Qualche riflessione su come è cambiata la Capitale, a quasi un anno dall'arrivo del nuovo sindaco.
I MARCIAPIEDI
"Ma dove sono finiti gli ambulanti?" Mi chiedeva qualche giorno fa, un'amica di ritorno da un periodo di studio in un'altra città italiana. Già, mi sono ricordata, i senegalesi con le borse e i cd, non si vedono quasi più tra i marciapiedi romani. Nel passare dell'inverno, io neanche ci avevo fatto caso che era cambiato il panorama cittadino. Ma lei, di ritorno dopo mesi, ha notato la visibile differenza. I senegalesi e i bengalesi sono svegli e sanno organizzarsi: è vero che in alcune zone sono rimasti, ma per farli semi scomparire, le forze dell'ordine devono avergli fatto parecchia paura.
BUS E METRO
Da due settimane sono giunti gruppi di controllori: io mi sono trovata alle 21,30 di sera a viaggiare sul un bus, da sola, con 3 addetti alla verifica del titolo di viaggio. Come promotrice dell'uso dei mezzi pubblici, sono favorevole a che la gente si abitui a comprare il biglietto. Ma quella presenza massiva a quell'ora, quel modo vagamente aggressivo, di chi è in gruppo, mi ha messo un po' d'inquietudine. Mi sono poi ricordata di padre Giovanni, presidente del centro Astalli (per l'accoglienza e l'assistenza ai rifugiati politici), che nell'ufficio legale dell'associazione mi ha mostrato 3-4 sacchi pieni di multe, prese dai richiedenti asilo politico (che hanno la residenza al centro astalli e per 6 mesi dalla presentazione della domanda di protezione internazionale non possono lavorare). Piuttosto che restare fermi per 6 mesi dentro al centro d'accoglienza, i rifugiati avevano osato prendere l'autobus senza biglietto e, non avendo dallo stato alcun sussidio contante, preso la multa (anche perchè l'atac non ha mai accolto la proposta di Padre Giovanni di fare una convenzione con il centro Astalli). Chissà quanti diventeranno ora i sacchi delle multe, nell'ufficio di padre Giovanni.
I "RITROVI"
Si è finalmente ripopolata la via pedonale del Pigneto. Vinerie, kebab, bar aperti fino a tardi e viavai "alternativo". Ma questa primavera c'è una sorpresina in più: una fiammante auto della municipale parcheggiata in bella vista proprio sulla via pedonale, che è il principale luogo di ritrovo di giovani vagamente fricchettoni della Capitale. Mi si dirà che il Pigneto, con l'alta percentuale di abitanti immigrati, puo' essere luogo di scontri o aggressioni, come quella a un negozio bengalese qualche mese fa. Sarebbe un pensiero carino mettere le forze dell'ordine a tutelare gli immigrati in un momento come questo. Ma non credo proprio sia il caso: soprattutto nella via pedonale non ci sono bottegucce etniche, ma solo piazzole di svago nelle quali si girava al massimo qualche innocente canna.
ORDINE E LEGGE (E INQUIETUDINE)
Insomma, guardie ovunque e per tutti. Il comune ha approvato (primi di marzo) un regolamento che limita il percorso delle manifestazioni: "per conciliare l'esercizio delle libertà democratiche, con la vivibilità della città". C'è un aspetto più ordinato delle cose, questo si. Ma dietro? Io non mi sento affatto sicura. Perchè percepisco una strana sensazione, mai provata. L'impressione è che senza farcene accorgere, ci stanno cominciando a nascondere un po' di cose. Un po' di realtà spiacevoli.
PS
Ecco il link ad un interessante inchiesta dell'Unità intitolata "LO SCERIFFO DI ROMA". Ovvero il generale Mario Mori, prefetto in pensione, già comandante del Sisde, il servizio segreto civile, e del Ros dei carabinieri, da settembre a capo dell'«Ufficio extradipartimentale Coordinamento delle Politiche per la Sicurezza» capitolino. Nomina ottenuta poco dopo il rinvio a giudizio per favoreggiamento nei confronti del capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano. L'inchiesta mostra l'assoluta mancanza di trasparenza delle attività di tale ufficio, nonchè delle procedure attuate per formare una struttura amministrativa cui si erano opposti i presidenti di regione e provincia, nonchè il prefetto di Roma Carlo Mosca.
Buona lettura:
http://www.unita.it/news/80534/lo_sceriffo_di_roma