Indigeni che scendono in piazza in Peru', ragazzi che urlano la loro rabbia alle telecamere, nonostante la violenta repressione. Giovani iraniani che, per sfidare un esercito che credeva di averli sedati, manifestano di notte. Senza cellulari, senza connessione internet, senza certezze, senza protezioni.
Diversissimi gli obiettivi dei due movimenti: libertà dall'espropriazione di terre a favore di multinazionali il primo, dall'oppressione di un governo ultrareligioso il secondo. Ma una sola energia. Quella di fronte alla quale i beni materiali non contano più. Perchè in quei paesi se ti ribelli, metti in gioco la prima e unica delle materie che veramente che possiedi, il tuo corpo. E lo sai, che per aver partecipato a quel corteo, potrai o giacere morto, torturato o imprigionato per anni.
Ma accade che prevalga un desiderio più forte del mangiare, del dormire e del riprodursi. Un diverso istinto di sopravvivenza. Quello che ci distingue dalle bestie. Non esiste solo in Iran e Perù. Anche se non hanno grande attenzione dai nostri media, molti paesi dell'Africa hanno forti movimenti di opposizione a dittature e governi autoritari e migliaia (migliaia!) di morti nelle proteste ad ogni elezione truccata. Un esempio, l'Etiopia: circa 3.000 morti dopo le elezioni del 2005 ( e circa 30.000 prigionieri politici nello stesso periodo).
Oggi molti ragazzi originari di questi paesi faticano ad ottenere l'asilo politico in Italia. Spesso non gli viene concesso neanche consegnando tutti i documenti e le prove necessarie. Invece che accoglienza gli viene offerto disprezzo, a volte violenza, se va bene tolleranza. Da parte di chi non metterebbe a rischio un dito del proprio corpo. Di chi non ha un briciolo di quel coraggio. E a volte penso, forse è proprio questo il punto. Chi, in questo paese, ricorda cos'è quel sentimento? La passione politica, il profumo di libertà?
A 10 anni volevo fare la giornalista e mi sono inventata un notiziario del condominio. Poi è venuta la passione per il mondo. Con quel brivido creativo che ti attraversa quando senti una storia e il bisogno di raccontarla. Qui metto i reportage, le inchieste, le immagini, le emozioni che mi hanno lasciato le persone che ho incontrato.
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domenica 28 giugno 2009
martedì 19 maggio 2009
SE ENEA ERA UN RIFUGIATO E REMO UCCISE ROMOLO PER PREVENIRE UN COLPO DI STATO

Sabato scorso ho fatto un giretto alla notte bianca dei musei. Lo devo dire, ho sentito nostalgia per le notti bianche veltroniane, che erano allegre e colorate, mentre questa di Alemanno è una notte in bianco nel nero e molto retorica. Quando poi sui palazzi della piazza del Campidoglio, sono stati proiettati a rotazione i volti degli imperatori romani, la retorica sull'antica Roma ha per me raggiunto il limite..
Comunque, il fatto di esserci andata con Maws, che viene da lontano e che tuttavia con quelle storie antiche è molto più a suo agio di me, ha dato un senso a tutta la serata. Date le file inaffrontabili in altri musei più attraenti, a Piazza Venezia abbiamo fatto un giro al museo sul "Natale di Roma". Così, sui pannelli esplicativi, ho riletto la storia di Enea: nobile greco, figlio di Venere, parteciò alla guerra di Troia (Asia minore, oggi Turchia), in quanto nipote, per parte di padre, di Priamo re dell'antica città. Qui si distinse come valorosissimo guerriero ma dovette fuggire e le infinite peregrinazioni descritte nell'Eneide si conclusero solo con lo sbarco nel Lazio dove sposò la principessa Lavinia e dalla lora discendenza fu creata Roma. Chi se non un rifugiato è questo eroe celebrato nel museo dell'altare della patria?
Ma la vicenda più divertente è venuta con la storia di Romolo e Remo. Al vedere la lupa ho cercato di raccontare la leggenda dei due gemelli a Maws, prima di scoprire che non me la ricordavo affatto mentre invece lui ce l'aveva fresca della scuola d'italiano che frequenta. Così ha cominciato a raccontarmi, in modo appassionato, la storia di Rea Silvia, discendente di Enea e obbligata a divenire vestale, quindi casta, che però il dio marte possiede e rendendola madre di due gemelli destinati a fondare Roma: "Poichè erano due gemelli, a decidere il luogo dove costruire Roma e il suo primo re, dovevano decidere gli dei: alla prova degli uccelli vinse Romolo". Maws mi ha poi spiegato il perchè Romolo, subito dopo uccise il fratello: "Voleva evitare, come.. un colpo di stato!".
Già, ho pensato. E mi sono ricordata che nel paese di Maws, il Togo, neanche un mese fa, il dittatore è quasi stato tolto dal potere dal suo proprio fratello. La loro famiglia è al potere da oltre 40 anni ed ha già compiuto moltissimi delitti contro la vita e la libertà.
Maws, con la sua esperienza, ha dato concretezza alla storia delle origini di Roma, che da sempre considero, semplicemente una favola.
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