Nel 2008 infatti l'Unione Europea, per adempiere agli obblighi assunti con l'Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc), ha interrotto i rapporti economici preferenziali con i paesi Acp (le ex colonie di Africa Caraibi e Pacifico), tra cui vi sono molti Stati africani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Cissoko, l'unica via per frenare la fuga dalle campagne, paradossale in tempi di crisi alimentare, è proteggere le economie africane “come ha fatto l'Europa per 50 anni” e rafforzare l'integrazione commerciale attraverso l'Ecowas e le altre organizzazioni economiche regionali del continente. “Come dice l'Ifad, sono necessari investimenti nell'agricoltura contadina – conferma Sissoko – ma soprattutto in vie di comunicazione che facilitino gli scambi tra paesi africani”. Su questa linea si inserisce l'appello della Coalizione Mondiale contro la Povertà che in occasione del vertice economico del G7, ha chiesto ai paesi più ricchi del mondo di aumentare i finanziamenti all'agricoltura (da 3,9 miliardi di dollari annui a 30), per perseguire l'obiettivo del Millennio che prevede il dimezzamento del numero di persone che soffrono la fame nel mondo. Nell'ultimo anno invece tale cifra è aumentata, raggiungendo l'impressionante cifra di 963 persone sotto alimentate. Delle quali circa tre quarti, abitano in aree rurali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi anni l'agricoltura è stata trascurato dagli investimenti pubblici per lo sviluppo: se tra 1980 e 2007 i paesi industrializzati (Ocse) hanno aumentato gli aiuti allo sviluppo da 20 a 100 miliardi di dollari, negli stessi anni i fondi destinati a progetti agricoli sono scesi da 17 a 3 miliardii, la maggior parte dei quali, secondo l'organizzazione Via Campesina, non sono andati ai piccoli produttori. Un documento pubblicato dalla Campagna EuropAfrica (rete di associazioni della società civile europee e africane) sottolinea: “In Africa occidentale l'agricoltura familiare impiega il 60 per cento della popolazione attiva, occupando il 90 per cento delle terre coltivate: se fosse sostenuta adeguatamente potrebbe soddisfare la crescente domanda di cibo del continente”. “Non è la fame, a provocare la migrazione dei popoli dell’Africa occidentale, che sono per tradizione viaggiatori – conclude Cissoko - ma certo la crisi alimentare degli ultimi tempi l’ha dato nuovo impulso alla fuga”. Per porvi rimedio sarà necessario mettere rapidamente in pratica le indicazioni stabilite dalla conferenza delle quattro reti regionali di agricoltori africani (Roppa per l'area occidentale del continente, Propac per quella centrale, Eaff per l'orientale e Sacau per l'australe) secondo cui i governi africani dovranno “assicurare la protezione dei mercati locali”, ma anche “destinare il 20 - 30 per cento dei propri bilanci al sostegno delle attività agro – silvo -pastorali e della pesca”. Si chiede quindi di investire in Africa i circa 25 miliardi di dollari che la Commissione Economica Africana ha calcolato vengano spesi ogni anno per l'importazione di cibo da Europa, Cina e Americhe. Un cambiamento di rotta impossibile, dicono le organizzazioni africane, se le istituzioni dei Paesi sviluppati si opporranno. La palla passa al prossimo G8.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ulteriori approfondire: &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(www.europafrica.info).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-6814132726043017516?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/6814132726043017516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/07/intervista-mamadou-cissoko-presidente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6814132726043017516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6814132726043017516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/07/intervista-mamadou-cissoko-presidente.html' title='INTERVISTA A MAMADOU CISSOKO, PRESIDENTE DELLA RETE DEI CONTADINI AFRICANI'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlnqymaU5WI/AAAAAAAAAIY/piMB-Rn32Ek/s72-c/Cissoko2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-3708476874302636802</id><published>2009-07-12T04:59:00.000-07:00</published><updated>2009-07-12T05:55:14.348-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pacchetto sicurezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reato clandestinità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mostra fotografica'/><title type='text'>PACCHETTO SICUREZZA: NESSUN CONFINE POTRA' FERMARE LA NOSTRA LIBERTA'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlnUtbdcMVI/AAAAAAAAAHg/N3HLBKIjq2U/s1600-h/PACCHETTO1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlnUtbdcMVI/AAAAAAAAAHg/N3HLBKIjq2U/s400/PACCHETTO1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357547108664357202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Approvato il pacchetto sicurezza. Chi poteva dubitarne? Approvato il reato di clandestinità. Discriminatorio, anticostituzionale, contrario a ogni dichiarazione sui diritti dell'uomo ma.. per molti (troppi, purtroppo) italiani &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non esistono tanto i reati degli stranieri, quanto il reato di essere stranieri&lt;/span&gt;. Lo si vede, nella sua banalità, anche nel racconto di un post precedente "Tiburtina domenica notte e un abito di seta rossa ricamato in oro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlnXWZQx1gI/AAAAAAAAAHw/AnhpcXKKvyk/s1600-h/PACCHETTO5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlnXWZQx1gI/AAAAAAAAAHw/AnhpcXKKvyk/s400/PACCHETTO5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357550011472270850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se loro sono la maggioranza, noi che ci opponiamo siamo sempre più determinati, uniti e forti, nella nostra rabbia. Queste sono alcune foto scattate a una manifestazione anti - pacchetto sicurezza qualche mese fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Slnb15_XnCI/AAAAAAAAAII/ZnKeAFTjZ94/s1600-h/PACCHETTO3.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Slnb15_XnCI/AAAAAAAAAII/ZnKeAFTjZ94/s400/PACCHETTO3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357554950880074786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-3708476874302636802?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/3708476874302636802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/07/pacchetto-sicurezza-nessun-confine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/3708476874302636802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/3708476874302636802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/07/pacchetto-sicurezza-nessun-confine.html' title='PACCHETTO SICUREZZA: NESSUN CONFINE POTRA&apos; FERMARE LA NOSTRA LIBERTA&apos;'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SlnUtbdcMVI/AAAAAAAAAHg/N3HLBKIjq2U/s72-c/PACCHETTO1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-4573753993388312400</id><published>2009-06-28T14:35:00.000-07:00</published><updated>2009-07-12T04:36:14.139-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='asilo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ribellioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Africa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rifugiati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Etiopia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Iran'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peru'/><title type='text'>DAL PERU' ALL'IRAN, PROFUMO DI LIBERTA'</title><content type='html'>Indigeni che scendono in piazza in Peru', ragazzi che urlano la loro rabbia alle telecamere, nonostante la violenta repressione. Giovani iraniani che, per sfidare un esercito che credeva di averli sedati, manifestano di notte. Senza cellulari, senza connessione internet, senza certezze, senza protezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversissimi gli obiettivi dei due movimenti: libertà dall'espropriazione di terre a favore di multinazionali il primo, dall'oppressione di un governo ultrareligioso il secondo. Ma una sola energia. Quella di fronte alla  quale i beni materiali non contano più. Perchè in quei paesi se ti ribelli, metti in gioco la prima e unica delle materie che veramente che possiedi, il tuo corpo. E lo sai, che per aver partecipato a quel corteo, potrai o giacere morto, torturato o imprigionato per anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma accade che prevalga un desiderio più forte del mangiare, del dormire e del riprodursi. Un diverso istinto di sopravvivenza. Quello che ci distingue dalle bestie. Non esiste solo in Iran e Perù. Anche se non hanno grande attenzione dai nostri media, molti paesi dell'Africa hanno forti movimenti di opposizione a dittature e governi autoritari e migliaia (migliaia!) di morti nelle proteste ad ogni elezione truccata. Un esempio, l'Etiopia: circa 3.000 morti dopo le elezioni del 2005 ( e circa 30.000 prigionieri politici nello stesso periodo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi molti ragazzi originari di questi paesi faticano ad ottenere l'asilo politico in Italia. Spesso non gli viene concesso neanche consegnando tutti i documenti e le prove necessarie. Invece che accoglienza gli viene offerto disprezzo, a volte violenza, se va bene tolleranza. Da parte di chi non metterebbe a rischio un dito del proprio corpo. Di chi non ha un briciolo di quel coraggio. E a volte penso, forse è proprio questo il punto. Chi, in questo paese, ricorda cos'è quel sentimento? La passione politica, il profumo di libertà?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-4573753993388312400?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/4573753993388312400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/06/dal-peru-alliran-profumo-di-liberta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4573753993388312400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4573753993388312400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/06/dal-peru-alliran-profumo-di-liberta.html' title='DAL PERU&apos; ALL&apos;IRAN, PROFUMO DI LIBERTA&apos;'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-8598733447558397152</id><published>2009-05-31T16:59:00.000-07:00</published><updated>2009-07-12T04:27:18.158-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stazione tiburtina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fermata autobus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconto notturno'/><title type='text'>TIBURTINA DOMENICA NOTTE E UN ABITO DI SETA ROSSA RICAMATO IN ORO</title><content type='html'>E' stato un bel we, anche se con i 55 minuti di ritardo del treno da firenze, abbiamo fatto appena in tempo a perdere l'ultima metro. Sotto la pioggerella di questo fine maggio, umido ma non freddo, con l'amico Ale ce la siamo fatta pure prendere bene ad attendere il notturno nella piazza della stazione Tiburtina. Ma passa il bus 2, subito dopo ne passa un'altro e sono tutti verso Anagnina, noi cerchiamo quello per la direzione opposta che passa il tempo e ancora non arriva. Per fortuna che c'è questo tizio tondarello, con il cartellino della tv Sky che comincia a chiamare l'Atac per lamentarsi, chiedere quando passa il prossimo, perchè il servizio non va.. Comunque non se lo sono filati molto e così siamo rimasti tutti e tre seduti sulla panchina coperta ad ammirare il cavalcavia e a voltarci ad ogni motore che si avvicinava, per una buona mezzoretta. Qualche commento con il tizio ce lo siamo scambiati, ma niente di che, fino al momento in cui, come d'incanto, sono apparse due ragazze orientali con sgargianti abiti tradizionali rossi ricamati in oro, ad illuminare la desolante visione di piazzale tiburtino by night. Accompagnate da altri parenti in abito da cerimonia. Ale si è ricordato che oggi si chiudeva la settimana del capodanno bengalese. "Sembrano di un circo", ha commentato il panzone vicino a noi, subito seguito da una mia risposta stizzita "Sono allegri invece, mica tristi come altri!" "Chi, altri?!"&lt;br /&gt;"Ehm, ma tu lavori a Sky, vero?", è subito intervenuto Ale, per sviare la conversazione, conoscendo la mia irritabilità su certi argomenti. La domanda sul lavoro non è servita ad evitare la frase tipica, il  tam tam quotidiano "questi stranieri devono tornare a casa loro!". Poi ci ha raccontato che in puglia lavorava in un call center di proprietà di un'indiano, "che chissà come se lo era potuto permettere" (perchè, com'è ovvio, un indiano deve per forza arrivare in Italia morto di fame..). Comunque, un' amica sua aveva fatto un furto nel call center e poi era scomparsa. Non trovandola più, l'indiano ha denunciato lui: "sono maligni e vendicativi", ha concluso. "E va beh, come molti italiani", dico io, però se se ne tornano in India tu ch'avevi manco quel misero lavoretto!" A quel punto si è inserito un ragazzetto africano, pure lui in attesa alla fermata: "E voi, pensate un po' a Berlusconi agli imprentitori italiani e alle banche che rubano!!.." "Ma quelli almeno sono italiani!", ha risposto, con aria di dire la cosa più logica e scontata del mondo, il tipo di Sky.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò mentre la bella indiana elegante continuava a chiacchierare con i genitori, ingnara del dibattito che aveva innescato. Fino a che, finalmente, è arrivato questo famoso 2 notturno. E come una piccola, misera italia in miniatura, ci ha portati tutti a casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-8598733447558397152?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/8598733447558397152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/05/tiburtina-h-24-domenica-notte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/8598733447558397152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/8598733447558397152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/05/tiburtina-h-24-domenica-notte.html' title='TIBURTINA DOMENICA NOTTE E UN ABITO DI SETA ROSSA RICAMATO IN ORO'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-6460979456208945208</id><published>2009-05-19T07:20:00.000-07:00</published><updated>2009-05-28T00:56:17.802-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='enea'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rifugiati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alemanno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romolo e remo'/><title type='text'>SE ENEA ERA UN RIFUGIATO E REMO UCCISE ROMOLO PER PREVENIRE UN COLPO DI STATO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ShLRgttwtxI/AAAAAAAAAHY/P4OCylrBPkk/s1600-h/notte+b.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 120px; height: 90px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ShLRgttwtxI/AAAAAAAAAHY/P4OCylrBPkk/s320/notte+b.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337558868345009938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sabato scorso ho fatto un giretto alla notte bianca dei musei. Lo devo dire, ho sentito nostalgia per le notti bianche veltroniane, che erano allegre e colorate, mentre questa di Alemanno è una notte in bianco nel nero e molto retorica. Quando poi sui palazzi della piazza del Campidoglio, sono stati proiettati a rotazione i volti degli imperatori romani, la retorica sull'antica Roma ha per me raggiunto il limite..&lt;br /&gt;Comunque, il fatto di esserci andata con Maws, che viene da lontano e che tuttavia con quelle storie antiche è molto più a suo agio di me, ha dato un senso a tutta la serata. Date le file inaffrontabili in altri musei più attraenti, a Piazza Venezia abbiamo fatto un giro al museo sul "Natale di Roma". Così, sui pannelli esplicativi, ho riletto la storia di Enea: nobile greco, figlio di Venere, parteciò alla guerra di Troia (Asia minore, oggi Turchia), in quanto nipote, per parte di padre, di Priamo re dell'antica città. Qui si distinse come valorosissimo guerriero ma dovette fuggire e le infinite peregrinazioni descritte nell'Eneide si conclusero solo con lo sbarco nel Lazio dove sposò la principessa Lavinia e dalla lora discendenza fu creata Roma. Chi se non un rifugiato è questo eroe celebrato nel museo dell'altare della patria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la vicenda più divertente è venuta con la storia di Romolo e Remo. Al vedere la lupa ho cercato di raccontare la leggenda dei due gemelli a Maws, prima di scoprire che non me la ricordavo affatto mentre invece lui ce l'aveva fresca della scuola d'italiano che frequenta. Così ha cominciato a raccontarmi, in modo appassionato, la storia di Rea Silvia, discendente di Enea e obbligata a divenire vestale, quindi casta, che però il dio marte possiede e  rendendola madre di due gemelli destinati a fondare Roma: "Poichè erano due gemelli, a decidere il luogo dove costruire Roma e il suo primo re, dovevano decidere gli dei: alla prova degli uccelli vinse Romolo". Maws mi ha poi spiegato il perchè Romolo, subito dopo uccise il fratello: "Voleva evitare, come.. un colpo di stato!".&lt;br /&gt;Già, ho pensato. E mi sono ricordata che nel paese di Maws, il Togo, neanche un mese fa, il dittatore è quasi stato tolto dal potere dal suo proprio fratello. La loro famiglia è al potere da oltre 40 anni ed ha già compiuto moltissimi delitti contro la vita e la libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maws, con la sua esperienza, ha dato concretezza alla storia delle origini di Roma, che da sempre considero, semplicemente una favola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-6460979456208945208?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/6460979456208945208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/05/se-enea-era-un-rifugiato-e-remo-uccise.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6460979456208945208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6460979456208945208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/05/se-enea-era-un-rifugiato-e-remo-uccise.html' title='SE ENEA ERA UN RIFUGIATO E REMO UCCISE ROMOLO PER PREVENIRE UN COLPO DI STATO'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ShLRgttwtxI/AAAAAAAAAHY/P4OCylrBPkk/s72-c/notte+b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-7993538380163390176</id><published>2009-05-14T02:49:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T05:04:38.501-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='respingimenti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pacchetto sicurezza'/><title type='text'>MENTRE "CON LA FIDUCIA" SI APPROVA IL PACCHETTO SICUREZZA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgwIooN8iDI/AAAAAAAAAHQ/evVKAXDbWDQ/s1600-h/pacchetto+sicurezza.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 227px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgwIooN8iDI/AAAAAAAAAHQ/evVKAXDbWDQ/s320/pacchetto+sicurezza.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335649152610895922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la Camera&lt;/span&gt;, con 316 voti a favore e 258 contrari &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione del suo decreto&lt;/span&gt; già approvato dal Senato, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;recante Disposizioni in materia di sicure&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;zza pubblica&lt;/span&gt;. Ora il testo dovrà tornare al Senato per l’approvazione definitiva, dopo le modifiche apportate in aula. In sede di Commissione infatti era stata stralciata dal pacchetto la contestata norma sui medici-spia e reitrodotte le ronde ed il prolungamento fino a 180 giorni della permanenza nei Cie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Questo pacchetto sicurezza viene votato con la fiducia degli italiani&lt;/span&gt;, oltre che con quella posta dal governo. Se si guarda le tabelle Ipsos, il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;65 per cento&lt;/span&gt;&lt;span&gt; degli italiani sono &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;favorevoli ai respingimenti in Libia dei migranti diretti a Lampedusa&lt;/span&gt;. Per me non è una sorpresa: basta guardare i commenti alle notizie sull'immigrazione pubblicati da qualsiasi giornale (non solo Libero, ma anche Ilcorriere, fino ad arrivare ad Aprile.it). La disumanità è normalità oggi, è dichiarata come fosse senso comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Ma vogliamo guardare anche agli &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;spiragli di umanità &lt;/span&gt;&lt;span&gt;che vanno &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;controvento&lt;/span&gt;&lt;span&gt; e che hanno, comunque portato alcuni risultati&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'eliminazione della norma sui medici-spia e di quella sui presidi-spia&lt;/span&gt;, di cui si è trattato a lungo in questo blog, è il risultato della lotta di centinaia associazioni di medici e non, religiose e non, (da medici senza frontiere a S. Egidio), da pressioni internazionali ma anche del buon senso dimostrato da parlamentari della maggioranza (dalla Mussolini a Fini). E' frutto, anche, della consapevolezza che una tale norma potrà essere pericolosa per la salute degli stessi italiani, in fondo consapevoli che l'immigrazione è un fenomeno inevitabile. Ma non solo. Credo che questi interventi, siano stati anche dettati dal senso di umanità che ancora resta, se pur nascosto, nelle menti degli italiani e che i politici si trovano a dover rappresentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raro e per questo prezioso. Da tutelare, con interventi che promuovano la difficilissima integrazione di persone, come quelle che sbarcano a Lampedusa, che vengono dalla guerra, dalla violenza, spesso non hanno una formazione professionale adeguata alla già difficile ricerca di un lavoro. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E' vero che il diritto d'asilo è sacro, ma anche che centinaia e centinaia di persone, dopo essere accolte devono essere aiutate ad integrarsi.&lt;/span&gt; Altrimenti c'è il panico. E la paura e le strumentalizzazioni politiche..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Restano nel pacchetto sicurezza norme gravissime e disumane&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;(metto i punti principali dell'ottima sintesi presa dal sito www.meltingpot.org)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1) &lt;/span&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Matrimoni e cittadinanza italiana&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’introduzione dell’&lt;strong class="spip"&gt;obbligo di esibire il permesso di soggiorno per chi si vuole sposare&lt;/strong&gt;. Niente più matrimoni quindi neppure tra "irregolare" ed "irregolare", che non comporterebbe nessun tipo di "regolarizzazione"; &lt;p class="spip"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;2)  &lt;/span&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Ingresso e soggiorno irregolare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si introduce il reato di ingresso e soggiorno irregolare ma senza che questo comporti l’immediata incarcerazione. E’ prevista &lt;strong class="spip"&gt;un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro&lt;/strong&gt;. Inoltre è prevista la possibilità di rimpatrio senza il rilascio del nulla osta da parte dell’autorità competente;&lt;/p&gt; &lt;p class="spip"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3) &lt;/span&gt; &lt;strong class="spip"&gt;Iscrizione anagrafica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le istanze di iscrizione o di variazione della residenza anagrafica, potranno dar luogo alla verifica, da parte degli uffici comunali competenti, delle condizioni igienico-sanitarie dell’immobile, ma solo ai sensi della normativa sanitaria vigente. Andrà ad intaccare i diritti dei cittadini migranti, dei comunitari e degli stessi cittadini italiani, con conseguenza a catena sulla possibilità di accesso agli asili nido, alle prestazioni di sostegno al reddito, etc et etc;&lt;/p&gt;  &lt;p class="spip"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4)  &lt;/span&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Visto d’ingresso per ricongiungimento familiare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non sarà più possibile richiedere il visto di’ingresso se il nulla osta non verrà rilasciato dopo 180 giorni dal perfezionamento della pratica. Svanisce così anche l’unica possibilità di garanzia del diritto all’unità familiare prevista per far fronte alle lentezze burocratiche;&lt;/p&gt; &lt;p class="spip"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5)  &lt;/span&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Esibizione del permesso di soggiorno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si introduce la necessità di esibire il permesso di soggorno per tutti gli atti di stato civile. Ciò significa che anche il semplice ma sacrosanto &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;diritto di riconoscere un figlio&lt;/span&gt;, per chi è privo di passaporto, verrà sottoposto al filtro della richiesta del permesso di soggiorno. Una deroga, oltre a quella già prevista per l’assistenza sanitaria, sarà concessa per l’iscrizione dei minori a scuola.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;I cosiddetti servizi di&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i style="font-weight: bold;" class="spip"&gt;money transfer&lt;/i&gt; avranno l’obbligo di richiedere il permesso di soggiorno e di conservarne copia per dieci anni. Inoltre dovranno comunicare l’avvenuta erogazione del servizio all’autorità competente nel caso riguardi un soggetto sprovvisto di permesso;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6)&lt;/span&gt;  &lt;strong class="spip"&gt;180 giorni di detenzione nei Cie&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Si reintroduce dopo la bocciattura del Senato e quella della Camera nell’ambito della discussione sul decreto legge n. 11, il prolungamento dei tempi di detenzione nei Cie fino ad un massimo di 180 giorni;&lt;/p&gt;  &lt;p class="spip"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;7)  &lt;/span&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Un contributo da 80 a 200 euro&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per tutte le pratiche relative al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno si dovrà versare questo contributo economico;&lt;/p&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8) &lt;/span&gt;&lt;strong class="spip"&gt;Favoreggiamento ingresso irregolare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Vengono inasprite tutte le norme legate al favoreggiamento dell’ingresso irregolare, non vengono invece minimamente toccate le sanzioni per quanto concerne gli sfruttatori. Chi, nello sfruttamento di situazioni di soggiorno irregolare, trarrà un ingiusto profitto (chi impiega lavoratori irregolari sottopagati) non vedrà quindi aggravata la sua situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vignetta da: http://zarpa-vignette.blogspot.com/&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-7993538380163390176?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/7993538380163390176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/05/mentre-con-la-fiducia-si-approva-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7993538380163390176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7993538380163390176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/05/mentre-con-la-fiducia-si-approva-il.html' title='MENTRE &quot;CON LA FIDUCIA&quot; SI APPROVA IL PACCHETTO SICUREZZA'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgwIooN8iDI/AAAAAAAAAHQ/evVKAXDbWDQ/s72-c/pacchetto+sicurezza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-1537046170189123084</id><published>2009-04-19T13:35:00.000-07:00</published><updated>2009-05-08T17:06:38.099-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pristina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='passeggiata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>ciao Pristina!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgTIwkNt6zI/AAAAAAAAAGQ/SiCGdPyMa8Y/s1600-h/noi.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgTIwkNt6zI/AAAAAAAAAGQ/SiCGdPyMa8Y/s320/noi.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333608595393997618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Oggi ho avuto modo di girarti per bene. Senza inseguire bus da prendere, persone da intervistare o luoghi da vistitare. Oggi ho potuto osservare con calma i tre minareti in fila nel tuo quartiere vecchio e farmi contagiare dalla tranquillita' dei tuoi anziani che assaporano i raggi del sole nella veranda della moschea, oppure chiacchierano vicino alla fontana di marmo che le e' accanto. Ho potuto osservare il kebabbaro (quebabtore!) cuocere i chevapi e le salsicce fumanti, prima di condirle con il vostro tipico peperone e i pomodori. Con la telecamera ho finalmente collezionato le insegne piu' divertenti che ti sono spuntate addosso negli ultimi anni: bar "Boss", restaurant "Boston", parrucchiere "Amore" e molte molte altre, anche migliori che ora non ricordo. Ho girato di nuovo tra i bar e i caffe' alla moda, che ti fanno assomigliare a una Milano chic e snob, mille miglia lontana dalle campagne poverissime che invece ti circondano. Sono anche ripassata, naturamente, dal quartire Un, Osce, Eulex (e chi piu' ne ha piu' ne metta..), situato tutto intorno alla Police street. Ho sbuffato ancora una volta alla vista di tante tante tante fuoristrada e suv di lusso e ho pensato di nuovo a tutti i contrasti, i traffici e le ingiustizie che rappresenti oggi.&lt;br /&gt;Ma, risalendo la collina verso la guesthouse, sono rimasta incantata dai grappoli di fiori bianchi dei tuoi alberi in questa stagione, che si riflettono nelle pozzanghere lasciate dalla pioggia insieme ai tetti delle tue case ben fatte, come delle baite. E, con i bambini che giocavano intorno, quei tetti mi hanno rimandato ad un cielo bianco, che non so descrivere, con addensamenti che rimandano al grigio, al viola, al celeste..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella foto (di Alessia Leonello): Io e Marco in un caffè di Pristina&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-1537046170189123084?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/1537046170189123084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/ciao-pristina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/1537046170189123084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/1537046170189123084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/ciao-pristina.html' title='ciao Pristina!'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgTIwkNt6zI/AAAAAAAAAGQ/SiCGdPyMa8Y/s72-c/noi.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-6281558641027819280</id><published>2009-04-18T15:21:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T02:20:15.193-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mitrovica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='decani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pasqua ortodossa'/><title type='text'>KOSOVO: GUERRE NASCOSTE TRA PONTI E MONASTERI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgvfbXFCFuI/AAAAAAAAAGw/uTMCDyA9zJk/s1600-h/_MG_3728.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgvfbXFCFuI/AAAAAAAAAGw/uTMCDyA9zJk/s400/_MG_3728.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335603844695070434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Prima di riimmergermi nella follia romana, vi racconto un po' di quella balcanica..&lt;br /&gt;Allora, stasera i serbi celebrano la Pasqua ortodossa, e nei meravigliosi monastesteri sparsi in questa terra grande piu' o meno quanto l'Umbria, le cerimonie andranno avanti dalla mezzanotte fino alla mattina di domani. Speriamo vada tutto bene, visto che i serbi sono una minoranza, diciamo poco amata in questa ex regione della Serbia a maggioranza albanese e musulmana, che da un anno ha proclamato l'indipendenza. Comunque dovrebbe filare tutto liscio visto che qui ogni monastero e' presidiato notte e giorno da camionette della  Kfor (militari Nato in Kosovo). Incredibile no? Ma verissimo: molte chiese e i monasteri, simbolo delle radici serbe di questa terra sono state fino a qualche anno fa, assaltate e bruciate da gruppi di albanesi (che, a loro volta, pochi anni prima erano stati perseguitati dalla pulizia etnica di Milosevich).  Solo i soldati hanno pototuto proteggere gli affreschi medioevali che ricoprono l'interno dell'imponente monastero di Decani, il piu' importante tra questi luoghi sacri ( tra l'altro guidato da un ganzissimo padre Sava, ex leade di un gruppo rock serbo), e comunque, i vetri antiproiettili della cabine dei militari appaiono disegnati da raffiche di mitragliate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stasera noi non andiamo piu' alle cerimonie (non perche' spaventati dalle 4-5 ore di funzione!! :-)) per un incidente, (per fortuna non grave), capitato alla mia compagna di viaggio.. e, in realta', ve lo vorrei raccontare perche' aiuta bene a spiegare qual'e' la situazione qui. Insomma stamattina siamo andati a Mitrovica che e' la citta' del nord del Kosovo intorno a cui si concentrano i circa 100.000 serbi che ancora abitano questo paese. In realta' la citta' e' divisa a meta': la parte a sud del fiume Ibar e' albanese, quella a nord e' serba. In mezzo, sul ponte, ci sono (indovinate?) i militari della Kfor. Noi stamattina lo abbiamo attraversato, passando dalla parte albanese a quella serba. Il che vuol dire passare da stradine rumorose con negozietti in stile turco e parecchia spazzatura nelle strade, a vie squadrate, pulite e silenziose. Significa spostarsi da un'atmosfera euforica ad una nervosa, impaurita, in cui anche i ragazzi non vogliono farsi fotografare. L'attraversamento e' poi ben segnalato graficamente: si lasciano drappi rossi con l'acquila albanese esposti in ogni balcone, vetrina o edificio pubblico (insieme alla bandiera kosovara e a quella americana) e si trovano tricolori serbi esposti in giro, a volte insieme a cartelli che tuonano "Kosovo e' Serbia". Diciamo che nell'intento di fotografare questo contrasto la mia amica, (capita..) si e' presa una forte storta. E diciamo che nella sfiga eravamo contenti che fosse capitato proprio nella parte "precisa" della citta'. Infatti subito l'ambulanza l'ha portata all'ospedale, fatto lastre (per fortuna niente di rotto) e fasciatura in un'ora e poi chiamato il taxi per tornare. Ora c'era solo il problema che il taxi serbo arriva solo fino al fiume: come tutte le macchine anche dall'altra parte, l'attraversamento e' tabu! E praticamente impossibile: "Certo che dovete attraversare il ponte da soli!", mi ha detto l'infermiera che aveva appena finito di mettere una specie di gesso alla mia amica, che evidentemente non poteva camminare. Alla fine nell'attraversamento ci ha simpaticamente accompagnato polizia kosovara. A parte il gesso e naturalmente la scocciatura, tutto a posto alla fine per noi, pero', che storie ..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Foto di Alessia Leonello: militare italiano saluta un monaco nel monastero di Decani&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-6281558641027819280?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/6281558641027819280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/kosovo-guerre-nascoste-tra-ponti-e.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6281558641027819280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6281558641027819280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/kosovo-guerre-nascoste-tra-ponti-e.html' title='KOSOVO: GUERRE NASCOSTE TRA PONTI E MONASTERI'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgvfbXFCFuI/AAAAAAAAAGw/uTMCDyA9zJk/s72-c/_MG_3728.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-64607151435799196</id><published>2009-04-17T14:39:00.000-07:00</published><updated>2009-05-14T02:21:24.704-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='uck'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pristina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='kosovo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='viaggi'/><title type='text'>Ritratti dal Kosovo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgvhtFH9FZI/AAAAAAAAAHA/j8_wQymIR7s/s1600-h/_MG_4286.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgvhtFH9FZI/AAAAAAAAAHA/j8_wQymIR7s/s400/_MG_4286.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335606348136387986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Stasera il vecchio pc dietro alla porta della mia stanza in questa scalcinata guesthouse di Pristina, miracolosamente funziona e allora, ho pensato di aggiornarvi con qualche riga sul mio soggiorno kosovaro. Pero' non vorrei annoiarvi, con varie considerazioni e riflessioni sul paese del conflitto etnico. Anche perche' qui e' davvero difficile prendere una posizione. Provo a a raccontarvelo solo con brevi ritratti di alcuni personaggi chiave finora incontrati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) MOHAMMED, L'EX GUERRIGLIERO  UCK: Alto, occhi grandi e grigia barba lunga. Gile' nero e pantaloni militari e, a sorpresa, un'accento yankee. Il fatto che parli inglese, lo rende, con noi stranieri, portavoce di una trentina di connazionali, da tre giorni stabiliti in una tenda montata davanti al parlamento kosovaro, nella piazza principale di Pristina. Ci parla davanti al drappo rosso su cui si staglia l'acquila nera, che oltre ad essere la bandiera dell'Albania, e' anche il simbolo dell'Uck, il gruppo guerrigliero che, con il sostegno degli Usa, ha portato  la maggioranza albanese al potere nell'ex regione serba del Kosovo. "Finita la guerra quelli al potere si sono dimenticati di noi", dice indicando gli uomini ammassati dentro la tenda. Dietro di lui volti incavati, segnati, malati. Volti di giovani vecchi, insieme pietosi e spaventosi. "La guerra e' guerra, nessuno la vuole - ci dice - io collaboro con l'associazione di madre teresa di Calcutta, sono stato in Vaticano... Quando nel 1999 ho visto cio' che Milosevic stava facendo agli albanesi del Kosovo, non ho resistito e ho lasciato il mio lavoro negli Usa e sono venuto a combattere qui... Ora che abbiamo l'indipendenza mi ritrovo, come tutti loro, senza nulla, senza un riconoscimento, senza diritti, senza cure per le ferite che la guerra ci ha lasciato..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) ARTAN, IL PRODUTTORE CINEMATOGRAFICO: Voce impostata, volto abbronzato, camicia e golf blu. Sorriso stampato da Berlusconi balcanico. Entra sicuro nel caffe' alla moda e sfoggia il suo italiano quasi perfetto. Racconta che a Roma ha tenuto una serie di seminari, ma non si riesce a fargli dire in quale scuola o universita'. Artan e' albanese ma e' venuto qui in Kosovo dopo la guerra. Si perche' il Kosovo sara' pure un paese con il 70 per cento di disoccupazione, ma per la gente che ha gia soldi e iniziativa e' un posto parecchio attraente. Anche se dai dati ufficiali il paese ha un'economia praticamente ferma, il centro delle citta' principali pullula di locali e caffe' raffinati e moderni. Oltre agli ingenti aiuti internazionali, c'e' un'economia informale parecchio fiorente. Comunque Artan lavora nello spettacolo e mi racconta che anche lui ha molti amici che hanno combattuto nell'Uck. Uno di loro per sempio pare abbia ucciso parecchie persone. Gli chiedo se e' per caso nella tenda in piazza e lui "Noo, il mio amico ora e' manager!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) BACOL, IL TASSISTA: Anche lui ha un volto segnato, un occhio che resta sempre socchiuso da chissa' quale indidente, pur se non ha fatto la guerra in nessun esercito, ma semplicemente rinchiuso in carcere, senza motivo. Bacol mi ha fatto da guida nella visita all'ospedale di Pristina e girando tra edifici, corridoi e dipartimenti, mi ha raccontato un po' della sua storia. Parla italiano perche' ha lavorato in qualche anno vicino Udine come autista per un'azienda italiana. Quando questa e' fallita una donna che conosceva gli ha trovato un lavoro, gli avevano detto che l'avrebbero preso in un'altra sociea' dopo 15 giorni. Ha pensato allora di tornare a trovare la famiglia qui in Kosovo. Brutta idea perche' in quegli anni, 1990 era intanto scoppiata la pulizia etnica di Milosevic e allora il suo viaggio si e' fermato in Croazia, dove i poliziotti serbi lo hanno arrestato, come spia italiana, e chiuso in carcere per due anni. Dopo di che e' tornato in Kosovo dove ha iniziato a guidare, questa volta un taxi sgangherato. Ma senza mai riparlare con quella donna, senza sapere se da quegli anni di lavoro potrebbe ottenere una piccola pensione. Allora e'stato emozionante oggi trovare quel numero di telefono, insieme sulle pagine bianche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Foto di Alessia Leonello: Mohammed, ex guerrigliero Uck davanti al tendone degli scioperanti&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-64607151435799196?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/64607151435799196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/ritratti-dal-kosovo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/64607151435799196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/64607151435799196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/ritratti-dal-kosovo.html' title='Ritratti dal Kosovo'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SgvhtFH9FZI/AAAAAAAAAHA/j8_wQymIR7s/s72-c/_MG_4286.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-83385307253441067</id><published>2009-04-08T14:31:00.000-07:00</published><updated>2009-04-08T15:12:11.699-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lampedusa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='umbria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vittime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='terremoto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='solidarietà'/><title type='text'>DA LAMPEDUSA ''Solidarietà per le vittime del terremoto"</title><content type='html'>&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;color:black;"   &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;Non si fermano gli scioperi della fame dei migranti detenuti nel Cie (Centro di Identificazione e Espulsione) di Lampedusa. Ma da quel luogo di disperazione è sbocciato uno striscione di solidarietà dedicato alle vittime di un'altro dramma. Più su nello stivale, in Umbria.''Solidarietà per le vittime del terremoto": scritto con un pennarello su un lenzuolo. E' lo striscione che sventola dalle finestre del Cie di Lampedusa, come ha fatto sapere ieri l'Oim (Organizzazione Internazionale delle Migrazioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;color:black;"   &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10;"  &gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-83385307253441067?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/83385307253441067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/da-lampedusa-solidarieta-per-le-vittime.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/83385307253441067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/83385307253441067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/da-lampedusa-solidarieta-per-le-vittime.html' title='DA LAMPEDUSA &apos;&apos;Solidarietà per le vittime del terremoto&quot;'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-2889548842007420662</id><published>2009-04-06T05:18:00.000-07:00</published><updated>2009-04-08T15:12:45.184-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='multicultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='obama'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='città dei sogni'/><title type='text'>NOI, ABITANTI DELLA CITTA' DEI SOGNI</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;La città dei sogni è un luogo fatto di molte voc&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i&lt;/span&gt;, dove l'identità singolare e unitaria è un'illusione. Naturalmente, Obama è nato lì. E anch'io. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Quando uno porta la propria molteplicità stampata in faccia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;, tematizzata in maniera quasi troppo ovvia, nel dna, nei capelli e nel beige della pelle, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;beh, si vede subito che viene dalla Città dei Sogni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' il tipo di città, dove le persone saggie dicono "io", con grande cautela, perchè "io", sembra un fonema troppo diretto e singolare, per rappresentare la vera molteplicità della loro esperienza. Gli abitanti della Città dei Sogni preferiscono usare il pronome collettivo "noi". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel corso di tutta la campagna elettorale Obama è stato sempre attento a dire"noi". Ha mostrato una palese diffidenza per la parola "io". Non stava semplicemente evitando una singolarità che non sentiva: ci stava attirando al suo fianco. Aveva l'audacia di lasciare intendere che, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;anche se non si capisce dalle loro facce, la maggior parte delle persone viene dalla Città dei Sogni&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;. Quasi tutti abbiamo alle spalle storie complicate, un&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; passato caotico, una molteplicità di narrazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da "Le mille voci di Obama" di Zadie Smith, scrittrice anglo-giamaicana,&lt;br /&gt;su Internazionale 3/4/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sd0Ud4iP0wI/AAAAAAAAAGA/g26VxYoKxy8/s1600-h/4ottobreantirazzista-040.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 267px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sd0Ud4iP0wI/AAAAAAAAAGA/g26VxYoKxy8/s400/4ottobreantirazzista-040.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322432838246585090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-2889548842007420662?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/2889548842007420662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/abitanti-della-citta-dei-sogni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/2889548842007420662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/2889548842007420662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/abitanti-della-citta-dei-sogni.html' title='NOI, ABITANTI DELLA CITTA&apos; DEI SOGNI'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sd0Ud4iP0wI/AAAAAAAAAGA/g26VxYoKxy8/s72-c/4ottobreantirazzista-040.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-597357642429780603</id><published>2009-04-02T15:31:00.000-07:00</published><updated>2009-04-02T16:02:59.544-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='presidio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='denuncia clandestini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donna ivoriana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='denuncia medici'/><title type='text'>RIFUGIATA DENUNCIATA2: VERO O NO?</title><content type='html'>Stamattina mi son svegliata con Radio24 che intervistava il direttore del Fatebenefratelli di Napoli, il quale si diceva stupito di tutte le telefonate e mail ingiuriose arrivate dopo la notizia. Il medico affermava che il fax inviato dai responsabili dell'ospedale non era una denuncia ma una richiesta di identificazione al commissariato, solo una precauzione per la sicurezza del bambino. Un atto che fanno sempre. Che sia stato dato effettivamente un'allarme ingiustificato? Mi sono chiesta. Oppure le parole del medico erano semplicemente un modo per uscire dall'imbarazzante immagine di "ospedale di delatori". Ho poi letto su Aprile.it un'articolo del dottor Salvatore Geraci, presidente della Società Medicina delle Migrazioni, che afferma come il fax inviato al commissariato di polizia di Posillipo chiedendo "un urgente interessamento per l'identificazione di una signora di Costa d'Avorio", non sia altro che "una denuncia". E lui, che da mesi si occupa della legge ora in discussione alla camera,  è affidabile sul tema. Questo il link:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=11663.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo quindi postando l'appuntamento &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"SIAMO TUTTE CLANDESTINE", oggi 3 aprile ORE 17.00- davanti al Ministero del Lavoro, Salute, Politiche Sociali (via Veneto 56, metro Barberini)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non amo le cose femministe, ma le ragioni in quanto affermano qui, ci sono tutte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Presidio di solidarietà a Kante, la donna ivoriana denunciata come&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;clandestina da un medico dell’ospedale Fatebenefratelli di Napoli dove è&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;andata a partorire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Evidentemente uno o più operatori sanitari, resi troppo zelanti dal loro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;razzismo, si sono sentiti in dovere di applicare una legge ancora prima che&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;fosse approvata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il 4 febbraio scorso, infatti, il Senato ha varato il cosiddetto Pacchetto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sicurezza (ddl 733), che contiene, tra l'altro, una modifica all'articolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;35 del Testo Unico sull'Immigrazione (Dlgs 286-1998) che elimina la&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;garanzia, per gli irregolari che vanno a curarsi, di non essere segnalati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;da parte dei sanitari. Un vergognoso provvedimento che impedisce di fatto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ai cittadini stranieri, non in regola con il permesso di soggiorno, di&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;accedere alle prestazioni sanitarie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ancora una volta repressione e controllo giungono sin dentro le corsie&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;degli ospedali dove dovrebbero essere garantiti diritti universali come&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quello alla salute e alle cure!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nell’ospedale Fate bene fratelli di Napoli, a Kante è stato sottratto il&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;bambino impedendole persino di allattarlo per i 10 giorni che ci sono&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;voluti per dimostrare che era in attesa del riconoscimento dell’asilo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;politico. Cosa succederà nei&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;casi di espulsione di una donna immigrata? Che fine faranno i bambini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“clandestini”? Quante saranno le donne che pur di evitare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l’espulsione o di vedersi portare via il bambino ricorreranno ai circuiti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;illegali per partorire o abortire rischiando la morte? Kante purtroppo non&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;è neanche la prima vittima, appena due settimane fa Joy Johnson, una&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nigeriana di appena 24 anni moriva di tubercolosi per la paura di essere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;denunciata qualora si fosse presentata in ospedale per farsi curare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se questa legge viene approvata definitivamente, nonostante le proteste&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;della maggioranza dei medici italiani, non solo gli immigrati irregolari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;rischiano la segnalazione e l’espulsione per il solo fatto di ricorrere a&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cure mediche, ma in caso di parto sarà impossibile anche la registrazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;anagrafica del bambino!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ancora una volta il corpo delle donne viene utilizzato come pretesto per&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;giustificare leggi repressive. Non è un caso che proprio il pacchetto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sicurezza sia stato approvato strumentalizzando gli episodi di violenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;contro le donne degli ultimi mesi. Sull’onda del clamore mediatico creato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ad arte intorno a questi stupri si è voluto far credere che gli unici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;responsabili della violenza contro le donne sono gli immigrati. Una&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;menzogna: 142 donne sono state uccise nel 2008 e centinaia di migliaia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quelle picchiate e violentate dai loro mariti, fidanzati, amici. Che&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;c’entrano gli immigrati? Aumentare la paura dello straniero, la&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;diffidenza e l'odio serve solo a nascondere i veri responsabili della&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;insicurezza dei cittadini: i poteri forti che creano la precarietà, che&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tagliano i servizi sociali, che licenziano, che fanno degradare i nostri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;quartieri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Contro pacchetti sicurezza e norme xenofobe che ci vogliono distinguere in&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;SIAMO TUTTE CITTADINE DEL MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE! QUESTE MISURE NON DEVONO PASSARE!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Presidio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venerdi 3 APRILE '09&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ORE 17.00- davanti al Ministero del Lavoro, Salute, Politiche Sociali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(via Veneto 56, metro Barberini)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;RETE - FEMINISTE DI ROMA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-597357642429780603?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/597357642429780603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/rifugiata-denunciata2-vero-o-no.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/597357642429780603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/597357642429780603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/rifugiata-denunciata2-vero-o-no.html' title='RIFUGIATA DENUNCIATA2: VERO O NO?'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-7692794765971573005</id><published>2009-04-01T08:39:00.000-07:00</published><updated>2009-04-01T09:05:13.497-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='clandestina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='parto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='napoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='denuncia medici'/><title type='text'>RIFUGIATA DENUNCIATA DOPO IL PARTO A NAPOLI</title><content type='html'>&lt;span class="story_comment"&gt;Una donna con diritto di protezione internazionale. Le avevano ucciso il marito nel sangiunoso conflitto civile della Costa d'Avorio. La fuga era stata una decisione dolorosa e sofferta, non una scelta di vita, un'avventura per migliorare lo stato economico e sociale. Se non darlo a lei, a chi l'asilo politico? Eppure la commissione territoriale italiana per l'esame della domanda di asilo le aveva rifiutato ogni protezione. Lei aveva però avviato la procedura per il ricorso. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non era clandestina&lt;/span&gt; in Italia, quindi. Ma non è bastato. I medici del Fatebenefratelli di Napoli l'hanno fatta partorire, poi hanno preso un fax e l'hanno denunciata. Ancora non c'è la legge che permette la denuncia degli irregolari, oltre al fatto che la donna non lo era. L'episodio mostra che non è vero, che i medici non denunceranno. Molti, non vedono l'ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;La vergogna è immensa, immensa. Ma proprio il profilarsi di un caso come questo aveva convinto la Mussolini (ne avevam parlato in un post precedente) a intraprendere un'azione contro l'approvazione della legge vergogna che permette ai medici di denuciare gli immigrati irregolari. Spero che questo caso serva d'avvertimento a tutti i parlamentari, che sono donne e uomini, madri e padri, oltre che politici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Ecco l'articolo di La Repubblica Napoli:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Clandestina denunciata dai medici dopo il parto al Fatebenefratelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Un fax alla polizia contro una madre clandestina della Costa d'Avorio. Ma la contestata legge non è ancora in vigore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ora Abou sorride in una culla povera, dentro le case-alveare per immigrati clandestini o regolari di Pianura. È un neonato nero che non sa di avere ventisei giorni di vita e, alle spalle, già un'amara esperienza del mondo. Abou è il volto di un caso politico e sociale. Forse la prima volta in Italia in cui una norma - quella voluta dalla Lega nel pacchetto sicurezza, quella che invita i medici a denunciare i pazienti senza permesso di soggiorno: ma a tal punto controversa da avere spaccato persino i compattissimi deputati del Pdl - è stata applicata prima ancora di diventare tale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Un caso illegittimo, gravissimo", denuncia l'avvocato napoletano Liana Nesta. "Delle due l'una - aggiunge il legale - o nell'ospedale napoletano Fatebenefratelli c'è un medico o un assistente sociale più realista del re che ha messo in pratica una legge non ancora approvata dagli organi della Repubblica; oppure qualcuno ha firmato un abuso inspiegabile ai danni di una madre e cittadina". Una storia su cui promettono battaglia anche gli operatori dell'associazione "3 febbraio", da sempre al fianco degli immigrati, anche clandestini, per le battaglie di dignità e rispetto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La storia di Abou e di sua madre K. è il percorso sofferto di tante vite clandestine, costantemente in bilico tra vita e disperazione, morte e rinascita. K. è vedova di un uomo ucciso, quattro anni fa, dalla guerra civile che dilania la Costa d'Avorio e la sua città di Abidjan. Rifugiatasi in Italia nel 2007, inoltra subito richiesta di asilo politico, che le viene negato due volte: e attualmente pende il ricorso innanzi al Tribunale di Roma contro quella bocciatura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Intanto, stabilitasi a Napoli, K. si innamora di un falegname di Costa d‘Avorio, resta incinta, si fa curare la gravidanza difficile presso l'ospedale San Paolo, con sé porta sempre alcuni documenti e la fotocopia del passaporto, trattenuto in questura per un'istanza parallela di permesso di soggiorno, non ancora risolta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quando - il 5 marzo scorso - K. arriva all'ospedale Fatebenefratelli per partorire il suo bimbo ("al San Paolo non c'era un posto"), dal presidio sanitario scatta un fax verso il commissariato di polizia di Posillipo che chiede "un urgente interessamento per l'identificazione di una signora di Costa d'Avorio". Ovvero: la denuncia. Esattamente ciò che la contestatissima norma - voluta dalla Lega nell'ambito del pacchetto sicurezza, e già approvata al Senato - chiede. Proprio il nodo che ha provocato il dissenso di un centinaio di deputati del Pdl, lo scorso 18 marzo. In testa, la deputata Alessandra Mussolini, che guidava la rivolta con un esempio-limite: "Far morire una donna clandestina di parto perché non può andare in ospedale altrimenti i medici la denunciano? Eh, no. Inaccettabile".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aggiunge l'avvocato Nesta: "Siamo di fronte a un'iniziativa senza precedenti. Non è mai accaduto che una donna extracomunitaria, che si presenta al pronto soccorso con le doglie, ormai prossima al parto, venga segnalata per l'identificazione", spiega pacatamente Liana Nesta. E aggiunge: "Come se non bastasse, K. non ha potuto allattare suo figlio nei suoi primi giorni del ricovero: lo ha visto per cortesia di alcuni sanitari che glielo hanno adagiato tra le braccia, ma non ha potuto allattarlo". La Nesta è una legale impegnata da anni nelle rivendicazioni dei diritti essenziali, al fianco di immigrati o di parenti di innocenti uccisi dalle mafie. L'ultima condanna, in ordine di tempo, la Nesta l'ha ottenuta a dicembre scorso, come avvocato di parte civile, per i killer di Gelsomina Verde, la ragazza innocente assassinata e poi data alle fiamme dai sicari di Scampia. Un'altra fragile vita per la quale invocare giustizia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(31 marzo 2009)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-7692794765971573005?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/7692794765971573005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/rifugiata-denunciata-dopo-il-parto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7692794765971573005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/7692794765971573005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/04/rifugiata-denunciata-dopo-il-parto.html' title='RIFUGIATA DENUNCIATA DOPO IL PARTO A NAPOLI'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-328010472072069036</id><published>2009-03-31T03:00:00.000-07:00</published><updated>2009-03-31T03:54:32.587-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='centro Astalli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maroni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='migranti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libia'/><title type='text'>LA TRAGEDIA LIBIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Quattro imbarcazioni con a bordo centinaia di migranti, dirette dalla Libia verso l’Italia, sembrano essere naufragate. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;Pare ormai certo che almeno due delle imbarcazioni siano affondate. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;I guardacoste di Tripoli stanno ancora conducendo ricerche in mare.Finora, secondo il ministero dell’Interno libico, almeno 23 persone sono state recuperate ancora in vita, mentre altre 21 sono state ripescate troppo tardi.Nonostante il ripetersi di tragedie come questa, il flusso di disperati che cercano di attraversare il Mediterraneo non accenna a rallentare. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:100%;"  &gt;(Fonte: Peacereporter)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:130%;"  &gt;Notizia che sa di tragedia annunciata, mentre il ministro &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maroni &lt;/span&gt;afferma: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dal 15 aprile, il problema sarà risolto: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:verdana;font-size:130%;"  &gt;niente più sbarchi di clandestini!&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:130%;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;" &lt;/span&gt;&lt;span&gt;A metà del mese prossimo &lt;/span&gt;entrerà infatti in vigore l'accordo con la Libia sul &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pattugliamento congiunto&lt;/span&gt; della sponda sud del mediterraneo. Una data imminente, forse la causa dell'affrettata decisione di partire per tanti barconi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:verdana;font-size:130%;"  &gt;La giusta contro risposta alla tragedia è nel comunicato dell'associazione Centro Astalli: &lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 0);"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 0);font-family:Arial;font-size:130%;"  &gt;C’è un’umanità che chiede all’Europa aiuto e  protezione da guerre e sanguinose dittature alla quale non si può restare  indifferenti. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 0, 0);font-family:Arial;font-size:130%;"  &gt;È indispensabile creare un &lt;strong&gt;canale umanitario&lt;/strong&gt;,  sicuro e fuori dai traffici clandestini che permetta di esercitare &lt;strong&gt;il  diritto d’asilo&lt;/strong&gt;. Ancora una volta le politiche cosiddette di  sicurezza messe in atto da molti governi europei tra cui quello italiano  risultano inefficaci nel gestire un fenomeno inarrestabile come quello delle  migrazioni forzate".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-family:Arial;font-size:130%;"  &gt;Per compendere meglio cosa potrà significare l'accordo (che comprende anche sostegno ai centri di detenzione per migranti libici), ecco il pdf del rapporto sulle carceri del paese nord africano, pubblicato da Fortresseurope:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 128);font-family:Arial;" &gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="View RAPPORTO_LIBIA on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/13819211/RAPPORTOLIBIA" style="margin: 12px auto 6px; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; display: block; text-decoration: underline;"&gt;RAPPORTO_LIBIA&lt;/a&gt; &lt;object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,0,0" id="doc_80041934735383" name="doc_80041934735383" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100%" align="middle" height="500"&gt;  &lt;param name="movie" value="http://d.scribd.com/ScribdViewer.swf?document_id=13819211&amp;amp;access_key=key-2fomensx79gc3c5hpa9&amp;amp;page=1&amp;amp;version=1&amp;amp;viewMode="&gt;   &lt;param name="quality" value="high"&gt;   &lt;param name="play" value="true"&gt;  &lt;param name="loop" value="true"&gt;   &lt;param name="scale" value="showall"&gt;  &lt;param name="wmode" value="opaque"&gt;   &lt;param name="devicefont" value="false"&gt;  &lt;param name="bgcolor" value="#ffffff"&gt;   &lt;param name="menu" value="true"&gt;  &lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;   &lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;   &lt;param name="salign" value=""&gt; 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others:                &lt;a href="http://www.scribd.com/tag/work" style="text-decoration: underline;"&gt;work&lt;/a&gt;              &lt;a href="http://www.scribd.com/tag/report" style="text-decoration: underline;"&gt;report&lt;/a&gt;       &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-328010472072069036?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/328010472072069036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/la-tragedia-libia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/328010472072069036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/328010472072069036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/la-tragedia-libia.html' title='LA TRAGEDIA LIBIA'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-4369820935270367441</id><published>2009-03-29T14:02:00.000-07:00</published><updated>2009-03-31T02:49:44.404-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alemanno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pigneto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mario mori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='roma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambulanti'/><title type='text'>LA ROMA DI ALEMANNO IN TRE LUOGHI</title><content type='html'>&lt;span&gt;Qualche riflessione su come è cambiata la Capitale, a quasi un anno dall'arrivo del nuovo sindaco.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I MARCIAPIEDI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ma dove sono finiti gli ambulanti?" &lt;/span&gt;Mi chiedeva qualche giorno fa, un'amica di ritorno da un periodo di studio in un'altra città italiana. Già, mi sono ricordata, i senegalesi con le borse e i cd, non si vedono quasi più tra i marciapiedi romani. Nel passare dell'inverno, io neanche ci avevo fatto caso che era cambiato il panorama cittadino. Ma lei, di ritorno dopo mesi, ha notato la visibile differenza. I senegalesi e i bengalesi sono svegli e sanno organizzarsi: è vero che in alcune zone sono rimasti, ma per farli semi scomparire, le forze dell'ordine devono avergli fatto parecchia paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;BUS E METRO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da due settimane sono giunti&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; gruppi di controllori&lt;/span&gt;: io mi sono trovata alle 21,30 di sera a viaggiare sul un bus, da sola, con 3 addetti alla verifica del titolo di viaggio. Come promotrice dell'uso dei mezzi pubblici, sono favorevole a che la gente si abitui a comprare il biglietto. Ma quella presenza massiva a quell'ora, quel modo vagamente aggressivo, di chi è in gruppo, mi ha messo un po' d'inquietudine. Mi sono poi ricordata di padre Giovanni, presidente del centro Astalli (per l'accoglienza e l'assistenza ai rifugiati politici), che nell'ufficio legale dell'associazione mi ha mostrato 3-4 sacchi pieni di multe, prese dai richiedenti asilo politico (che hanno la residenza al centro astalli e per 6 mesi dalla presentazione della domanda di protezione internazionale non possono lavorare). Piuttosto che restare fermi per 6 mesi dentro al centro d'accoglienza, i rifugiati avevano osato prendere l'autobus senza biglietto e, non avendo dallo stato alcun sussidio contante, preso la multa (anche perchè l'atac non ha mai accolto la proposta di Padre Giovanni  di fare una convenzione con il centro Astalli). Chissà quanti diventeranno ora i sacchi delle multe, nell'ufficio di padre Giovanni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I "RITROVI"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si è finalmente ripopolata la via pedonale del Pigneto. Vinerie, kebab, bar aperti fino a tardi e viavai "alternativo". Ma questa primavera c'è una sorpresina in più: una fiammante auto della municipale parcheggiata in bella vista proprio sulla via pedonale, che è il principale luogo di ritrovo di giovani vagamente fricchettoni della Capitale. Mi si dirà che il Pigneto, con l'alta percentuale di abitanti immigrati, puo' essere luogo di scontri o aggressioni, come quella a un negozio bengalese qualche mese fa. Sarebbe un pensiero carino mettere le forze dell'ordine a tutelare gli immigrati in un momento come questo. Ma non credo proprio sia il caso: soprattutto nella via pedonale non ci sono bottegucce etniche, ma solo piazzole di svago nelle quali si girava al massimo qualche innocente canna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ORDINE E LEGGE (E INQUIETUDINE)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Insomma, guardie ovunque e per tutti.  Il comune ha approvato (primi di marzo) un regolamento che limita il percorso delle manifestazioni: "per conciliare l'esercizio delle libertà democratiche, con la vivibilità della città". C'è un aspetto più ordinato delle cose, questo si. Ma dietro? Io non mi sento affatto sicura. Perchè percepisco una strana sensazione, mai provata. L'impressione è che senza farcene accorgere, ci stanno cominciando a nascondere un po' di cose. Un po' di realtà spiacevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ecco il link ad un interessante&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;inchiesta dell'Unità intitolata "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;LO SCERIFFO DI ROMA&lt;/span&gt;". Ovvero il generale&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Mario Mori&lt;/span&gt;, prefetto in pensione, già comandante del Sisde, il servizio segreto civile, e del Ros dei carabinieri, da settembre a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;capo dell'«Ufficio extradipartimentale Coordinamento delle Politiche per la Sicurezza» &lt;/span&gt;&lt;span&gt;capitolino.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;Nomina ottenuta poco dopo il rinvio a giudizio per&lt;span&gt; favoreggiamento nei confronti del capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;L'inchiesta mostra l'assoluta mancanza di trasparenza delle attività di tale ufficio, nonchè delle procedure attuate per formare una struttura amministrativa cui si erano opposti i presidenti di regione e provincia, nonchè il prefetto di Roma Carlo Mosca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona lettura:&lt;br /&gt;http://www.unita.it/news/80534/lo_sceriffo_di_roma&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-4369820935270367441?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/4369820935270367441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/in-tre-luoghi-della-roma-di-alemanno.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4369820935270367441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/4369820935270367441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/in-tre-luoghi-della-roma-di-alemanno.html' title='LA ROMA DI ALEMANNO IN TRE LUOGHI'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-3998199463049744962</id><published>2009-03-23T06:48:00.000-07:00</published><updated>2009-04-02T01:10:01.571-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenza caffarella'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunicazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rumeni'/><title type='text'>CAFFARELLA: PERCHE' LOYOS IL BIONDINO CONFESSO'?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SdRywc8C2II/AAAAAAAAAFo/QkXAlvBtYy8/s1600-h/vignetta+rumeni.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 285px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SdRywc8C2II/AAAAAAAAAFo/QkXAlvBtYy8/s320/vignetta+rumeni.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320003236558723202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gennarocarotenuto.it/" id="linktestata"&gt; &lt;/a&gt;                   &lt;p&gt;In generale non mi piace pubblicare su un blog personale articoli di altri. Ma alcuni post del giornalista Gennaro Carotenuto (blog "Giornalismo Partecipativo") sono troppo giusti, originali e stimolanti, nella loro linearità. Mi vien da dire che l'autore ha il potere di farci rendere conto di cose che accadono davanti agli occhi. Ma leggete e commentate!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di Gennaro Carotenuto, sabato 21 marzo 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chiunque con un minimo di sale in zucca e un po’ di onestà intellettuale si domanda se è giusto dedicare così tante prime pagine ad un solo stupro da cinque settimane a questa parte e zero righe, o piccole brevi, alle decine o centinaia di altre ragazze e donne stuprate in Italia in queste settimane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Su questo piano è evidente che sono sempre necessarie considerazioni su due aspetti: 1) l’uso politico dei romeni che stuprano una minorenne italiana, perfetti per tener desto l’allarme sicurezza; 2) la spettacolarizzazione del caso, ovvero l’uscita dal contesto informativo per entrare in un contesto seriale per il quale si segue quella storia a puntate fino alla soluzione del giallo ma non si segue un’altra storia analoga che va in onda su di un altro canale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel caso della Caffarella però è a questo punto necessario esprimere un dubbio terribile che se confermato sarebbe un’onta per un paese civile e uno stato di diritto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perché Alexandru Loyos, al secolo “il biondino”, confessò uno stupro che sicuramente non aveva commesso per ritrattare dopo poche ore? Quando la prova del DNA testimoniò che i due presunti mostri, Loyos e Karol Racz (faccia da pugile) erano innocenti (almeno dallo stupro) il primo fu accusato di essersi autocalunniato per proteggere i veri autori dello stupro descritti come potenti e minacciosi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Adesso sappiamo (sappiamo?) che gli autori dello stupro erano altri due balordi, due giovanissimi immigrati disgraziati come il pugile e il biondino, la qual cosa fa cadere anche la pallida tesi dell’autocalunnia. Loyos e Racz restano ancora in galera e non si sa più bene perché. Quello che non vale per i presunti colpevoli (il carcere preventivo) vale invece per sicuri innocenti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma soprattutto: perché Loyos confessò lo stupro? Cosa fece così paura a quello che oramai è a tutti gli effetti un’altra vittima di questa vicenda oltre alla quattordicenne stuprata? Molti temono che sia successo qualcosa di terribile non solo nel Parco della Caffarella ma anche nel Commissariato dove fu cucinata una verità ufficiale buona per i media e la politica, ma che non ha retto a nessuna verifica e che non era degna di un paese civile e di uno stato di diritto. Serviva urgentemente un mostro, ma forse il mostro in quel Commissariato non era Loyos.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Leggiamo la denuncia del gruppo &lt;a href="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2009/2/27_Stupro_Caffarella._Caso_grave_ed_emblematico_di_giustizia_razziale.html"&gt;Everyone&lt;/a&gt; in merito.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-3998199463049744962?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/3998199463049744962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/caffarella-perche-loyos-il-biondino.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/3998199463049744962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/3998199463049744962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/caffarella-perche-loyos-il-biondino.html' title='CAFFARELLA: PERCHE&apos; LOYOS IL BIONDINO CONFESSO&apos;?'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/SdRywc8C2II/AAAAAAAAAFo/QkXAlvBtYy8/s72-c/vignetta+rumeni.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-585941158203278191</id><published>2009-03-22T11:13:00.000-07:00</published><updated>2009-03-22T13:08:45.416-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='21 marzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primavera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='parco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='correre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sera'/><title type='text'>CORRERE, DI SERA A PRIMAVERA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScaUUcxb0XI/AAAAAAAAAEg/AtjQT8DoeXI/s1600-h/images.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 150px; height: 104px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScaUUcxb0XI/AAAAAAAAAEg/AtjQT8DoeXI/s400/images.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316099489199280498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Con la primavera riprendo quest'appuntamento meraviglioso. Ogni fine settimana, se non vado fuori Roma, mi obbligo a 40 minuti di corsa al parco. L'orario più bello, per me è il tardo pomeriggio preludio alla sera che scende piano piano. Così, mentre corri, osservi la natura che intorno cambia i colori, i rumori.  Ci sono ancora gruppetti  di ragazzi, mamme con passeggini, ma radi ormai, permettono di ascoltare e vedere. I bagliori gialli dei lampioni sono miriadi di imitazioni del  sole al tramonto, che dipingono le cortecce dei pini. I tronchi, i rami, sono sagome sempre più nere che disegnano armoniche linee, incorniciando prati, fronde, foglie di ogni forma. Verde su verde e qua e là qualche spruzzo di margherite. Che il traguardo del 21 marzo è passato. Ma la cosa più bella è il vento che sferza la faccia, mentre la pelle, abituata al calore da schermo del pc, gode di una quasi dimenticata sensazione di natura. Basta un parco! Pensavo di non resistere a lungo, nella corsa questa sera, invece le mie gambe andavano e andavano, coscienti di fare un regalo a sè stesse e a tutto il corpo. Un'energia che non faceva sentire la stanchezza, ma quasi ne gioiva, come corressi dietro a tutti i desideri irrealizzati, le mete stabilite, i sogni ancor troppo lontani. Ma quell'inseguimento, che un doloretto all'ernia ha potuto solo rallentare, spazzava via tutte le arrabbiature soffocate, tutti i dispiaceri interiorizzati, tutti i pensieri di troppo..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-585941158203278191?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/585941158203278191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/correre-al-parco-la-sera.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/585941158203278191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/585941158203278191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/correre-al-parco-la-sera.html' title='CORRERE, DI SERA A PRIMAVERA'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScaUUcxb0XI/AAAAAAAAAEg/AtjQT8DoeXI/s72-c/images.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-8913935507718299197</id><published>2009-03-21T13:12:00.000-07:00</published><updated>2009-03-21T17:24:05.884-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='discriminazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='razzismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rom'/><title type='text'>DALLA SPAGNA RICETTE SEMPLICI, CONTRO IL RAZZISMO</title><content type='html'>Sentivo alla trasmissione "prima pagina" di radioTre, la scorsa settimana condotta da Tito Boeri (coordinatore del sito di informazione lavoce.info), che in Spagna i media non sono autorizzati a dare la nazionalità dei responsabili dei crimini di cui parlano. I paesi di provenienza dei criminali, reato per reato, vengono fatti conoscere solo attraverso le statistiche ufficiali. Non si tratta quindi di censura, ma di un metodo d'informazione che che dà ai lettori-ascoltatori, una fotografia reale dei fatti. Secondo Boeri, questa semplice regola ha determinato nella penisona iberica una diminuzione esponenziale di episodi razzisti. Soprattutto nei confronti dei Rom, che in Spagna sono molti di più che in Italia (circa 700.000 contro i nostri 150.000). Dello straordinario (in confronto all'Italia) grado di integrazione dei rom spagnoli ha parlato recentemente Presadiretta, il programma d'inchiesta condotto da Riccardo Iacona (le 6 puntate sono in streaming su www.presadiretta.rai.it). A vedere il documentario, le ricette della Spagna contro discriminazione e criminalità sembrano semplici: uno speciale reparto delle forze dell'ordine chiamato "unità di polizia di convivenza", intermediazione per evitare la speculazione negli affitti delle case ai rom (che favorisce gli accampamenti),  programmi di inserimento al lavoro seri ed efficaci (dal 2000, 36.000 persone rom seguite e 25.000 contratti di lavoro stipulati): in questo modo sono stati spesi i contributi dell'Unione Europea, ma anche dello Stato e delle comunità autonome. E' è un paese che ha due deputati rom e centinaia di giovani sinti e rom laureati.  "E' questo che deve fare l'Italia, ma non è qualcosa che si realizza dal giorno alla notte!", dice il primo deputato rom spagnolo, ora eletto anche al parlamento europeo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-8913935507718299197?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/8913935507718299197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/dalla-spagna-due-ricette-semplici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/8913935507718299197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/8913935507718299197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/dalla-spagna-due-ricette-semplici.html' title='DALLA SPAGNA RICETTE SEMPLICI, CONTRO IL RAZZISMO'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-468815595475905122</id><published>2009-03-20T11:40:00.000-07:00</published><updated>2009-03-21T13:11:35.731-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alessandra mussolini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vaccinazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pacchetto sicurezza'/><title type='text'>SE CI SALVA  IL PEDIATRA DELLA MUSSOLINI</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"La lettura attenta del testo (comma 5 del decreto sicurezza) dice che chiunque eserciti un incarico pubblico dovrà denunciare l'immigrato clandestino che si rivolgerà a lui. L'incaricato di pubblico servizio può essere il medico, ma anche l'insegnante. E che facciamo? Pretendiamo che i bambini vadano a scuola e poi denunciamo i loro genitori che sono clandestini? Questa è una trappola."&lt;/span&gt;(Alessandra Mussolini intervistata da L'Unità ieri)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due giorni fa, un appello della Mussolini per chiedere al presidente del consiglio "indispensabili correzioni ad una norma inaccettabile", ha raccolto  in poche ore le firme di 170 deputati del Pdl.&lt;br /&gt;La stessa norma che è stata approvata dal Senato qualche settimana fa (insieme ad altri articoli vergogna come il divieto di sposare immigrati irregolari), senza che né chiesa, né associazioni, né opposizione, siano riusciti a smuovere una virgola. Senza che la Mussolini, presidente della Commissione Infanzia, avesse notato il comma 5 del decreto sicurezza e le sue conseguenze. Ma la parlamentare in questi giorni ha portato il figlio  piccolo dal pediatra. Che gli ha raccontato del crollo delle vaccinazioni da quando si parla del pacchetto sicurezza. Di qui l'illuminazione: "Mi sono fatta spiegare ed ecco la lettera", ha detto all'Unità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non serviva lei per capire che alcuni diritti, in primo luogo i diritti dei bambini, non hanno colore politico. Ma per farlo capire, avevamo bisogno del suo pediatra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-468815595475905122?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/468815595475905122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/se-ci-salva-forse-il-pediatra-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/468815595475905122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/468815595475905122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/se-ci-salva-forse-il-pediatra-della.html' title='SE CI SALVA  IL PEDIATRA DELLA MUSSOLINI'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-6425681960638418353</id><published>2009-03-18T16:01:00.001-07:00</published><updated>2009-03-18T16:56:43.279-07:00</updated><title type='text'>L'ITALIA ACCANTO: MOSTRA FOTOGRAFICA A PIAZZA VITTORIO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScF9eMW7yUI/AAAAAAAAADw/vymlJrwg9E4/s1600-h/ITALIA+accanto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 400px; height: 140px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScF9eMW7yUI/AAAAAAAAADw/vymlJrwg9E4/s400/ITALIA+accanto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314666992940861762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Indiani, polacchi, cinesi. Ecuadoregni e bengalesi. Che lavorano, celebrano i loro riti, semplicemente vivono. Senza far rumore, nè diventare "notizia". E' questa "L'ITALIA ACCANTO" che il mio amico, il giornalista Carlo Moccaldi, racconta da anni con parole e immagini. Dedicando al fenomeno migratorio l'attenzione e l'amore di uno studioso, al posto della superficialità con cui generalmente gli si approccia il cronista. Per questo, pur non avendo ancora visto le 42 fotografie della mostra che sarà inaugurata domani e durerà fino a domenica 22 marzo, consiglio di visitarla. Per godersi l'esposizione poi, non sono necessarie file, biglietti e lunghe attese: basta una passeggiata lungo i portici di Piazza Vittorio. E, a sorpresa, si vedrà rappresentata l'umanità che vi scorre intorno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-6425681960638418353?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/6425681960638418353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/indiani-polacchi-cinesi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6425681960638418353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6425681960638418353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/indiani-polacchi-cinesi.html' title='L&apos;ITALIA ACCANTO: MOSTRA FOTOGRAFICA A PIAZZA VITTORIO'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScF9eMW7yUI/AAAAAAAAADw/vymlJrwg9E4/s72-c/ITALIA+accanto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-1430830716931425287</id><published>2009-03-17T15:25:00.000-07:00</published><updated>2009-03-23T07:28:45.371-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foad Aodi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aldo Morrone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esperino Montino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambulatori clandestini'/><title type='text'>COSA TEMERE? (L'AMBULATORIO) CLANDESTINO</title><content type='html'>&lt;a style="font-family: verdana;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScGKcXY2OLI/AAAAAAAAAEQ/M55SNH7uFHk/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 141px; height: 100px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScGKcXY2OLI/AAAAAAAAAEQ/M55SNH7uFHk/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314681255193098418" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dunque, come è andato a Roma questo "Noi non segnaliamo day"? Al presidio 9-11 di mattina, prevedibilmente pochi con le bandiere con il logo dell'evento (mi han detto, perchè neanche io son riuscita a passare). Molti media però alla conferenza stampa, dove alla voce dei medici promotori della campagna, si è aggiunta quella del vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, Esperino Montino, nel chiedere al parlamento di non votare il provvedimento che permette agli operatori sanitari di denunciare gli stranieri irregolari. E' stata anche distribuita la fotocopia dell'ordine del giorno con cui il consiglio regionale si impegna, nel caso il provvedimento diventi legge, a promuovere e tutelare l'obiezione di coscienza nelle strutture sanitarie del territorio. Seguendo l'esempio di molte altre regioni italiane (prima è stata la Puglia di Vendola), anche l'organo rappresentativo del Lazio conferma l'inutilità e l'ideologismo del contestato comma 5 del decreto sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sostenere la fondatezza della sua posizione la regione ha reso noti dei dati sull'utilizzo del sistema sanitario da parte degli Stp (Stranieri Temporaneamente Presenti), come vengono registrati gli immigrati irregolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- nel 2007 solo 10.012 Stp, corrispondenti allo 0,93 per cento dei beneficiari totali, hanno utilizzato il servizio sanitario regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- tra questi, la prima causa di ricovero per gli uomini (30 per cento) è costituita dai traumatismi (quindi spesso causati da incidenti sul lavoro, spesso provocati da condizioni lavorative insicure, spesso rese possibili da datori di lavoro italiani..)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il 50 per cento delle donne Stp sono invece state assistite per cure relative alla salute riproduttiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il 70 per cento dei ricoveri degli Stp è effettuato in urgenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dati che escludono l'abuso delle strutture sanitarie da parte degli stranieri irregolari, di cui ha tanto parlato la lega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Si possono ipotizzare 15.000 aborti clandestini annui”, ha affermato Aldo Morrone, direttore generale dell'Istituto Nazionale per la Salute dei Migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foad Aodi, presidente dell'Amsi (Associazione Medici di origine Straniera in Italia) ha raccontato di un ambulatorio clandestino, creato da un immigrato latinoamericano per curare connazionali irregolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sua voce e negli sguardi delle decine di medici con esperienza e di giovani specializzandi presenti, la preoccupazione per la nascita di un circuito sanitario clandestino. Quello si, sarà pericoloso. Per tutti.&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 12"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 12"&gt;&lt;link style="font-family: verdana;" rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CMoni%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:officedocumentsettings&gt;   &lt;o:relyonvml/&gt;   &lt;o:allowpng/&gt;  &lt;/o:OfficeDocumentSettings&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;link style="font-family: verdana;" rel="themeData" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CMoni%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_themedata.thmx"&gt;&lt;link style="font-family: verdana;" rel="colorSchemeMapping" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CMoni%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtmlclip1%5C01%5Cclip_colorschememapping.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt; 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(L&apos;AMBULATORIO) CLANDESTINO'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScGKcXY2OLI/AAAAAAAAAEQ/M55SNH7uFHk/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-8700271209731758747</id><published>2009-03-16T14:02:00.000-07:00</published><updated>2009-03-18T16:51:28.569-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='noi non segnaliamo day'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immigrati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='simm'/><title type='text'>NOI NON SEGNALIAMO DAY</title><content type='html'>&lt;meta equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;title&gt;&lt;/title&gt;&lt;meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 3.0  (Win32)"&gt;&lt;meta name="CREATED" content="0;0"&gt;&lt;meta name="CHANGED" content="0;0"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; 	&lt;!-- 		@page { margin: 2cm } 		A:link { so-language: zxx } 	--&gt; 	&lt;/style&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Suona come il l'estremo appello della società italiana che possa definirsi “civile”. Ultima richiesta di presa di coscienza alla popolazione, ma anche grande gesto di vitalità di importanti e rappresentative organizzazioni umanitarie e professionali. Sarà tutte questo cose, la giornata di mobilitazione “Noi non segnaliamo day”, promossa per domani 17 marzo in 20 città italiane da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Medici senza frontiere&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Società italiana di medicina de&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScGI2nlutEI/AAAAAAAAAEA/N7piUzHMXmU/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 150px; height: 106px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScGI2nlutEI/AAAAAAAAAEA/N7piUzHMXmU/s400/images.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314679507195442242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;lle migrazioni (Simm)&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Associazione studi giuridici sull'immigrazione&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Osservatorio italiano di salute globale&lt;/span&gt;. Organizzazioni di medici dalle competenze diverse si sono unite per chiedere alla Camera dei deputati di non approvare definitivamente il provvedimento di legge, già passato al Senato, che permette ai medici di denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono loro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Pochi giorni fa, i&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;l&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt; 12 marzo, in occasione della visita in Italia (per una missione di monitoraggio a Lampedusa) del commissario europeo a &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Giustizia Libertà e Sicurezza &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;b&gt;Jaques Barrot&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt; una delegazione della Simm l'ha incontrato per sollecitare un suo intervento per l'abolizione della norma, nei confronti dell’on. Maroni che avrebbe in&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana,sans-serif;"&gt;contrato successivamente. Due i punti sottolineati dai medici:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,sans-serif;font-size:100%;"  &gt;negazione 	di un diritto da 13 anni ben consolidato in Italia;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; 	&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana,sans-serif;font-size:100%;"  &gt;paura da parte 	dell’immigrato irregolare a rivolgersi alle strutture pubbliche 	con un calo degli accessi già verificatosi e conseguente problema 	di salute pubblica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana,sans-serif;"&gt;E’ stato sottolineato, infine, come il discorso non è ideol&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;ogico ma sanitario e di tutela di un diritto umano. Dalla Simm affermano che la reazione di Barrot è sembrata favorevole alle istanze presentate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Verdana;"&gt;Come spesso nelle questioni riguardanti le minoranze, i medici hanno cercato appoggio in quell'unica istituzione che, anche se recentemente sempre di meno, è stato finora l'unico ostacolo alla deriva  meschinamente indifferente, tristemente razzista, del nostro paese. Dalla mobilitazione di domani, si attende stupefacente smentita.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-8700271209731758747?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/8700271209731758747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/noi-non-segnaliamo-day.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/8700271209731758747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/8700271209731758747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/noi-non-segnaliamo-day.html' title='NOI NON SEGNALIAMO DAY'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScGI2nlutEI/AAAAAAAAAEA/N7piUzHMXmU/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-6256531882834004935</id><published>2009-03-15T03:49:00.000-07:00</published><updated>2009-03-15T05:26:38.380-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='medici senza frontiere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='adozioni a distanza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi dimenticate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sudan'/><title type='text'>UNA CRISI DIMENTICATA, LA MIGLIORE ADOZIONE A DISTANZA</title><content type='html'>In principio erano solo i bambini e le bambine carini ma poveri di Africa, America Latina e Asia, che sorridevano nelle fotografie sui comodini dei padrini-sostenitori del "nord del mondo". Poi, il grande successo di questa forma di sostegno economico ha portato molte ong ad adottare nuove formule: "adotta una madre", "adotta un nonno", "adotta un villaggio".. Non che non siano utili i fondi raccolti così, soprattutto quando ad essere adottato è un progetto di formazione (che evita di trasmettere ai bambini il messaggio che riceveranno soldi in quanto poveri). Ma la forma di sostegno che credo più importante oggi è quella provocatoriamente proposta da Medici Senza Frontiere (Msf) con la campagna "Adotta una crisi dimenticata". La campagna parte da un rapporto, il quinto dell'organizzazione umanitaria sul tema, che contiene una "Top Ten" delle crisi dimenticate dai media nel 2008. Da questa vediamo che le crisi citate non sono proprio sconosciute. Di una buona metà (Zimbabwe, Myanmar, Congo orientale, Sudan e Somalia), se ne è anche parlato molto,  tuttavia, solo per alcuni giorni, quelli chiamati "l'apice della crisi". Poi più nulla. Perchè anche se i morti, le battaglie, le epidemie continuano e si aggravano, dopo quel tot di tempo non fanno più notizia. A noi però, da casa, pare che le cose si stiano aggiustando e ci tranquillizziamo, non ci pensiamo più. Poi vi sono le crisi di cui si è parlato, ma non con attenzione alle vittime, bensì alle polemiche che hanno suscitato inItalia o negli Usa: quella del Pakistan nord occidentale e quella dei civili irakeni. Infine c'è il tipo di crisi dimenticata più emblematica di tutte: quella di cui si parla perchè c'è un rapito italiano di mezzo, vedi Somalia con le due suore. A confermarlo, proprio a due giorni dalla presentazione del rapporto, c'è stato il rapimento in Sudan proprio dell'operatore umanitario di Msf, fortunatamente subito rilasciato. Appunto, il Sudan era un'altra delle peggiori crisi citate nella top ten del rapporto. Msf scrive che la campagna "&lt;em&gt;Adotta una crisi dimenticata&lt;/em&gt;" coinvolgerà i mezzi di comunicazione (soprattutto i tg, Rai e Mediaset, che fanno registrare un costante calo dell'attenzione alle situazioni umanitarie: dal 6 % del 2006 al 10 % del 2008), ma anche le scuole di giornalismo e le università. Durerà dodici mesi, fino a marzo del 2010, quando MSF, in occasione del prossimo rapporto sulle crisi dimenticate, presenterà i risultati ottenuti. Poche speranze, visti i tempi che corrono. Ma importante è che l'appello è stato lanciato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-6256531882834004935?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/6256531882834004935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/ladozione-piu-importante.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6256531882834004935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6256531882834004935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/ladozione-piu-importante.html' title='UNA CRISI DIMENTICATA, LA MIGLIORE ADOZIONE A DISTANZA'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-6040821868947453100</id><published>2009-03-14T06:27:00.000-07:00</published><updated>2009-03-22T13:16:29.228-07:00</updated><title type='text'>Rifugiati, di guerra in guerra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sb9xO7WfNbI/AAAAAAAAADY/x9nX8zLERZA/s1600-h/centro-sudanesi-263.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sb9xO7WfNbI/AAAAAAAAADY/x9nX8zLERZA/s320/centro-sudanesi-263.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314090586584593842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;“Perchè Maws, dopo 10 anni di arresti illegali e torture, hai deciso di continuare l'att&lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;ività politica?” Il giovane ingegnere africano, costretto a lasciare un'esistenza agiata, patria e famiglia, per un posto in un centro di accoglienza italiano e quotidiane angosce per un permesso di soggiorno e un lavoro, non esita: “Quando credi in qualcosa, non puoi abbandonarlo solo per paura. Se fai il giusto, Dio ti dà la forza per affrontare tutto”. Parole che suonano da film di altri tempi, ma il ragazzo non sta recitando. Semplicemente, appartiene a un mondo lontano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008 in Italia sono stati oltre 30.000 i richiedenti asilo politico come Maws. Uomini, donne e minorenni, provenienti in gran parte dall’Africa subsahariana, ma anche, in misura crescente Paesi asiatici, in particolare dall’Afghanistan. Abbandonano le proprie vite e famiglie a causa di conflitti politici, etnici o religiosi. Arrivano stipati in un'imbarcazione, legati sotto un camion o su un aereo. Le loro storie sono diversissime ma accomunate da conflitti, imprigionamenti illegali e torture. E nuove battaglie nel Paese d'accoglienza: prima per il riconoscimento dello status di rifugiato e poi per l'integrazione sociale. Si inizia con il colloquio davanti a una delle sette Commissioni Territoriali per la valutazione della domanda di protezione internazionale. Quindici minuti per illustrare vicende politiche e personali che hanno portato alla fuga e 2-3 mesi d'attesa per la risposta. Che significherà l'inizio di un'altra vita o quello di una nuova fuga. Secondo la convenzione di Ginevra del 1951, l'asilo politico viene accordato al richiedente che fugge da guerre o dittature ed è individualmente perseguitato. La protezione sussidiaria spetta invece a chi rischierebbe un danno grave tornando nel proprio Paese. Il diniego è il rifiuto della protezione, ma la commissione può contestualmente richiedere al questore il rilascio di un “permesso di soggiorno per motivi umanitari”. Nel 2007 su 13.509 domande esaminate, solo il 10,42 per cento ha ottenuto l'asilo o la protezione sussidiaria, il 36,33 per cento sono state rifiutate senza alcuna protezione e il 46,77 per cento ha avuto un diniego con protezione umanitaria.Dalla richiesta di asilo, per sei mesi i richiedenti non possono lavorare. Per questo la direttiva 2003/9/CE dell’Unione Europea indica le norme minime per la loro accoglienza. Compito esplicato solo parzialmente dall'Italia, come risulta dall'ultimo rapporto del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar): nel 2007 sono state 6.284 le persone accolte nei 3.041 posti dello Sprar. Gli oltre 8000 rimasti fuori, sono stati accolti in strutture di associazioni umanitarie o costretti alla strada.&lt;span style="" lang="IT"&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La migrazione forzata: Maws, passione e politica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Al chiedergli cosa lo ha condotto in Italia, il suo sguardo profondo si fa serio e le parole si animano di una convinzione che non lascia posto alla rassegnazione dell'esilio. Maws viene dal Togo, dove l'attuale capo dello stato è il figlio di quel Gnassingbé Eyadema che ha preso il potere con un colpo di stato militare nel 1967, facendo uccidere Sylvanus Olympio, il primo presidente eletto dopo l'indipendenza. Una dittatura durata decenni grazie a “violazioni dei diritti umani da parte dei militari” e ”l'appoggio fornito dalla Francia al governo di Eyadema”, come ha sempre denunciato Amnesty International. La domanda d'asilo di Maws documenta come a diciannove anni sia stato imprigionato illegalmente e torturato per ottenere i nomi di membri del partito d'opposizione, l'Ufc (Unione delle Forze per il Cambiamento), di cui fa parte. Tre mesi di reclusione in una piccola cella con decine di prigionieri, sigarette spente sul viso e sul corpo e corde che lo hanno immobilizzato e fatto trainare da un camion. Ferite profonde sul corpo e incancellabili nell'anima, ma una volta liberato, Maws ha rafforzato il suo attivismo politico, alternando la vita di universitario con viaggi nelle aree rurali del Togo, per diffondere le idee del partito. Per tre volte è stato di nuovo fermato dai militari: prima avvertito, poi picchiato ferocemente, quindi minacciato, questa volta di morte. Quando i militari sono venuti nuovamente a cercarlo a casa, è stato il partito a mandarlo via: prima in Ghana e poi, per maggiore sicurezza, in Italia, con un aereo diretto a Roma – Fiumicino. Comincia così l'esistenza da profugo che non avrebbe mai immaginato, tra notti in strada, l'incontro con associazioni e centri di prima accoglienza. E' proprio in un centro che poco dopo il suo arrivo Maws fa un incontro inaspettato: Patrik un ragazzo del suo quartiere che ultimamente non frequentava perché come poliziotto, lavorava per il governo. Patrik gli racconta che le autorità avevano deciso di affidargli il compito di far sparire i corpi degli oppositori politici uccisi, portandoli nella foresta, in pasto ai felini. Un compito che considerava intollerabile ma, conoscendo il segreto, se lo rifiutava  sarebbe stato ucciso. Così anche per lui, l'unica scelta possibile è diventata la fuga. Allontanati in patria, Maws e Patrik si sono riuniti in un paese straniero, dopo aver compiuto lo stesso sacrificio estremo, di libertà.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'accoglienza:  tra irregolarità e solidarietà&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L'avventura italiana di Maws è il percorso (a ostacoli) verso il compimento dell'articolo 10 della Costituzione che recita “lo straniero al quale sia impedito nel suo Paese l'esercizio delle libertà democratiche, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica”. Dopo aver presentato la domanda d'asilo alla Commissione Territoriale competente, il giovane è stato convocato per l'audizione, ma invece dei quattro commissari previsti per legge (rappresentanti di Prefettura, Polizia di Stato, Comune e Alto Commisariato Onu per i Rifugiati) si è trovato di fronte a un solo membro giudicante. Un'irregolarità che risulta frequente: hanno riferito di essere stati ascoltati da un solo commissario, il 31,3 per cento dei diniegati, intervistati per la ricerca “Presenze  trasparenti”, realizzata nel 2007 dai Centri di Servizio per il Volontariato nel Lazio (Cesv). Maws racconta inoltre, che il commissario parlava continuamente al telefonino, interrompendolo spesso. Il diniego pervenuto al ragazzo due mesi dopo, motiva “gli avvenimenti raccontati non appaiono credibili”, senza considerare il certificato dell'associazione “Medici contro la Tortura”, secondo cui le cicatrici che Maws ha sul corpo sono “inequivocabilmente causate da atti violenti compiuti sulla persona in condizioni di non difendersi”. Grazie alla disponibilità di un giovane avvocato segnalato dall'associazione Centro Astalli, Maws ha fatto ricorso. Ma nell'attesa della risposta, la questura di Roma si rifiuta di rinnovargli il permesso di soggiorno: non può lavorare se non in nero e i responsabili del centro che lo accoglie rischiano sanzioni penali. E' diventato un “irregolare”, a causa di irregolarità altrui. E le cose potrebbero andare peggio in futuro: l'attuale proposta di legge sull'asilo prevede limitazioni ai ricorsi dei richiedenti rifiutati in prima istanza e la possibilità di immediata espulsione nel Paese da cui sono fuggiti. Mentre le associazioni impegnate a fianco dei rifugiati, riunite nel Tavolo Asilo, lavorano per modificare tale testo e chiedono una legge organica in materia (l’Italia è l’unico Paese europeo a esserne privo), Maws aspetta: un permesso di soggiorno, di lavoro e di vita.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'integrazione: Mary, lotta ai pregiudizi e nostalgia&lt;/strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sb9z6-b5a3I/AAAAAAAAADg/9WpYCTQdJc8/s1600-h/casa-di-giorgia-037.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 224px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sb9z6-b5a3I/AAAAAAAAADg/9WpYCTQdJc8/s320/casa-di-giorgia-037.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314093542350089074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Mary preparati, stasera nel tuo piano arrivano settanta donne con bambini da Lampedusa”. L'operatrice del centro di accoglienza comunica le novità dovute all'emergenza sbarchi estiva e la giovane rifugiata ripensa al giorno del suo arrivo in Italia: “Volevo tornare indietro, non sopportavo l'idea di abbandonare il mio Paese”. Mary, 35 anni, della Costa d'Avorio, ha un volto curato e luminoso che si adombra quando, parlando del fratello ambasciatore o del marito, aggiunge che sono morti, “uccisi”. Parla del suo Paese “pieno di ricchezze”, tanto da mandare aiuti alle altre nazioni africane e accogliere 8 milioni di immigrati, fino allo scoppio della guerra civile nel 2002. La guerra tra le truppe del governo di Laurent Gbagbo e i ribelli delle Forze Nuove ha provocato oltre 3000 morti e, come sottolinea il rapporto 2007 di Amnesty International, “particolare violenza contro le donne, da entrambe le fazioni”. Mary dice di aver resistito anni, sperando che le truppe francesi e i 10.000 caschi blu della missione dell'Onu portassero stabilità, ma che “troppi interessi economici, come il petrolio nel golfo di Guinea”, hanno prevalso sul benessere della popolazione.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La giovane ha ottenuto l'asilo politico in Italia, grazie ai documenti rilasciati dai soldati francesi che l'hanno liberata dal carcere. Racconta di aver ricevuto molto aiuto e affetto nel centro dove è stata accolta, “ma fuori, in strada, o sull'autobus c'è gente che ti guarda con disprezzo e arriva a dirti di tornare al tuo Paese: molti italiani non sanno cosa vuol dire essere rifugiato”. Oggi la sua più grande preoccupazione è trovare un lavoro, ma il riconoscimento del diploma da infermiera, che deve passare per la rappresentanza diplomatica italiana in Costa d'Avorio, tarda ad arrivare. Così, mentre lavora part-time in una casa privata, dà una mano ad altri rifugiati, soprattutto donne con bambini. In attesa di ricostruirsi una vita e “fare qualcosa, anche da qui, per il mio Paese”.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il viaggio di Abdul e la Convenzione di Dublino&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quando arriva all'intervista, fisico fragile e sguardo timido, non lascia immaginare l'avventuroso viaggio durato anni, che lo ha portato in Italia. Iniziato quando la madre, sola perché il padre era andato in guerra, lo affidò undicenne a una famiglia amica in partenza per il Pakistan. “Mi hanno trattato come un figlio, ma quando sono finiti i soldi ho dovuto trovare un lavoro”, racconta Abdul che a dodici anni, con altri coetanei, ha cominciato a scavare in una miniera pakistana. Per sei mesi, fino a quando una ferita sulla mano lo ha costretto lasciare il lavoro e il paese. “Ho trovato dei passaggi in macchina, fino a Teheran – dice – c'è solidarietà dalle mie parti, mica come in Italia, dove pensano che vuoi solo rubargli..”. A Teheran, con altri piccoli migranti come lui lavora come muratore, “ma quando è uscita una legge per l'espulsione degli immigrati illegali, con alcuni compagni siamo dovuti fuggire”. Dieci giorni di cammino, per attraversare il confine con la Turchia, accompagnati da membri della locale mafia, “come quella italiana, solo che lì se ti uccidono non interessa a nessuno!”. Quindi il pericolosissimo passaggio in mare per la Grecia: “Con altre 20 persone su un gommone bucato, dovevo tappare il foro con un dito, non pensavo che ce l'avrei fatta. Ma non avevo altra scelta”. Arrivato in Grecia viene rinchiuso tre mesi in un Centro di Permanenza Temporanea, in attesa di identificazione: “Con africani e altri afgani, mangiavamo un pezzo di pane, una volta al giorno”. Rilasciato con l'ordine di  andarsene dal paese entro 20 giorni, Abdul rimane sei mesi facendo la raccolta dei pomodori, delle mele e delle arance, fino a mettere da parte i soldi per quella che spera essere l'ultima traversata. Incastrato sotto un camion diretto a Venezia: “Basta una disattenzione e sei morto”. Ma alla frontiera, la polizia guarda sotto il camion e lo rimanda indietro, “nonostante – specifica l'operatrice dell'associazione che ora lo segue - le normative internazionali impongano di dare ad ogni straniero la possibilità di richiedere asilo”. La Grecia è riconosciuta come il Paese europeo più severo con i rifugiati: per questo pochi mesi dopo il ragazzo ritenta l'impresa, questa volta dentro alcune casse caricate sul camion, ma sviene e si risveglia in un ospedale tedesco. In Germania le autorità, ricostruito dalle impronte digitali il suo viaggio, preparano il rientro di Abdul in Grecia. Secondo la Convenzione di Dublino infatti, è competente a esaminare la domanda di asilo il primo paese europeo cui giunge il richiedente. Allora Abdul si rimette su un camion, con cui arriva in Finlandia dove, in quanto minorenne, viene affidato ad una famiglia. In quella casa trova calore, affetto e tregua ai vagabondaggi. Ma l'angoscia che ha dentro e la paura non si placano: sente che questa situazione non può durare a lungo. E' per questo che fugge di nuovo. In Germania dove, da clandestino, compie 18 anni. Sta male, chiama la famiglia finlandese, che decide di adottarlo quando però è troppo tardi, perché lui ormai è maggiorenne. L'ultimo biglietto acquistato da Abdul lo porta a Roma, stazione Ostiense. E' infatti alla tendopoli del terminal di piazzale dei Partigiani, che da anni sono accampati molti afgani, un gran numero dei quali minorenni, con storie simili a quella di Abdul.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sb91mUlmZQI/AAAAAAAAADo/IZeCEkoUto8/s1600-h/Rifugiati-Collatina-016.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 307px; height: 205px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sb91mUlmZQI/AAAAAAAAADo/IZeCEkoUto8/s320/Rifugiati-Collatina-016.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5314095386542368002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il futuro: tutelare i minori richiedenti asilo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;A Roma il ragazzo frequenta la mensa della Caritas dove conosce associazioni specializzate nell'assistenza legale ai richiedenti asilo. Scopre che le sue fughe sono durate più dei 18 mesi entro i quali le autorità dei paesi membri della convenzione di Dublino, avrebbero potuto rimandarlo in Grecia. E' così che ha potuto avviare la pratica per ottenere la protezione umanitaria. Ha poi ricercato la sua famiglia in Afghanistan, scoprendo che il padre è tornato dalla guerra ma la madre è morta. E’ anche tornato in contatto con la sua “famiglia europea” in Finlandia: “persone anziane, che non possono viaggiare – dice – ma appena avrò il permesso di soggiorno qui, andrò a trovarle io”. Ora ha finalmente iniziato a pensare a un futuro diverso dalla fuga, vuole lavorare in una pizzeria e magari un giorno, aprirne una sua.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Secondo i dati raccolti dal Programma Integra, i minori richiedenti asilo in Italia sono aumentati negli ultimi tre anni del 146 per cento, di cui il 70 per cento viene dall'Afghanistan. Altri vengono da Eritrea, Etiopia e Irak. Giovani vite abituate al rifiuto e sempre più a rischio, dopo che lo scorso giugno il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva sui rimpatri degli extracomunitari irregolari, che allarga ai minorenni la possibilità di detenzione e allontanamento obbligatorio. Una nuova minaccia per questi ragazzi cresciuti fuggendo, il cui sogno più grande resta una casa e una vita normale. Diritto universale che solo l'impegno degli Stati potrà ancora garantire.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-6040821868947453100?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/6040821868947453100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/perche-maws-dopo-10-anni-di-arresti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6040821868947453100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6040821868947453100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/perche-maws-dopo-10-anni-di-arresti.html' title='Rifugiati, di guerra in guerra'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/Sb9xO7WfNbI/AAAAAAAAADY/x9nX8zLERZA/s72-c/centro-sudanesi-263.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-6069209941333517245</id><published>2009-03-14T06:05:00.000-07:00</published><updated>2009-03-22T13:15:07.609-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pietralata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rom'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio'/><title type='text'>CD ROM, gol al razzismo!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScacNR1abVI/AAAAAAAAAFQ/y4UC9NRRsJQ/s1600-h/CDRom_2876u.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScacNR1abVI/AAAAAAAAAFQ/y4UC9NRRsJQ/s320/CDRom_2876u.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316108162097114450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ehi, ragazzi, avete chiuso bene le macchine? Che qui intorno è pieno &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di zingari...&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;E loro, i giocatori rom, scoppiano dalle risate. L'ironia è il modo migliore per cominciare una partita per Rino, l'allenatore dei CD Rom: il nome della prima squadra di football nomade della Capitale sta per “Calcio dei Rom” ma anche per “Contenitore di memoria Rom”. Ovvero quella di Danilo, Zak, Yasko e, tra gli altri, Rambo, Elvis (la passione gitana peri propri idoli...), ragazzi tra i 17 e i 23 anni, abitanti del campo nomadi di via Salviati a Roma. Da cui escono, anche grazie al progetto Street Work finanziato dal V Municipio, per andare ad allenarsi nel centro sportivo del quartiere. "Il calcio è un grande strumento per aiutare l'integrazione - spiega l’allenatore Rino Di Costanzo, educatore della Cooperativa Eureka I - perché la convivenza pacifica si costruisce vivendo la propria identità nelle cose più normali. Questi ragazzi li abbiamo conosciuti nel 2003 anche grazie alla Cooperativa Hermes, che si occupa di alfabetizzazione, noi poi siamo entrati nei campi con lo sport".&lt;br /&gt;E al calcio d'inizio eccoli impegnati a seguire le regole del gioco, i ragazzi rom, di origini&lt;br /&gt;rumene e bosniache, che 4 anni fa non si potevano vedere tra loro: "Tanto che avevamo bisogno&lt;br /&gt;di due spogliatoi", spiega Gianfranco Giombini, altro educatore del progetto. "Oggi invece nei Cd Rom giocano anche un ragazzo albanese e due italiani". "L'anno scorso in un torneo la squadra ha vinto la coppa disciplina", tiene a sottolineare Giombini. Ma cosa fanno nella vita questi ragazzi&lt;br /&gt;cresciuti nei campi nomadi? "Molti frequentano corsi di formazione professionale, c'è chi è meccanico, chi aiuto meccanico, chi parquettista". La maggior parte di loro sono arrivati in&lt;br /&gt;Italia come rifugiati della guerra di Bosnia. "Gioco da quando avevo 7 anni e il calcio è la mia&lt;br /&gt;vita, anche se in passato non mi prendevano in certe squadre perché ero senza permesso di&lt;br /&gt;soggiorno", dice Zac che è il capitano. Ora lui vive fuori dal campo perchè si è sposato con&lt;br /&gt;una ragazza romana, anche lei conosciuta sul campo da gioco: "Ma torno quasi ogni giorno a&lt;br /&gt;trovare i miei cugini nei campi, quando me li porto dietro a giocare lasciano perdere altre attività, non vanno a rubà...". Zac sarà il prossimo educatore-allenatore della squadra dei&lt;br /&gt;piccoli che verrà formata appena il progetto sarà finanziato. "Il calcio è importante anche per togliere per 2-3 giorni a settimana i ragazzini di 7-8 anni da quei campi dove vivono&lt;br /&gt;tra fango e immondizia - dicono gli educatori - tra gli intolleranti e quelli che proclamano&lt;br /&gt;la solidarietà ai rom, qui c'è bisogno di fare cose concrete!". L’anno scorso al campionato&lt;br /&gt;antirazzista i Cd Rom sono arrivati tra le prime 12 squadre su 204: "Ma il nostro sogno è&lt;br /&gt;partecipare anche alle iniziative professionali, come quelle del Coni, se avessimo i fondi",&lt;br /&gt;dice Rino che è fratello dell'allenatore del Messina e per i suoi ragazzi punta in alto. "Ma i rom arrivano sempre per ultimi tra le emergenze, anche se sono i primi in termini di visibilità". Intanto nella borgata più amata da Pasolini i Cd Rom continuano a giocare. Come tutti i coetanei del mondo&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScaZfflxCCI/AAAAAAAAAEw/BznM7yMXVLA/s1600-h/CDRom_2871u.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScaZfflxCCI/AAAAAAAAAEw/BznM7yMXVLA/s400/CDRom_2871u.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316105176492345378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(L.J. su Epolis 10-11-2007) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foto di Laura Montanari (www.lauramontanari.it)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-6069209941333517245?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/6069209941333517245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/cd-rom-gol-al-razzismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6069209941333517245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/6069209941333517245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/cd-rom-gol-al-razzismo.html' title='CD ROM, gol al razzismo!'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/ScacNR1abVI/AAAAAAAAAFQ/y4UC9NRRsJQ/s72-c/CDRom_2876u.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2181509243355674386.post-2688612931356567477</id><published>2009-03-14T05:52:00.000-07:00</published><updated>2009-03-14T06:01:38.850-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='minoranze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tullia zevi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rom'/><title type='text'>Minoranze, termometro della democrazia - Intervista a Tullia Zevi</title><content type='html'>Oltre la solidarietà, ha voluto esprimere “fratellanza” per le popolazioni rom e sinte «che hanno condiviso con noi ebrei i campi di sterminio». E in un momento in cui gli zingari sono al centro del problema sicurezza, ha voluto ricordarne, commossa, la grande vitalità: «Nei campi, sapendo di essere destinate a morire, si accoppiavano continuamente e disperatamente: trovo questo un meraviglioso inno alla vita».&lt;br /&gt;È con un intervento coinvolto e molto toccante che Tullia Zevi, giornalista e storica, prima donna presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), ha parlato della popolazione migrante per definizione, all’incontro “1000 voci contro il razzismo”, organizzato all’Università La Sapienza di Roma.La sua interpretazione dell’ebraismo va oltre l’aspetto religioso: come persona «che ha vissuto sulla propria pelle il razzismo», vede nell'appartenenza a una minoranza, il ruolo speciale di coscienza critica della società.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa  la spinge   a prendere posizione affianco alle popolazioni  rom e  sinti ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le minoranze sono un po’ il termometro del grado di democrazia di un Paese: dalle condizioni delle minoranze, da come vivono, si sentono e vengono tutelate, si misura la temperatura democratica della società. Quindi a unirci è il diritto della minoranza ad esistere. Ho sempre avuto molta solidarietà per i rom, ho sempre considerato con molta comprensione i loro problemi, perché hanno avuto un destino simile agliebrei ed è un'ingiustizia che non se ne parli.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In questo momento in italia s'associano   i rom ed in generale i migreanti  al problema  della sicurezza ...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È un problema che va inquadrato in un contesto molto più ampio: il fatto di passare da una società omogenea ad una realtà multiculturale, è un passaggio faticoso,che va gestito, studiato ed elaborato. Ma è una sfida che i nostri tempi ci offrono e la dobbiamo affrontare. E in parte già lo stiamo facendo: stiamo diventando sempre più europei, mentre il mondo di sta unendo con la facilità di comunicazione, di spostamento. È nella natura delle cose. Vi sono ideologie razziste di destra estrema che si radicano nella mancanza di cultura, nelle frustrazioni,ma credo, e spero, che l’Italia sia un Paese solidamente democratico.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come affrontare questo periodo di transizione  ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bisogna che le varie culture, pur preservando la loro identità trovino il modo di dialogare: in una società multietnica e multi culturale, la cosa importante è avere una propria identità, ma essere aperti al dialogo. L'unico orizzonte che ritengo possibile è quello del confronto e dell'integrazione.&lt;br /&gt;lei ha fatto parte della commissione interculturalità del ministero delll'istruzione nel 1998&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quali nstrumenti abbiamo a disposizione oggi ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo il dovere di educare alla cultura della diversità, rafforzando gli strumenti dell’educazione e dell’istruzione, per preparare le nuove generazioni a questa sfida. Insegnare che siamo tutti abitanti di un unico mondo, dove l’unica razza esistente è la razza umana.La società è destinata a diventare sempre più interculturale e sempre più internazionale, e quindi noi dobbiamo seguire questo trend, cercare di contribuire culturalmente ai suoi valori.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La sua vita narrata da sua nipote nel libro di recente pubblicazione " ti rascconto la mia storia " è un diario tra generazioni vche contiene un messaggio molto importante per il futuro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mentre le società, le tecnologie, le forme di comunicazione cambiano, l’incontro tra culture diventa anche verticale, oltre che orizzontale: è multidirezionale. Il dialogo è il tema ricorrente nel libro. Perché ci sono cose nella vita che vanno trasmesse, e non per un desiderio di vendetta, ma perché la conoscenza del passato è l'unico antidoto per la tutela dei diritti umani.&lt;br /&gt;Quando era il presidente dell'ucei nel corso di una sua visita a roma Arafat la cerco per stringerle la mano e lei ricambio .&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;C'è ancora speranza nella pace tra Israele e Palestina ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Più che speranza, c’è necessità. Sono due culture che sono cresciute fianco a fianco: si dice che sono due popoli condannati a coesistere, io dico che sono destinati a vivere insieme. Prima sarà, meglio sarà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(L.J. E Polis 20-6-2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2181509243355674386-2688612931356567477?l=ludojona.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ludojona.blogspot.com/feeds/2688612931356567477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/minoranze-termometro-della-democrazia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/2688612931356567477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2181509243355674386/posts/default/2688612931356567477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ludojona.blogspot.com/2009/03/minoranze-termometro-della-democrazia.html' title='Minoranze, termometro della democrazia - Intervista a Tullia Zevi'/><author><name>ludojona</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15212811942817650213</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_DK-dDj0B92k/TIuKtv8OW1I/AAAAAAAAAMQ/wo9L_wH_rdw/S220/foto+lu.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
